Incastrato da un SMS

Ha abusato di una sua amica e poi le ha mandato un messaggino per scusarsi. Ma ora quell'SMS contribuisce a condannarlo

Roma - Una complessa vicenda giudiziaria sembra essersi conclusa negli Stati Uniti: una corte d'appello della Virginia ha stabilito che un fantomatico SMS può costituire prova in un caso di violenza carnale. Si tratta di un SMS che sarebbe stato inviato dal violentatore alla sua vittima alcuni mesi dopo la violenza, un messaggio con cui l'amico cercava di scusarsi e che è stato invece portato in tribunale come prova d'accusa.

Secondo la Corte il fatto che l'SMS sia arrivato a qualche mese di distanza dai fatti, che risalgono al 2002, non toglie che si possa considerare una prova. Né viene contestato il fatto che dell'SMS, in effetti, non vi sia traccia: ne ha parlato la donna, ammettendo di non aver mai pensato di salvarlo o quantomeno stamparlo, e ha negato l'uomo.

Ciò che veramente incuriosisce di questo caso dal punto di vista legale, come osservano alcuni, è il fatto che né l'accusa né la difesa abbiano richiesto i dati dell'SMS al carrier che lo avrebbe veicolato. E non lo hanno fatto neppure i magistrati, che pure lo considerano prova valida.
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