luigi76

Sun: Java al centro dell'open source

L'azienda conferma che la strada intrapresa non ammette retromarce. Anzi, numeri alla mano Sun rivendica il primato nell'open source. Punto Informatico ne parla con il marketing manager per l'Italia, Emanuela Giannetta

Milano - Orgogliosa nel rivendicare il primato di Java nel mondo open source, coinvolta per ragioni di business e non solo nella ricerca di nuove frontiere del Web 2.0 e interessata ad ampliare la platea degli sviluppatori. Così si è presentata Sun Microsystem nel doppio appuntamento della Java Conference di Milano. Di Java, open source e di sogni nel cassetto Punto Informatico ha parlato nell'occasione con Emanuela Giannetta, software product marketing manager della divisione italiana.

Punto Informatico: Nel corso della conferenza stampa il senior vice president della società Jeff Jackson ha rivendicato l'apertura completa di Java al mondo open source. Č un modo per strizzare l'occhio alla comunità degli sviluppatori presente all'evento?
Emanuela Giannetta: La nostra scelta di puntare sull'open source non risale certo ad oggi. Java è nato dodici anni fa come linguaggio di programmazione in grado di girare in ambienti diversi, una caratteristica che è rimasta coerente nel tempo. L'idea di legare questo approccio a una comunità di sviluppo si è rivelata vincente perché gli anni successivi hanno registrato l'esplosione delle reti e delle comunità.

PI: Qualcuno ha detto che esiste il rischio che un'eccessiva apertura nel modello di sviluppo possa far perdere a Sun il controllo del prodotto. Č un rischio reale?
EG: Direi di no, visto che comunque ci riserviamo di certificare le evoluzioni e gli arricchimenti.
PI: Molti sono però i battitori liberi tra gli sviluppatori, non c'è il rischio che il mercato perda il bandolo della matassa e fatichi a riconoscere ciò che davvero può spingere avanti nuovi progetti, tecnologie diciamo così di sviluppo "vero"?
EG: Credo che il mercato sia ormai abbastanza maturo per scongiurare questo rischio. Nuove applicazioni e nuovi canali sono utili per tutte le tipologie di utenti; ognuno poi ne fa un uso in linea con le proprie competenze e conoscenze. Ad esempio, nel concepire JavaFx i nostri sviluppatori hanno pensato a facilitare la scrittura per gli sviluppatori meno esperti, ma al tempo stesso hanno introdotto diversi livelli di approfondimento per le varie fasce di utenti.

I contributi Sun all'open source

PI: Come vede allora l'equilibrio tra gli sviluppi del Web 2.0 e le esigenze dei grandi player del settore di continuare a fare business?
EG: Il fatto che il Web 2.0 abbia raggiunto la soglia del mediatico non deve preoccupare gli operatori del mercato. Il Web partecipato, aperto ai contributi del mondo consumer, offre nuove opportunità di business a chi lavora nel settore. La costruzione dal basso delle informazioni funziona solo se la Rete ha dietro di sé infrastrutture all'altezza in termini di storage, sicurezza, capacità di comunicazione tra dispositivi e linguaggi differenti.

PI: Nei giorni scorsi Sun è stata protagonista a Barcellona del summit su OpenOffice 3. Quali sono i target di riferimento per la nuova soluzione in arrivo?
EG: Gli stessi che finora hanno dimostrato di apprezzare il prodotto. Mi riferisco soprattutto al settore della Pubblica Amministrazione e alle banche, che hanno bisogno di soluzioni informatiche sicure e portabili, non legate a un solo produttore.

PI: Negli ultimi tempi qualche critico ha accusato Sun di aver cambiato rotta, puntando sulla distribuzione commerciale. Un caso per tutti, l'accordo con Google che ha portato all'inserimento di StarOffice all'interno di Google Pack
EG: Abbiamo scelto la distribuzione commerciale per assicurare agli utenti le garanzie legali che il manufatto open source non può dare. Questa opzione si rivela vincente soprattutto nelle attività aziendali che presentano forti criticità.

