Contrappunti/ La roba vecchia galleggia

di Massimo Mantellini - Non Ŕ forse giunta l'ora confessare, assieme al declino della societÓ occidentale, anche quello della cultura di rete come laboratorio di una nuova condivisione?

Roma - Possiamo affidarci alla intelligenza collettiva delle persone in rete? Possiamo sperare che il sedicente buonsenso e la saggezza della comunità prevalgano sui nostri individuali egoismi? O non è forse giunta l'ora di confessare, assieme al declino della società occidentale, anche quello, magari meno scontato, della cultura di rete come trombonesco laboratorio di una nuova condivisione?

Avrei due esempi che fanno al caso nostro accaduti negli ultimi giorni. Il primo, virtuoso e molto citato, è quello del nuovo disco dei Radiohead che la band inglese ha deciso di mettere in vendita direttamente su un sito web apposito. La notizia, che ha rapidamente fatto il giro della rete, sta nel fatto che il prezzo dei disco è a discrezione degli acquirenti: chiunque decide autonomamente quanto ritenga giusto pagare per scaricare la versione digitale di In Rainbows. Molti commentatori, nei giorni successivi alla fortunata iniziativa, si sono domandati quanto abbiano mediamente deciso di pagare le migliaia di persone che hanno scaricato il disco acquistandolo con carta di credito. Chris Anderson sul suo blog ha direttamente posto la domanda ai propri lettori. La previsione più accreditata sembrerebbe essere quella secondo la quale il "prezzo giusto" percepito dagli acquirenti di In Rainbows oscilli intorno ai 5 dollari, vale a dire circa la metà del costo finale di un prodotto simile su iTunes Music Store. E tuttavia sarebbe assai interessante se i Radiohead decidessero di diffondere le statistiche delle transazioni effettuate sul loro sito, pur essendo piuttosto evidente che un esperimento del genere, messo in piedi da una band molto famosa e stimata, è assai lontano dal poter essere considerato un primo passo verso un nuovo modello distributivo senza intermediari.

Il secondo è un piccolo episodio di intolleranza fra i tanti che animano la Internet italiana nelle ultime settimane. ╚ accaduto che nella ennesima discussione fra "autorevoli" commentatori (imperdibile Antonio Di Pietro che recita la frase "one to one") al talk show di Raiuno Porta a Porta, Filippo Facci, giornalista de Il Giornale e blogger occasionale su Macchianera, abbia avuto parole piuttosto pesanti nei confronti dei commentatori del blog di Beppe Grillo. Poiché in TV l'esagerazione e l'offesa generica sono ormai la cifra stilistica dominante, Facci nell'occasione ha detto "la prevalenza della rete che frequenta e che commenta sul blog di Grillo, la rete che si evoca qui, è il peggio di questo paese, è il paese che addebita al successo altrui i problemi della propria mediocrità, che non si accontenterà quando i politici non avranno più le auto blu, non saranno contenti neanche se avessero solo le biciclette blu".
Mentre fino a qualche tempo fa esisteva un solido diaframma fra vecchi e nuovi media che impediva grandi travasi emotivi fra due ambiti tanto differenti, oggi accade tranquillamente che 5 minuti di trasmissione di un brutto programma televisivo notturno scatenino in rete reazioni, commenti e perfino petizioni sulla lesa maestà dei cittadini di Internet (e chi saranno mai costoro?) da parte della classe giornalistica arrogante e ubiquitaria. Non so dire se si possa parlare di una sorta di "effetto Grillo" che ha contribuito a svelare l'anima partecipativa di molti silenziosi abitanti di Internet, agitando assieme a loro gli animi dei soliti quattro imbecilli, sta di fatto che nei giorni scorsi i server di Blognation, il network che ospita Macchianera e molti altri importanti blog italiani, sono stati interessati da un attacco DoS senza precedenti, che li ha ridotti al silenzio per un lungo periodo. Un segnale da parte di qualche facinoroso desideroso di reagire in qualche modo alle offese di Filippo Facci? O una semplice, meno probabile, casualità?

Se una correlazione davvero ci fosse si tratterebbe dell'ultimo esempio di utilizzo infantile di uno strumento molto potente e dalle grandi possibilità.

Sarà che spesso riponiamo molta fiducia negli "strumenti" senza pensare troppo (come sarebbe invece il caso) agli umori ed alle miserie di noi umani che domani li utilizzeremo. Ragioniamo a voce alta e ci entusiasmiamo sul numero infinito di opzioni che Internet apre per noi, per la società, i nostri figli, la democrazia, la conoscenza, e dimentichiamo quanto strumenti di creazione di senso tanto potenti siano contemporaneamente fragili apparecchi capaci di annullare tutto in un click.

