Alfonso Maruccia

Lo spyware? Un affare che conviene

Hanno infettato milioni di computer ma la multa che dovranno pagare è poco più che simbolica in confronto a quanto guadagnato con il software spione. L'industria dello schifezzaware ringrazia, gli utenti no

Roma - Ennesimo caso di mano morbida della Federal Trade Commission statunitense contro produttori e distributori di spyware, tanto odiati dagli utenti quanto fortunati nel cavarsela con la giustizia - o presunta tale. Tre truffatori, riconosciuti colpevoli di spacciare software spione e malevolo nascosto all'interno di screensaver e file video, dovranno versare per il disturbo arrecato 330mila dollari e ricevere le attenzioni delle autorità federali americane per i prossimi otto anni.

Forse non gli sarà andata bene come nel caso degli autori di Kazanon, Mailwiper e Spy Deleter, che nel novembre scorso se la solo cavata con soli 50mila dollari di multa perché poveri in canna, ma Elliott S. Cameron, Robert A. Davidson II e Garry E. Hill hanno lo stesso accettato di buon grado di dichiararsi colpevoli dei reati ascrittigli e pagare quanto richiesto dalla FTC. Il software da loro ideato, chiamato Media Motor, si stima abbia infettato 15 milioni di macchine e fatto guadagnare agli autori qualcosa come 3,6 milioni di dollari. Al confronto, la multa comminatagli dalle autorità è poco più che un obolo simbolico.

Media Motor, spyware dal comportamento piuttosto classico associato a nomi di società come ERG Ventures, Joysticksavers.com e Privateinpublic.com, spiava le parti del sistema più sensibili per la privacy dell'utente, aggiungeva una toolbar sul browser difficile da eliminare che mostrava a video banner pubblicitari, tracciava le abitudini di navigazione dell'utente e generava pop-up reclamizzanti i cari, vecchi contenuti pornografici sempre sulla breccia.
Ora i tre discolacci hanno promesso che non lo faranno più, e dovranno tenere traccia puntigliosa dei loro prossimi business da presentare alla FTC, oltre a dover offrire obbligatoriamente agli utenti dei suddetti business un sistema per raccogliere le lamentele dei consumatori. Poco male considerando che la sentenza non fa altro che rafforzare l'idea secondo cui produrre spyware conviene: al massimo, suggeriscono nei fatti le autorità USA, si paga una multa simbolica e si finisce su un registro per un po' d'anni, al cambio c'è la possibilità di guadagnare, intascare e tenere per se milioni di dollari. Esentasse.

Alfonso Maruccia
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