venerdì 12 ottobre 2007

Trusted Computing? Che fine ha fatto Fritz?

di Alessandro Bottoni - Muta forma e cambia prospettiva. I nuovi amici del Trusted Computing, i suoi nemici, la GPL 3, le tecnologie in ballo e il fronte iPod e Xbox. A che punto è l'involuzione del computing blindato?

Trusted Computing? Che fine ha fatto Fritz?Si può capire quanto stia diventando importante una adozione su larga scala della GPL3.0 e della sua clausola anti-tivoization se si riflette su quale sia la direzione che sta prendendo il mercato dell'elettronica di consumo negli ultimi anni. Da un lato c'è un sempre maggiore interesse per Linux e per gli standard aperti, come nel caso dell'interessantissimo OpenMoko, il rivale Open dell'Apple iPhone. Dall'altro, c'è la tendenza a "chiudere" il sistema ed a vincolarlo al fornitore di servizi, come fanno già da tempo Apple con iPod (chiuso e vincolato a iTunes) e iPhone (chiuso e vincolato ad AT&T in USA) e Microsoft con Xbox (chiuso e vincolato a software certificato da Microsoft. Xbox 360 usa un TPM per impedire l'accesso al suo hardware).

Sommando queste due tendenze, diventa chiaro che una azienda senza scrupoli potrebbe benissimo usare software open source per risparmiare una enorme quantità di soldi e di fatica nella realizzazione di un sistema completamente chiuso ed ostile agli utenti, come ha fatto appunto TiVo. La presenza di una apposita clausola anti-tivoization diventa quindi necessaria.

Per molti produttori di hardware, infatti, la chiusura del sistema ed il suo vincolo al fornitore di servizi, a là iPhone, sta diventando la "via breve" per ottenere gli stessi vantaggi che avrebbe dovuto fornire il Trusted Computing: la difesa del sistema dal suo legittimo proprietario ed il mantenimento del completo controllo sul sistema anche dopo la vendita all'utente del sistema stesso. Questa è la famigerata "Era dell'accesso" che sostituisce silenziosamente l'esistente "Era del possesso". Non si paga più per possedere un oggetto e farne liberamente ciò che si vuole. Ora si paga (ad ogni singolo accesso!) per potere accedere ad un servizio o ad un "contenuto". In altri termini, si paga l'esperienza, non la proprietà. L'oggetto serve solo per poter accedere al circuito di distribuzione.Altre minacce: DVB
In questi ultimi anni, comunque, l'attenzione dei produttori di contenuti (RIAA ed MPAA, per intenderci) sembra essersi spostata soprattutto verso il nascente standard DVB per la televisione digitale.

Cosa c'entra la televisione digitale con il Trusted Computing?

C'entra, c'entra. La televisione digitale ad alta definizione (HDTV), implementa diverse tecnologie DRM piuttosto innovative. Queste tecnologie, in realtà, non sono applicabili solo alla TV ma sono destinate ad essere applicate a qualunque tipo di contenuti che possa essere distribuito attraverso un media digitale, come la radio, i CD, i DVD ed Internet. Complessivamente, queste tecnologie dovrebbero permettere ai produttori ed ai distributori di musica e film di fare le seguenti cose.


1) Impedire all'utente di registrare musica e film provenienti dall'etere (TV e Radio) o da un cavo (Web Radio).
2) Impedire all'utente di usare il trucco "registra-e-skippa" per "scavalcare" la pubblicità nei film trasmessi in TV o nella musica trasmessa via Radio.
3) Impedire all'utente di fare copie di CD e DVD.
4) Impedire all'utente di vedere TV e ascoltare Radio straniere (oggi, se volete vedere BBC dall'Italia, dovete solo avere la relativa Smart Card, magari comprata durante le vacanze a Londra).
5) Eliminare il famoso Analog Hole che permette di registrare comunque un film od un brano musicale passando per la sua versione analogica.
Questi scopi sono stati perseguiti con decisione da un gruppo di senatori americani fedeli ad Hollywood all'interno dei vari progetti di legge che riguardano appunto il passaggio alla TV digitale in alta definizione. Questi politici stanno cercando (riuscendoci) di imporre la presenza di "adeguati" strumenti di protezione dei contenuti all'interno di tutti gli apparecchi digitali della prossima generazione.

