Luca Annunziata

Altro che CSI, arriva Warwick Warp

Una nuova tecnica consente di identificare le tracce fino ad oggi ritenute incomprensibili per le macchine. Oppure di trasformare le dita in una chiave universale e affidabile. L'hanno ideata nel Regno Unito

Roma - "Abbiamo le impronte dell'assassino, passiamole all'AFIS": una frase ricorrente nei gialli made in USA in TV, come la fortunata serie CSI che racconta le gesta dei criminologi statunitensi. Certo però, quando le impronte sono sbavate o incomplete i computer non possono fare miracoli: oppure...? I ricercatori britannici dell'Università di Warwick hanno sviluppato una nuovo algoritmo che, se si rivelasse all'altezza delle aspettative, potrebbe dare una grossa mano a Grissom, Horatio Caine e volendo pure a Sherlock Holmes.

In alcuni casi, si legge sulle pagine di Wired, l'errore degli attuali apparecchi per la lettura delle impronte può salire fino al tre o al quattro percento: valori molto bassi, ma assolutamente insufficienti per garantire la sicurezza adeguata a fare della lettura delle dita la killer application della biometria per le masse. Con questi valori in campo c'è il rischio insomma che qualcuno entri dove non deve, o che ottenga informazioni che non sono destinate a lui.

La lettura delle impronte digitali si basa su due rilevazioni: quella definita di primo livello, che identifica la struttura geometrica composta di cappi e spirali, e quella di secondo livello che identifica la struttura "geografica". A causa tuttavia della pressione variabile che esercitano gli utenti sui sensori di rilevamento, la ripresa dei margini di dove inizia e finisce la linea che forma un arco non sempre è precisa.
Le distorsioni, dunque, sono il tallone di Achille delle macchine: è la stessa faccenda dei captcha, non riescono proprio a decodificare quel tipo di informazioni. Il sistema denominato Warwick Warp però è diverso. Studiando le variazioni delle rilevazioni, il dottor Li Wang ed i suoi colleghi sostengono di essere riusciti a minimizzare il problema: l'algoritmo elimina il disturbo delle distorsioni e "raddrizza" le impronte. Una bella idea insomma, ma che manca ancora della prova sul campo.

Chissà se i fan di CSI e NCIS saranno entusiasti della prospettiva: con questa tecnologia, la soluzione dei casi rischia di farsi mostruosamente breve e mortalmente noiosa. Di certo, suggerisce sempre Wired, un sistema affidabile per la gestione delle impronte eliminerebbe il fastidio delle serrature e delle chiavi. Nell'attesa, gli esperti consigliano a tutti di tenersi stretto il portachiavi e di utilizzare, se proprio ci tengono, più sistemi biometrici combinati per tenere al sicuro i proprio valori.

Luca Annunziata

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