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Onde cerebrali per entrare negli avatar

C'è chi lavora per consentire di attivare il proprio avatar nei mondi elettronici sfruttando i soli impulsi cerebrali. Le ricerche hanno un risvolto diretto sotto il profilo medico e solidaristico

Roma - I più recenti sviluppi delle interfacce cerebrali sperimentali hanno sinora condotto alla possibilità di impartire comandi a un computer mediante il cervello, senza interessare altri organi. Ora si affaccia sul panorama una novità che suscita interesse anche per le applicazioni umanitarie che ne possono derivare: la sperimentazione di un'interfaccia cerebrale per Second Life, il popolare ambiente elettronico messo a punto da Linden Lab.

La notizia, a partire da Nikkei Net che l'ha inizialmente diffusa, sta facendo rapidamente il giro della rete. L'idea è del professor Jun'ichi Ushiba, del Biomedical Engineering Laboratory dell'Università di Keio (Giappone): presso il laboratorio del ricercatore la squadra di collaboratori da lui diretta ha sviluppato un'interfaccia cerebrale (BCI, brain computer interface) che consente agli utenti di Second Life di far camminare un avatar sullo schermo semplicemente pensando di muovere le varie parti del corpo. Con questa singola azione cerebrale l'avatar cammina quando l'utente pensa di muovere i piedi, oppure gira a destra o a sinistra se l'utente immagina di muovere il proprio braccio destro o sinistro e così via.

Il sistema consiste in uno speciale elemento da alloggiare sulla calotta cranica, dotato di elettrodi che monitorano l'attività delle aree della corteccia cerebrale deputate al controllo del movimento di braccia e gambe.
Una macchina del tutto simile a quella impiegata per gli elettroencefalogrammi legge i dati ricevuti dagli elettrodi e li fornisce al computer che svolge il ruolo di BCI.
In quest'ultimo, un particolare algoritmo analizza e interpreta i movimenti immaginati dall'utente e li rende disponibili al programma Second Life sotto forma di comandi di tastiera, permettendo così il movimento dell'avatar. In questo modo l'utente riesce ad esercitare sull'avatar un controllo pressoché totale, in un ambiente virtuale a tre dimensioni, senza muovere un solo muscolo, per il momento limitatamente ai movimenti di braccia e gambe. Una dimostrazione del funzionamento è visibile scaricando questo filmato (formato Windows Media Video, circa 15 MB).

Il gruppo di lavoro prevede, per il futuro, di migliorare la BCI per rendere possibili movimenti e gesti più complessi. L'attuale apparato, sviluppato in joint-venture con il Dipartimento di Medicina della riabilitazione dell'Università e con lo Tsukigase Rehabilitation Center, potrà riuscire utile per dare concreto supporto a persone con gravi menomazioni fisiche, permettendo loro di comunicare e, perché no, intraprendere attività business su Second Life. Intervistato dall'agenzia France Presse, il professor Ushiba ha spiegato che Second Life può motivare pazienti con paralisi gravi, che spesso cadono in stati depressivi al momento della riabilitazione: "se riescono a vedere con i propri occhi i loro atti mentali, possono riuscire a rinvigorire la propria attività cerebrale e aiutarsi a ripristinare alcune funzionalità motorie".

Marco Valerio Principato
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