Diritto d'autore, parte la petizione

La rivoluzione in 10 punti sostanziata con una lettera aperta pubblicata nei giorni scorsi da Punto Informatico si rafforza con l'avvio di una petizione online, che potrà dar peso alle riforme sostenute dai molti promotori

Roma - Un decalogo per riformare il diritto d'autore e dare nuovi equilibri a tutto quello che va dalla SIAE al P2P, dal diritto di panorama ai watermark, dal fair use al DRM: c'è tutto questo nella lettera aperta al Presidente della Commissione per la revisione della legge sul diritto d'autore firmata da esponenti di associazioni e organizzazioni che da lungo tempo operano in rete. Una lettera che ora diventa una petizione web.

Le riforme proposte dalla lettera sono di vasta portata e sembrano incontrare il favore della rete perché danno corpo ad un disegno di cambiamento che viene richiesto a gran voce dagli utenti ormai da diversi anni, anni segnati dal conflitto sempre più aperto, sempre più vivace, se non feroce, tra sostenitori delle attuali normative sul diritto d'autore e riformisti.

Tra i firmatari della petizione e sostenitori della lettera si trovano, non a caso, persone che fanno parte o sostengono realtà come Wikimedia Italia o il Partito Pirata, attivisti di hacklab e Linux User Group, giuristi come Andrea Lisi o Massimo Melica e altri ancora.
La petizione, però, è appena partita e perché sia presa in seria considerazione - avvertono i promotori - deve attirare il più alto numero possibile di adesioni.

Per firmarla è sufficiente riempire il form che si trova a questo indirizzo.
31 Commenti alla Notizia Diritto d'autore, parte la petizione
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  • conscio del fatto ke le petizioni online servono puramente a ki firma x comprendere appieno una situazione di malcontento e dichiarare il proprio appoggio virtuale, io firmo e accetto lo spam via mail ke ne consegue
  • si, in parte l'argomento è contemplato anche da questa petizione:

    Libertà per fini di divulgazione, educativi o enciclopedici
    Vista la esplicita protezione che la nostra legislazione offre alle biblioteche, quali archivi della conoscenza e della cultura nazionale, sarebbe opportuno prevedere specifiche ipotesi di utilizzazioni libere di opere protette onde consentire alle biblioteche di funzionare correttamente. Del resto non è sostenibile che le poche centinaia di biblioteche italiane rappresentino una minaccia per il mercato multimediale, né puo' considerarsi la loro attività come antagonista rispetto all'uso commerciale.
    Occorre consentire la libera utilizzazione di opere protette a fini educativi da parte delle scuole e delle università (anche sul web, nei corsi di e-learning, se l'accesso è consentito solo agli studenti). Ovviamente, conferenze, meeting ed altre attività culturali pubbliche dovrebbero essere considerate "attività educative", almeno nei limiti in cui l'esecuzione avviene in un ambiente confinato, l'accesso non è a pagamento (cioè non c'è fine di lucro legato direttamente all'esecuzione) e c'è un relatore che commenta l'opera.
  • invece di chiacchere i fatti
    se si migliorano quei servizi, magari con un bel voip non rintracciabile stile MUTE?
    non+autenticato
  • Sono un autore e non vedo perchè qualcuno debba poter utilizzare per i propri scopi il mio lavoro.
    Vorrei vedere, chiunque scrivesse un libro o un cd, quanta felicità proverebbe vedendo il proprio lavoro copiato e diffuso magari anche incassando soldi ( non prendiamoci in giro, ce ne sono di casi!!) per le mie fatiche.
    Leggo che molti si inalberano per una fotografia copiata del gatto e della fidanzata semi nuda su siti web personali ineggiando al diritto d'autore e poi allo stesso tempo pretendodo di fare cio che vogliono del lavoro di altri.
    I diritt d'autore sono sacrosanti, sono il pane degli artisti e agli artisti va corrisposto nella forma dovuta.
    non+autenticato
  • Purtroppo il mondo è pieno di persone che pensa solo al proprio orticello.... ogni giorno tutti noi commettiamo un reato sul diritto d'autore.. anche fotografando un semplice colosseo, quindi...
    non+autenticato
  • Premetto che devo ancora leggere integralmente la proposta.
    Nel caso vi sia come accennato sopra un canone fisso su linea o similare, non firmerò poiché sarebbe l'ennesima scusa per una quota che potrebbe in qualsiasi momento essere modificata. Così come molte altre "percentuali" su altri settori. Ma rimando a dopo aver colmato la lacuna della lettura.
    Per quanto riguarda invece il non firmare perché qualcuno possa usare un lavoro fatto da me... non vedo il problema se non ci lucra.
    Occorre a mio avviso pensare oltre il proprio orticello (quoto) e andare a ragionare in termini generali e valore aggiunto.
    Fermo restando che ci deve essere la libertà di scegliere se renderlo di dominio o meno... anche con rinnovo periodico del diritto d'autore..
    Scrivo un libro, un programma o simile.. lo pubblico... ok Vendo la pubblicazione il cd il valore dell'edizione... ma se esiste su un file di testo...perché non posso metterlo nel pc e leggerlo o stamparlo su una vecchia ad aghi o su una nuova laser e usarlo da li? perché si pensa che a quel punto non prenderei più l'originale?
    E il costo attuale di un originale è valutato? o 10 euro per un tascabile sono accettabili??
    Non scherziamo. Se mi piace l'autore, il libro lo compro e un cd pure... per l'autore. Non per altri.
    Se sono interessato...cercherò di dargli la possibilità di continuare a fare. E' un concetto così strano??
    E' strano scaricare degli mp3 e poi comprare il disco? o non voler mettere 24 euro per avere in cd quello che ho in cassetta?
    ...
    chiedere è lecito.
    Saluti
  • A mio parere la questione si riduce a dare agli autori la possibilità di stabilire deroghe, caso per caso, al copyright che per contratto è stato assegnato all'editore, o altra figura di intermediario.

    Ad esempio: creo una musica, e una società ne cura la distribuzione. Mi scrive un tizio chiedendo se ne può usare uno spezzone in un suo video che distribuirà su YouTube senza guadagnarci nulla, spiegandomi dettagliatamente come intende usarlo. Come autore dovrei aver diritto di rispondergli "fai pure" senza che egli debba passare attraverso le mani rapaci della casa di distribuzione.
    non+autenticato
  • non firmo perchè mi sembra che avere un canone fisso (come quello della rai) non sia la scelta migliore, se io non scarico non voglio pagare o se scarico cose di cui posseggo gli originali (x i no cd) perchè devo pagare 2 volte?
    già pago la tassa sul masterizzatore e sui cd\dvd vuoi dire che tolgono quella? non credo quindi NO GRAZIE HO GIà DATO
    non+autenticato
  • "Se è possibile trasmettere musica e film via radio e via tv semplicemente pagando una quota alla SIAE, deve anche essere possibile diffondere questi stessi
    materiali su Internet e reti intranet, ad esempio via IPTV, IP Radio e soprattutto via sistemi P2P pagando una cifra equa alla SIAE. L'idea delle ADSL
    dotate di "diritto di download incluso nel canone" è, di fatto, una estensione del principio già esistente anche se, dati gli elevati costi nazionali delle
    ADSL, si preferirebbe un abbonamento a parte da riscuotere, alla stregua, ma non nell'importo, del canone televisivo, direttamente dalla SIAE (questo per
    evitare episodi tipo Peppermint)."

    ... a me pare ragionevole
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