Queste tecnologie, come si può immaginare, ricalcano fedelmente le linee filosofiche e tecniche del Trusted Computing ed in alcuni casi possono addirittura fare uso dei Fritz Chip. Se si tiene presente che questi catenacci simil-TPM dovrebbero essere inseriti all'interno di qualunque dispositivo destinato a trattare contenuti multimediali, dalle TV agli iPod, la loro pericolosità diventa evidente. A suo tempo, il Partito Pirata, di cui sono vicepresidente, aveva anche lanciato un'iniziativa di contrasto nei confronti di questa tecnologia: "Liberate la TV Digitale".

Una luce in fondo al tunnel?
Lo sviluppo della tecnologia Trusted Computing procede, anche se nel più assoluto silenzio. La diffusione di sistemi dotati di Fritz Chip procede, spesso senza che il consumatore ne sia al corrente o ne capisca le conseguenze. Ad esempio, si prenda cosa dice lo stesso Trusted Computing Group dei TPM prodotti da Siemens:
During the first half of 2006, more than 4 million ST19WP18 chips, which implement the latest and most advanced TCG 1.2 specification, were shipped by OEM's in Windows XP platforms.
Quattro milioni di TPM installati su PC dotati di Windows XP.... e il vostro PC com'era? Siete in grado di dire se avesse un TPM installato sulla motherboard?

Non è cambiato nulla, in senso positivo, rispetto ad uno o due anni fa. L'unica cosa che è cambiata è che la gente è sempre meno informata su questo pericolo e prova sempre meno interesse per questo argomento. Questo è esattamente ciò che serve al TCG per raggiungere i suoi scopi.

Oltre a questo, come abbiamo visto, al Trusted Computing si stanno affiancando molte altre tecnologie e molte altre iniziative politiche, tutte tese a blindare i contenuti ed i sistemi ed a difenderli dal loro legittimo proprietario. Ciò che ora dovrebbe spaventare maggiormente non è più il Trusted Computing in sé ma piuttosto la perversa mentalità che questa tecnologia ha introdotto nel nostro universo e, soprattutto, l'incredibile passività con cui il pubblico accetta questi soprusi.

Alessandro Bottoni
http://www.oceanidigitali.it/
http://www.alessandrobottoni.it/
172 Commenti alla Notizia Trusted Computing? Che fine ha fatto Fritz?
Ordina
  • http://punto-informatico.it/2503001/PI/Interviste/...

    Come volevasi dimostrare, in italia, il paese più terzomondista per quanto riguarda le nuove tecnologie, si può dichiarare che DRM è morto.

    E vi ripeto, ma chi l'ha mai visto. Ma certo ci sono i collezionisti d'allarmi che si divertono a fare gli inutili allarmismi.
    manila
    9344
  • Sicuramente a questi paesi potrebbe far piacere tenere sotto controllo gli utenti, specialmente alla Cina e alla Russia, decisamente meno democratiche dell'India, ma mai e poi mai accetterebbero un insieme di sistemi HW e SW che tale controllo lo pone nelle mani di multinazionali straniere e del governo USA.
    Quello che continua a stupirmi (neanche tanto, data la corruzione dilagante) è che l'Unione Europea tolleri una tale situazione, quand'anche "in nome della sicurezza" si volesse avere un maggiore controllo, uno stato sovrano o una confederazione di stati mai e poi mai dovrebbe accettare che entità esterne possano porsi al di sopra di essi nel controllo dei sistemi informatici e telematici.
    In 6 parole: l'Europa non ha le palle.
    non+autenticato
  • ancora non ho capito sta faccenda dell'ipod
    ma se uno ci vuol mettere dentro la sua musica, non comprata da itunes, non uò?
    e se uno vuole quel brano che c'è su itunes e non ha l'ipod non può masterizzarlo?


    sì a entrambe le domande. non capisco davvero.
    non+autenticato
  • - Scritto da: beppe a

    > ancora non ho capito sta faccenda dell'ipod
    > ma se uno ci vuol mettere dentro la sua musica,
    > non comprata da itunes, non
    > uò?