Non basta la consapevolezza di alcuni per attribuire il giusto valore economico ad un disco dei Radiohead, c'è bisogno della consapevolezza dei più e questa non è sempre facile da ottenere. Non è sufficiente la nuova sopraggiunta possibilità tecnica di espressione delle proprie idee per fare di ciascuno di noi un commentatore illuminato e tollerante. Ed il rischio, molto evidente, è quello che tutto possa andare perduto come lacrime nella pioggia, la nuova economia dei contenuti in rete così come la capacità di assemblare dentro un unico grande spazio di intelligenza l'opinione di tutti.

Massimo Mantellini
Manteblog

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32 Commenti alla Notizia Contrappunti/ La roba vecchia galleggia
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  • Forse Noam Chomsky è abbastanza autorevole:

    "V-Day. Parlamento Pulito. Nulla è stato detto [prima] dalla stampa. E' davvero incredibile che sia stato possibile e ciò riflette la chiara, se non travolgente, necessità della popolazione che chiede sia fatto qualcosa di concreto per risolvere il persistente problema della politica italiana.
    Dimostra che [Grillo] ha toccato un nervo scoperto; la reazione riflette, io penso, un senso di colpevolezza e paura. Quello che stanno facendo è molto importante e, per il potere, preoccupante. Tralasciamo l'accusa di terrorismo, che non ha senso. Ma l'accusa di populismo è interessante.
    Cos'è il populismo? Populismo significa appellarsi alla popolazione; è un'accusa grave se viene da chi guida l'opinione pubblica. Pensano che la popolazione debba essere tenuta lontana dalla gestione degli affari pubblici. Pensano che la popolazione dovrebbe essere spettatrice e non partecipe.
    Secondo questo punto di vista è sbagliato provare a coinvolgere la gente nella gestione della cosa pubblica. Forse il più grande intellettuale USA del XX secolo, Walter Lippman, pensava che la maggioranza della popolazione fosse ignorante e inaffidabile; le persone responsabili che dovrebbero guidare il Paese devono essere tenute al riparo dalle sue iniziative, dalla sua rabbia. Non è una posizione inusuale; è comune tra i liberal, gli intellettuali democratici e, da loro, si trasferisce alle classi dirigenti. E' chiaro, quindi, perché le persone al potere non agiscono secondo i desideri della popolazione; questo è l'opposto di una democrazia funzionante. Penso che la vera democrazia sarebbe molto più efficace senza quelli che chiamiamo partiti politici, che funzionano solo come macchine per la produzione di candidati. L'unica forma di partecipazione è radunarsi ogni tanto e scegliere tra candidati e programmi che vengono presentati loro. Le persone sono escluse dalla formazione delle posizioni politiche dei candidati.
    Alcune figure che sono in grado di raccogliere finanziamenti, il che vuol dire che sono "create" dal mondo economico, arrivano nelle città e dicono " Vota per me perché so io cosa fare" e la gente decide se votarli o meno. Una società democratica dovrebbe funzionare un po' diversamente. Cosa dovrebbe accadere in una democrazia vera? La gente si radunerebbe pubblicamente e deciderebbe quale politica preferisce e direbbe ai candidati: "Questa è la politica che desideriamo; se sei in grado di portarla avanti bene, altrimenti vai a casa" Questa sarebbe una democrazia effettiva, il che è molto lontano dalla situazione attuale. L'attività politica dei partiti ora consiste nel produrre candidati attraverso meccanismi che sono controllati da concentrazioni di potere economico che emarginano la popolazione.
    Un grande commentatore americano del XX secolo, John Dewey, evidenziò correttamente come "la politica è l'ombra che il potere economico ha posto sulla società". Sembra proprio così, e non è democrazia.
    C'è una nuova battaglia da combattere: se Internet debba rimanere libera e gratuita, come lo è se rimane in mani pubbliche, o se debba essere controllata. Controllare Internet non è facile ma ci sono i modi per farlo. Ci sono pochi sistemi per accedere alla Rete: se venissero privatizzati li vorrebbero controllare. Questa è una delle più grandi battaglie negli Stati Uniti, ora." Noam Chomsky

    da http://www.beppegrillo.it/2007/10/chomsky_e_le_ma....
    non+autenticato
  • Per la prima volta non mi sei piaciuto del tutto (nessuno è perfetto)!

    "Non è sufficiente la nuova sopraggiunta possibilità tecnica di espressione delle proprie idee per fare di ciascuno di noi un commentatore illuminato e tollerante."

    Non solo non è sufficente ma forse non è (però) neppure così auspicabile!

    Io non mi aspetto di leggere solo cose "illuminate" e neanche solo "belle"...

    Io mi aspetterei (sono uno che si contenta) di potere leggere e scrivere (ambedue le attività) ... e mi aspetterei che continui aessere legittimo farlo...

    E mi aspetterei che Mantellini invece di chiedersi cosa sono i "cittadini di internet" o i "cittadini della rete" si fermasse al "cittadini" (senza altri attributi) e si chiedesse se è legittimo che per parlare di diritti "lesi" tali cttadini debbano per forza esprimere idee "illuminate" o se abbiano diritto di "cittadinanza" anche quelle più stupide e meno illuminate!

    Perchè questo è il punto vero di tutta la faccenda!

