Perché Windows XP non morirà a gennaio?

BigM ha deciso di rinviare il pensionamento di Windows XP di altri cinque mesi, consentendo così ai produttori di PC di soddisfare le richieste di quegli utenti che di passare a Vista ora non hanno proprio alcuna voglia

Redmond (USA) - A quanto pare sono ancora molti i consumatori che, al momento dell'acquisto di un nuovo PC o del solo sistema operativo, scelgono Windows XP invece del nuovo e luccicante Vista. Accogliendo le richieste dei propri partner, Microsoft ha infatti deciso di estendere la disponibilità delle versioni OEM (Original Equipment Manufacturer) e retail di Windows XP di altri cinque mesi, ovvero fino al 30 giugno 2008. Ciò significa che il predecessore di Vista, che il prossimo 25 ottobre compirà sei anni, continuerà ad essere preinstallato sui nuovi PC e venduto nei negozi ancora per altri nove mesi.

"Abbiamo apprezzato molto le reazioni positive dei clienti che hanno adottato Windows Vista. Tuttavia, ce ne sono altri che hanno bisogno di più di tempo per passare al nuovo sistema operativo", ha dichiarato Mike Nash, vice president del Windows Product Management di Microsoft, in questo Q&A.

Nonostante Vista sia ormai sul mercato consumer da oltre otto mesi, quasi undici se si considera il lancio delle edizioni corporate, la domanda relativa a Windows XP appare ancora ancora piuttosto elevata. La buona salute del "vecchietto" di casa Microsoft è del resto confermata anche dai programmi di downgrade da Vista a XP, recentemente lanciati da alcuni grossi produttori di PC.
Pur ammettendo l'inaspettata vitalità di XP, Microsoft ha ribadito che le vendite di Vista vanno bene. Anzi, benone. A metà estate BigM ha annunciato di aver venduto 60 milioni di licenze di Windows Vista, sia OEM che retail, ed altri 42 milioni attraverso accordi di volume licensing.

"È presto per dirlo, ma se le cose proseguiranno come ci aspettiamo, Windows Vista sarà il sistema operativo venduto più rapidamente nella nostra storia", ha proclamato Nash.

Il manager ha poi spiegato che la politica ufficiale di Microsoft prevede che le versioni di Windows rimangano disponibili per i partner retail e quelli OEM nei quattro anni successivi al rilascio. "Questa politica - dice Nash - non si adatta con il passaggio da Windows XP a Windows Vista, dal momento che era stata stabilita al tempo in cui rilasciavamo nuovi sistemi operativi client ogni 2-3 anni. La maggior parte dei nostri sistemi operativi restava sostanzialmente disponibile per circa due anni dopo il rilascio di una versione successiva; avevamo ritenuto che sarebbe stato sufficiente prolungare la disponibilità di Windows XP di un solo anno dopo il rilascio di Windows Vista". La vita post-Vista di XP durerà invece quasi un anno e mezzo, e sul canale dei system builder anche di più: qui XP resterà disponibile fino alla fine di gennaio 2009.

L'azienda continuerà inoltre a offrire fino al 30 giugno 2010 la Starter Edition di Windows XP ai paesi emergenti, dove si stanno diffondendo sempre più i PC a basso costo. Un settore, quest'ultimo, su cui Microsoft dice di voler tenere un occhio ben puntato.

"Quella dei PC ultra-low cost è una tendenza che stiamo monitorando poiché, sebbene ci si attenda che i costi hardware continuino a scendere, ci confermerà che non tutti i clienti pretendono le stesse prestazioni dal proprio computer", ha commentato Nash.

Il mercato dei PC a basso costo è del resto un terreno fertile non solo per la Starter Edition, ma anche per le normali edizioni di Windows XP, capaci di girare senza problemi anche su PC con risorse hardware molto ridotte rispetto a quelle di un tipico PC odierno.
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