
Si può capire quanto stia diventando importante una adozione su larga scala della GPL3.0 e della sua clausola anti-tivoization se si riflette su quale sia la direzione che sta prendendo il mercato dell'elettronica di consumo negli ultimi anni. Da un lato c'è un sempre maggiore interesse per Linux e per gli standard aperti, come nel caso dell'interessantissimo
OpenMoko, il rivale Open dell'Apple iPhone. Dall'altro, c'è la tendenza a "chiudere" il sistema ed a vincolarlo al fornitore di servizi, come fanno già da tempo Apple con iPod (chiuso e vincolato a iTunes) e iPhone (chiuso e vincolato ad AT&T in USA) e Microsoft con Xbox (chiuso e vincolato a software certificato da Microsoft. Xbox 360 usa un TPM per impedire l'accesso al suo hardware).
Sommando queste due tendenze, diventa chiaro che una azienda senza scrupoli potrebbe benissimo usare software open source per risparmiare una enorme quantità di soldi e di fatica nella realizzazione di un sistema completamente chiuso ed ostile agli utenti, come ha fatto appunto TiVo. La presenza di una apposita clausola anti-tivoization diventa quindi necessaria.
Per molti produttori di hardware, infatti, la chiusura del sistema ed il suo vincolo al fornitore di servizi,
a là iPhone, sta diventando la "via breve" per ottenere gli stessi vantaggi che avrebbe dovuto fornire il Trusted Computing: la difesa del sistema dal suo legittimo proprietario ed il mantenimento del completo controllo sul sistema anche dopo la vendita all'utente del sistema stesso. Questa è la famigerata "
Era dell'accesso" che sostituisce silenziosamente l'esistente "Era del possesso". Non si paga più per possedere un oggetto e farne liberamente ciò che si vuole. Ora si paga (ad ogni singolo accesso!) per potere accedere ad un servizio o ad un "contenuto". In altri termini, si paga l'esperienza, non la proprietà. L'oggetto serve solo per poter accedere al circuito di distribuzione.
Altre minacce: DVBIn questi ultimi anni, comunque, l'attenzione dei produttori di contenuti (RIAA ed MPAA, per intenderci) sembra essersi spostata soprattutto verso il nascente standard
DVB per la televisione digitale.
Cosa c'entra la televisione digitale con il Trusted Computing?
C'entra, c'entra. La televisione digitale ad alta definizione (
HDTV), implementa diverse tecnologie DRM piuttosto innovative. Queste tecnologie, in realtà, non sono applicabili solo alla TV ma sono destinate ad essere applicate a qualunque tipo di contenuti che possa essere distribuito attraverso un media digitale, come la radio, i CD, i DVD ed Internet. Complessivamente, queste tecnologie dovrebbero permettere ai produttori ed ai distributori di musica e film di fare le seguenti cose.
1) Impedire all'utente di registrare musica e film provenienti dall'etere (TV e Radio) o da un cavo (Web Radio).
2) Impedire all'utente di usare il trucco "registra-e-skippa" per "scavalcare" la pubblicità nei film trasmessi in TV o nella musica trasmessa via Radio.
3) Impedire all'utente di fare copie di CD e DVD.
4) Impedire all'utente di vedere TV e ascoltare Radio straniere (oggi, se volete vedere BBC dall'Italia, dovete solo avere la relativa Smart Card, magari comprata durante le vacanze a Londra).
5) Eliminare il famoso Analog Hole che permette di registrare comunque un film od un brano musicale passando per la sua versione analogica.
Questi scopi sono stati perseguiti con decisione da un gruppo di senatori americani fedeli ad Hollywood all'interno dei vari progetti di legge che riguardano appunto il passaggio alla TV digitale in alta definizione. Questi politici stanno cercando (riuscendoci) di imporre la presenza di "adeguati" strumenti di protezione dei contenuti all'interno di tutti gli apparecchi digitali della prossima generazione.
Queste tecnologie, come si può immaginare, ricalcano fedelmente le linee filosofiche e tecniche del Trusted Computing ed in alcuni casi possono addirittura fare uso dei Fritz Chip. Se si tiene presente che questi catenacci simil-TPM dovrebbero essere inseriti all'interno di
qualunque dispositivo destinato a trattare contenuti multimediali, dalle TV agli iPod, la loro pericolosità diventa evidente. A suo tempo, il Partito Pirata, di cui sono vicepresidente, aveva anche lanciato un'iniziativa di contrasto nei confronti di questa tecnologia: "
Liberate la TV Digitale".
Una luce in fondo al tunnel?Lo sviluppo della tecnologia Trusted Computing procede, anche se nel più assoluto silenzio. La diffusione di sistemi dotati di Fritz Chip procede, spesso senza che il consumatore ne sia al corrente o ne capisca le conseguenze. Ad esempio, si prenda
cosa dice lo stesso Trusted Computing Group dei TPM prodotti da Siemens:
During the first half of 2006, more than 4 million ST19WP18 chips, which implement the latest and most advanced TCG 1.2 specification, were shipped by OEM's in Windows XP platforms.
Quattro milioni di TPM installati su PC dotati di Windows XP.... e il vostro PC com'era? Siete in grado di dire se avesse un TPM installato sulla motherboard?
Non è cambiato nulla, in senso positivo, rispetto ad uno o due anni fa. L'unica cosa che è cambiata è che la gente è sempre meno informata su questo pericolo e prova sempre meno interesse per questo argomento. Questo è esattamente ciò che serve al TCG per raggiungere i suoi scopi.
Oltre a questo, come abbiamo visto, al Trusted Computing si stanno affiancando molte altre tecnologie e molte altre iniziative politiche, tutte tese a blindare i contenuti ed i sistemi ed a difenderli dal loro legittimo proprietario. Ciò che ora dovrebbe spaventare maggiormente non è più il Trusted Computing in sé ma piuttosto la perversa mentalità che questa tecnologia ha introdotto nel nostro universo e, soprattutto, l'incredibile passività con cui il pubblico accetta questi soprusi.
Alessandro Bottonihttp://www.oceanidigitali.it/http://www.alessandrobottoni.it/