    Premetto che non ho ipod.
    Che io sappia si possono mettere su normali MP3: vengono convertiti al volo nel trasferimento dal software itunes.


    > e se uno vuole quel brano che c'è su itunes e non
    > ha l'ipod non può
    > masterizzarlo?


    io non ho ipod e ho usato i buoni di coca cola per scaricare e masterizzare decine di brani.
    Il tutto perfettamente nella legge, d'altra parte li ho pagato bevendo coca cola - che avrei comunque bevuto, visto che sono dipendenteSorride
  • - Scritto da: unaDuraLezione

    > Che io sappia si possono mettere su normali MP3:
    > vengono convertiti al volo nel trasferimento dal
    > software itunes.

    Non viene convertito un bel niente... l'iPod (parlando di audio) legge tranquillamente: AAC (da 16 a 320Kbps), Protected AAC (da iTunes Store), MP3 (da 16 a 320Kbps), MP3 VBR, Audible (formati 2, 3 e 4), Apple Lossless, WAV, AIFF.
    Se vuoi maggiori dettagli sui formati supportati per foto e video: http://www.apple.com/it/ipodclassic/specs.html
    non+autenticato
  • - Scritto da: beppe a
    > ancora non ho capito sta faccenda dell'ipod
    > ma se uno ci vuol mettere dentro la sua musica,
    > non comprata da itunes, non può?

    certo che può... cosa pretendi? Che uno compri 160GB di musica da iTunes????

    > e se uno vuole quel brano che c'è su itunes e non
    > ha l'ipod non può masterizzarlo?

    certo che può masterizzarlo... mica usi l'iPod per masterizzare

    > sì a entrambe le domande. non capisco davvero.

    effetivamente le idee le hai un po' confuse
    non+autenticato
  • Non mi ha fatto per bene il prelavaggio. Deve essere quel detersivo del menga che non comunica col fritz della lavatrice e quindi ha saltato il programma del prelavaggio.

    Arrabbiato

    Mi ha pure ristretto i calzoni.

    ArrabbiatoArrabbiato
    manila
    9344
  • a me non si apre l'auto, non riconosce più l'impronta digitale. Anonimo

    neanche avessi maneggiato la soda caustica a mani nude. Fantasma
    non+autenticato
  • - Scritto da: manila
    > Non mi ha fatto per bene il prelavaggio. Deve
    > essere quel detersivo del menga che non comunica
    > col fritz della lavatrice e quindi ha saltato il
    > programma del prelavaggio.
    >
    >
    > Arrabbiato
    >
    > Mi ha pure ristretto i calzoni.
    >
    > ArrabbiatoArrabbiato

    te l'avevo detto che bisognava usare solo l'ammorbidente microsoft e il pretrattante apple!!!!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: PincoPallin o
    > - Scritto da: manila
    > > Non mi ha fatto per bene il prelavaggio. Deve
    > > essere quel detersivo del menga che non comunica
    > > col fritz della lavatrice e quindi ha saltato il
    > > programma del prelavaggio.
    > >
    > >
    > > Arrabbiato
    > >
    > > Mi ha pure ristretto i calzoni.
    > >
    > > ArrabbiatoArrabbiato
    >
    > te l'avevo detto che bisognava usare solo
    > l'ammorbidente microsoft e il pretrattante
    > apple!!!!!

    ah tra l'altro non avrai mica tentato di usare questo detersivo.... perchè se sì allora sei nei guaiTriste

    http://www.valeriodistefano.com/public/post/deters...
    non+autenticato
  • "Non è cambiato nulla, in senso positivo, rispetto ad uno o due anni fa. L'unica cosa che è cambiata è che la gente è sempre meno informata su questo pericolo e prova sempre meno interesse per questo argomento. Questo è esattamente ciò che serve al TCG per raggiungere i suoi scopi."

    Per questo che usare software e sistemi operativi open source o no ha implicazioni che vanno ben oltre considerazioni tecniche ed economiche. Di per se la tecnologia può anche essere utile, ma su un sistema open source il bottone per attivare o no il TC l'avrà sempre l'utente. Su un qualsiasi sistema proprietario closed source, il bottone lo hanno altri. E questo equivale, in termini di privacy e libertà di scelta, a operare con un terminale su un sistema remoto amministrato da qualcun altro.