    Altrimenti certo...

    "il rischio, molto evidente, è quello che tutto possa andare perduto come lacrime nella pioggia, la nuova economia dei contenuti in rete così come la capacità di assemblare dentro un unico grande spazio di intelligenza l'opinione di tutti"

    Certo...
    Specialmente se per avere un opinione occorre che questa sia per forza "illuminata" e magari con un pochino di "puzza al naso" da categoria offesa!

    Cosa è una novità (in rete e/o fuori rete) che la mamma dei cretini è spesso incinta?
    E con questo?

    Hanno ragione "i censori illuminati e bene educati" perchè hai scoperto che qualche imbecille ci può essere anche dalla "tua parte"?.... (N.B. vviamente "tua" con molte virgolette)

    Davvero?
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    Modificato dall' autore il 15 ottobre 2007 20.37
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  • Ciao.

    Quoto > > Non è sufficiente la nuova sopraggiunta possibilità tecnica di espressione delle proprie idee per fare di ciascuno di noi un commentatore illuminato e tollerante. Ed il rischio, molto evidente, è quello che tutto possa andare perduto come lacrime nella pioggia, la nuova economia dei contenuti in rete così come la capacità di assemblare dentro un unico grande spazio di intelligenza l'opinione di tutti. < <


    Già, ma qualcuno ci prova. In silenzio, da alcuni anni.
    Poi, un giorno (almeno qui) ti arriva Golia. La "notizia" è che di questi tempi, anche Golia parteggi x un "davide". Un "davide" magari poco tollerante. Giudicate voi (copia/incolla).

    http://www.vajont.org/vajont_static/ (se visualizzato su un Mac, è meglio, nota tecnica)


    Ogni tanto, tornateci.

    Ciao.
    non+autenticato
  • Direi che è tutta una questione di interpretazione:
    Tanto per parlare dei Radiohead la cui presa di posizione ammiro per questione di principio.
    Ipotizziamo che sia vero che il prezzo medio sia 5 dollari, dei 10 che costerebbe su itunes quanti se ne prende la apple? Mmhmh bella domanda no?
    Inoltre in quanti l'hanno comprato?
    Infine bisogna fare una considerazione statistica perchè al solito prezzo medio bisogna interpretarlo al solito come per ogni persona che ha comprato il loro disco a 50 euro ce ne sono altre 9 che non l'hanno pagato di cui almeno una di queste è la stessa persona che ha trovato più comodo riscaricarlo in loco a casa di un amico per farglielo sentire invece che portarselo via chiavetta perchè se ne era dimenticato.

    Per quanto riguarda la questione attacchi DDos ricordo che 1 sola persona è in grado di fare attacchi DDos multipli con migliaia di computer, ripetutamente e in periodi diversi. Quindi direi che sempre statisticamente non conta nella rilevazione delle modalità di utilizzo intelligente della rete. Stessa cosa vale per post in forum e blog e commenti vari in giro. Faccio notare che si sente sempre chi parla e mai chi sta zitto
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo

    [vicenda radiohead]
    > Inoltre in quanti l'hanno comprato?
    > Infine bisogna fare una considerazione statistica
    > perchè al solito prezzo medio bisogna
    > interpretarlo al solito come per ogni persona che
    > ha comprato il loro disco a 50 euro ce ne sono
    > altre 9 che non l'hanno pagato di cui almeno una
    > di queste è la stessa persona che ha trovato più
    > comodo riscaricarlo in loco a casa di un amico
    > per farglielo sentire invece che portarselo via
    > chiavetta perchè se ne era
    > dimenticato.


    per non parlare della qualità. Persino il sito russo ti permetteva di scegliere la qualità, non solo il p2p. se non ti sta bene il lossy, come fai?

    > Per quanto riguarda la questione attacchi DDos
    > ricordo che 1 sola persona è in grado di fare
    > attacchi DDos multipli con migliaia di computer,
    > ripetutamente e in periodi diversi. Quindi direi
    > che sempre statisticamente non conta nella
    > rilevazione delle modalità di utilizzo
    > intelligente della rete.

    questa si che mi pare una ottima argomentazione.

    > Stessa cosa vale per
    > post in forum e blog e commenti vari in giro.
    > Faccio notare che si sente sempre chi parla e mai
    > chi sta
    > zitto

    infatti, lo stesso vale per i forum di PI e per i newsgroup
    non+autenticato
  • che relazione possa esserci tra l'attacco DoS e le affermazioni di Facci.

    Poi non capisco se la critica è rivolta a chi ha fatto l'attacco DoS(giusta ma scontata), alla stupidità media del popolo, che usa internet (giusta ma inutile perché generica), o alla troppa potenza distruttiva di internet (ingiusta e inutile)

    Condivido però la frase finale "Non è sufficiente la nuova sopraggiunta possibilità tecnica di espressione delle proprie idee per fare di ciascuno di noi un commentatore illuminato e tollerante." Certi personaggi son qui tutti i giorni a dimostrarlo
    non+autenticato
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