Numerose, come noto, le
perplessità manifestate su più fronti, anche per via della logica delle aste a rilancio e per il timore che possano prendervi parte in buona sostanza
solo gli operatori con maggiori disponibilità economiche, con il rischio di creare - come in altri settori delle TLC - un mercato oligopolistico. Perplessità a cui il ministero delle Comunicazioni potrebbe ritenere di dover rispondere con opportuni chiarimenti, nel tentativo di fugare i dubbi o, quantomeno, dare una risposta concreta ad un allarme che è stato percepito da moltissimi in questi mesi.
Eterogenee le posizioni di analisti, osservatori e addetti ai lavori. L'esperto di networking
Stefano Quintarelli osserva che, da quanto è stato reso noto, "non è chiaro se c'è l'obbligo di
wholesale a condizioni commerciali" né "se ci sarà un divieto per 802.16e (WiMax mobile) e per il backhauling (cioè per collegare tra loro le antenne che forniscono l'accesso agli utenti)", fattori critici per il dichiarato principio di neutralità tecnologica che il bando, secondo il ministero, dovrebbe difendere.
Proprio in virtù di tale principio, non dovrebbe esistere alcuna esclusione per il
WiMax mobile, anche se le frequenze oggetto del contendere nella (banda 3.4-3.6 GHz) sono più idonee ad un impiego per soluzioni di connettività fissa (per lo standard 802.16e sarebbe meglio operare nella banda 2.3 - 2.4 Ghz).
A
Punto Informatico il presidente del Consorzio Voipex,
Guido Tripaldi, spiega che "nel leggere le prime anticipazioni si comprende lo sforzo fatto dal Ministro nel tentare di sfruttare WiMax per ridurre il Digital Divide e per migliorare la situazione competitiva degli Operatori, ad oggi ancora compromessa. Lo sforzo fatto è realmente apprezzabile conoscendo i pochi margini di manovra concessi al Ministero dai forti vincoli che il regolamento AGCom impone, non soddisfa tutte le necessità degli Operatori ma probabilmente più di così non poteva esser fatto". "Ci auspichiamo - dice ancora Tripaldi - che nel suo dettaglio il Bando persegua i principi della neutralità tecnologica lasciando agli operatori aggiudicatari l'autonomia nella scelta delle versioni WiMAX (802.16a, 802.16e o future nuove versioni) da implementare per soddisfare al meglio le esigenze della propria utenza, e nella possibilità di impiegarlo nella realizzazione parziale o totale della rete di backhaul. Qualsiasi restrizione a riguardo ne limiterebbe decisamente l'utilità per gli Utenti e la sostenibilità economica per gli Operatori". Non solo: "Ci auguriamo - conclude il presidente Voipex - che vengano rilasciate quanto prima nuove frequenze per aumentare l'esigua capacità trasmissiva oggi disponibile e per incrementare il pluralismo competitivo".
Adiconsum critica: "La soluzione adottata divide lo spettro in tre blocchi da assegnare con la soluzione del bando di gara, di cui due acquistabili da operatori che già posseggono un'altra tecnologia per la banda larga senza fili, l'UMTS, su cui sono stati fatti investimenti enormi".
"Sarebbe davvero interessante - sostiene invece Franco Grillini, presidente dell'
Associazione parlamentari amici nuove tecnologie - che all'aggiudicazione delle licenze partecipassero anche le Regioni al fine di fornire il servizio gratuitamente a tutti i cittadini. Negli USA e nel Nord Europa la copertura a banda larga (broad band) gratuita ha rappresentato un potentissimo volano allo sviluppo economico, culturale e sociale. L'implementazione del WiMax consentirà a milioni di italiani di utilizzare i servizi multimediali in zone dove gli operatori hanno deciso di non coprire, perché l'investimento è considerato non redditizio".
Dario Bonacina