I contributi Sun all'open source

PI: Anche le diatribe con Microsoft sembrano ormai appianate
EG: Con Microsoft abbiamo siglato di recente un accordo di collaborazione che porta Windows sui nostri server, dando seguito a un accordo sottoscritto nel 2004. La virtualizzazione dei sistemi è un punto essenziale delle nostre strategie attuali e lo sarà sicuramente anche nei prossimi anni.

a cura di Luigi dell'Olio
7 Commenti alla Notizia Sun: Java al centro dell'open source
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  • ...beh pensate quanto gli sarebbe costato pagare quei programmatori... invece si trovano lavoro "a gratis"...

    ...quando poi qui leggete le email dei tizi che lavorano nell'IT e che sono pagati una miseria saprete che ringraziare...
    non+autenticato
  • > ...beh pensate quanto gli sarebbe costato pagare
    > quei programmatori... invece si trovano lavoro "a
    > gratis"...
    >
    > ...quando poi qui leggete le email dei tizi che
    > lavorano nell'IT e che sono pagati una miseria
    > saprete che
    > ringraziare...

    Gran parte del software in java e' caratterizzato da frameworks che aiutano e sveltiscono la programmazione e favoriscono la personalizzazione che e' il vero punto di forza di un'azienda rispetto alla concorrenza.

    Utilizzando java si possono realizzare software personalizzati molto velocemente rispetto ad altri linguaggi come ad esempio il C++ inoltre la ricchezza di librerie open presenti in rete rappresenta un ulteriore aiuto alla diminuzione dei tempi per produrre software.
    non+autenticato
  • Si ma e' un elefante cmq -.- mentre il C++ no
    non+autenticato
  • Risposta tecnica ad una questione non tecnica...



    - Scritto da: Lavoratori tie'
    > > ...beh pensate quanto gli sarebbe costato pagare
    > > quei programmatori... invece si trovano lavoro
    > "a
    > > gratis"...
    > >
    > > ...quando poi qui leggete le email dei tizi che
    > > lavorano nell'IT e che sono pagati una miseria
    > > saprete che
    > > ringraziare...
    >
    > Gran parte del software in java e' caratterizzato
    > da frameworks che aiutano e sveltiscono la
    > programmazione e favoriscono la personalizzazione
    > che e' il vero punto di forza di un'azienda
    > rispetto alla
    > concorrenza.
    >
    > Utilizzando java si possono realizzare software
    > personalizzati molto velocemente rispetto ad
    > altri linguaggi come ad esempio il C++ inoltre la
    > ricchezza di librerie open presenti in rete
    > rappresenta un ulteriore aiuto alla diminuzione
    > dei tempi per produrre
    > software.
    non+autenticato
  • > ...quando poi qui leggete le email dei tizi che
    > lavorano nell'IT e che sono pagati una miseria
    > saprete che
    > ringraziare...

    Ma guarda che senza free software sarebbe ancora peggio. Le aziende diventate megaditte dagli anni 80 ad oggi terrebbero in mano il mercato impedendo alle startups di competere.

    Quindi le alternative sarebbero:
    - programmatore in grande azienda
    Meno richiesta di un mercato con molte startups basate su free software

    - programmatore dei frameworks commerciali
    In pratica ogni 3 4 anni dovresti aver a che fare colle nuove incompatibili versioni dei frameworks a combattere con programmatori piu' inesperti ma anche piu' giovani e pronti a sorbirsi le nuove ca#atine della nuova versione.

    - mercato della sicurezza
    qua si fanno i soldi, in pratica senza concorrenza il software commerciale potrebbe tenersi la sua rata di vulnerabilita' e far pagare agli utenti la patchatura. Inutile dire che eticamente parlando e' estorsione.
    non+autenticato
  • basta con exe in visual basic senza sorgenti venduti a caro prezzo e poi quando vengono fuori problemi mi fa pagare il doppio del valore iniziale come manutenzione

    dalle mie parti in tanti fanno programmini in visual basic con i bachi, li vendono a poco, poi si fanno pagare molto cara la manutenzione
    non+autenticato
  • > dalle mie parti in tanti fanno programmini in
    > visual basic con i bachi, li vendono a poco, poi
    > si fanno pagare molto cara la
    > manutenzione

    Hanno capito come si lavora in ambiente Windows.
    non+autenticato