    Come sempre non è la tecnologia buona o cattiva, ma è l'applicazione che se ne vuole fare.
    non+autenticato
  • >Come sempre non è la tecnologia buona o cattiva, ma è l'applicazione che se ne vuole fare.

    Mettiti d'accordo con quello che hai scritto nel titolo!
    non+autenticato
  • - Scritto da: tomlnx

    > Mettiti d'accordo con quello che hai scritto nel
    > titolo!

    voleva solo fare audience.
    Ormai siamo messi così, diciamo il contrario di quello che è e ci contraddiciamo nello stesso articolo pur di far valere le idee...
  • Mah,non mi sembra di essermi contraddetto. La tecnologia in sè è una cosa, l'utilizzo è un altra. Mi sembrava un concetto abbastanza semplice. A me piacerebbe su Windows un tasto per poter dire : adeso disabilital'installazione di qualsiasi software / adesso abilitala. Sarei più tranquillo quando vado su internet di non prendere trojan o virus. Per cui, riperto che mi sembra un ottima tecnologia. Se il tasto on off lo schiaccio io.
    non+autenticato
  • C'è già questa possibilità.

    Se hai XP, usa le Software restriction policies, ma non hanno niente a che vedere col TC.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 12 ottobre 2007 17.01
    -----------------------------------------------------------
    manila
    9344
  • Interessante. E funzionano contro il malware (trojan/virus/adware) in generale ? Mi basta cercare "software resctiction policies" ?
    non+autenticato
  • Abbinate ad un un utente non administrator, e strumenti di protezione, anche gratuiti purchè aggiornati, non saranno la panacea, ma sono un ottimo rimedio.

    Alcuni amici, non li sento più da tempo!

    http://www.microsoft.com/resources/documentation/w...

    http://support.microsoft.com/kb/310791

    Un assaggino, poi google saprà aiutarti al meglio..
    manila
    9344
  • - Scritto da: noid
    > A me piacerebbe su Windows un tasto per
    > poter dire : adeso disabilital'installazione di
    > qualsiasi software / adesso abilitala. Sarei più
    > tranquillo quando vado su internet di non
    > prendere trojan o virus. Per cui, riperto che mi
    > sembra un ottima tecnologia. Se il tasto on off
    > lo schiaccio
    > io.

    ora è più chiaro.

    Già oggi, senza TC, in un dominio il server ha diversi poteri sui client che si connettono (per esmepio può obbligare a lancaire windows update, ma ci sono tantissime cose che può fare).
    All'interno di una rete aziendale il TC darebbe valore aggiunto perchè non permetterebbe di raggirare le impostazioni del server di dominio per i client.
    E' uno degli scopi per cui doveva nascere il TC e, forse, è l'unico commercialmente sensato.
  • Già sfrondato sul nascere appunto con le Software Restriction Policies.
    manila
    9344
  • Grazie, mi vado a documentare intanto che suona la campanella ...Occhiolino
    non+autenticato
  • ammetto che poteva sembrare contraddittorio...Imbarazzato

    ho fatto almeno aucionce ?!?!? Sorride

    - Scritto da: unaDuraLezione
    > - Scritto da: noid
    > > A me piacerebbe su Windows un tasto per
    > > poter dire : adeso disabilital'installazione di
    > > qualsiasi software / adesso abilitala. Sarei più
    > > tranquillo quando vado su internet di non
    > > prendere trojan o virus. Per cui, riperto che mi
    > > sembra un ottima tecnologia. Se il tasto on off
    > > lo schiaccio
    > > io.
    >
    > ora è più chiaro.
    >
    > Già oggi, senza TC, in un dominio il server ha
    > diversi poteri sui client che si connettono (per
    > esmepio può obbligare a lancaire windows update,
    > ma ci sono tantissime cose che può
    > fare).
    > All'interno di una rete aziendale il TC darebbe
    > valore aggiunto perchè non permetterebbe di
    > raggirare le impostazioni del server di dominio
    > per i client.
    >
    > E' uno degli scopi per cui doveva nascere il TC
    > e, forse, è l'unico commercialmente
    > sensato.
    non+autenticato
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