BSA parla agli operatori italiani

Pirateria e legge sul diritto d'autore al centro di una nuova serie di seminari dell'Alliance, dedicati agli operatori del settore IT

Roma - Dopo la serie di incontri con le istituzioni e le forze dell'ordine sulla legge sul diritto d'autore e il rispetto delle proprietà intellettuali in materia di software, gli uomini della Business Software Alliance tornano a parlare di questi argomenti in un ciclo di incontri dedicati questa volta a distributori e rivenditori di prodotti software italiani.

Gli incontri si terranno a Roma, Milano e Padova a partire dal prossimo 24 settembre, e hanno per titolo: "La nuova legge sul diritto d'autore, un'opportunità per il mercato legale del software".

"I seminari - si legge in una nota - hanno lo scopo di sensibilizzare ed informare sul fenomeno della pirateria, sulla relativa estensione e sulle numerose implicazioni negative a carico dell'intero sistema economico e, in modo specifico, dei rivenditori che operano in modo conforme alla legge".
BSA ha ribadito che dalle proprie ricerche emergono "effetti perversi" causati dalla pirateria sul mercato, "la contrazione dell'innovazione e degli investimenti e la relativa mancata creazione di posti di lavoro di opportunità di business". L'obiettivo degli incontri è illustrare a rivenditori e distributori "i benefici derivanti dalla commercializzazione di software legale quali, ad esempio, la fidelizzazione della clientela attraverso l'erogazione di servizi di assistenza e supporto post vendita e il consolidamento della brand image grazie alla vendita di prodotti di alto standard qualitativo".

BSA sarà a Milano il 26 settembre e a Padova il 2 ottobre. La partecipazione agli eventi è gratuita e la registrazione può avvenire sul sito dedicato.
11 Commenti alla Notizia BSA parla agli operatori italiani
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  • Ancora non l'hanno capito questi "pappa" del software che chi si copia un programma lo fa per studiarlo, farci pratica, utilizzarlo occasionalmente per un uso domestico, ecc, e se non avesse la possibilita' di copiarlo non lo comprerebbe comunque (e non avrebbe eventualmente un potenziale futuro acquirente qualora diventasse bravo nel suo utilizzo professionale).

    D'altro canto chi si comprerebbe un Maya (circa 20 mila euro) a scatola chiusa senza averlo prima utilizzato a fondo per mesi (come minimo), o un 3D Studio Max (circa 3 mila euro), o un Photoshop (circa 1400 euro), o un Autocad (circa 6 mila euro); bloccare del tutto la pirateria porterebbe come risultato una diminuzione delle vendite di tali software spingendo i potenziali utenti verso prodotti free che nella maggioranza dei casi sono meno produttivi, quindi sia i produttori di software che gli utilizzatori si troverebbero in maggiori difficolta' e non il contrario.

    Un esempio per tutti: la stessa Sony ha ammesso che il successo della Playstation e' dovuto in larga parte al fatto che i giochi si possono masterizzare, infatti le console concorrenti anche se di pari o maggiore potenza sono morte perche' avevano le "cassette" con la scheda hardware dentro e quindi non copiabili.

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    Piccolo OT: Come si fa ad ottenere i prodotti Not For Resale della Microsoft?

    Grazie

    Mario
    non+autenticato
  • Non varrebbe neppure la pena di leggere se non per l'opportunità di farsi due risate: Charlie Chaplin era un poverino, rispetto a questi qua !!
    non+autenticato
  • CARA BSA PERCHè NON SFRUTTATE I VOSTRI SOLDI INVECE CHE IN CONFERENZE E ROBA SIMILE IN QUALCHE TECNICA PER ABBASSARE I PREZZI??
    non+autenticato

  • AH! scusate....
    m'era sfuggita questa..

    > il consolidamento della brand image

    MMMMMMUAUAUAHUAUAHAUAHUAUHHUA

    mettiamoci d'accordo.. o si parla inglese o si parla italiano, l'una vale l'altra, ma finiamola co' sti mischietti/pastrocchi!!

    non+autenticato

  • Per quanto ne so io sono proprio queste aziende (BSA) a ritardare lo sviluppo tecnologico per poterlo vendere meglio e più a lungoSorride

    L'Italia ha un potenziale informatico sprecato, molte menti sottovalutate e costrette a "lavoretti". I più pagati sono i simil-tecnici e simil-sistemisti con certificazione *acquistata* da M$.. rendiamoci conto. L'open source può essere una fonte di sviluppo enorme del prodotto italiano.. sia nel prodotto stesso sia nella formazione ed assistenza "qualificata" (non da M$, ma dalle capacità reali).. ed è questo a fare vera economia, non l'"affittare" il prodotto e le certificazioni dall'estero.


    e poi....

    > opportunità di business

    opportunità de che??
    siamo italiani, facciamo gli italiani, per cortesia..

    non+autenticato
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