Open Source, attacco al Ministero

Il verde Cortiana guida l'assalto al dicastero delle Finanze, reo di aver messo a disposizione la presentazione online del modello UNICO 2002 solo a chi dispone di sistemi operativi proprietari. Cannone ad alzo zero

Open Source, attacco al MinisteroRoma - Con un comunicato stampa e una interrogazione parlamentare ieri l'alfiere della proposta di legge per l'adozione del software libero nelle istituzioni, il senatore verde Fiorello Cortiana, ha caricato lancia in resta il ministero delle Finanze reo ancora una volta di non tenere in debito conto l'utenza dei sistemi operativi non-proprietari.

"Il fatto che il Ministero delle Finanze - scrive Cortiana nella nota diffusa alla stampa - consenta di presentare la dichiarazione dei redditi online solo ai possessori di windows o macintosh è gravissimo, perché taglia fuori da un momento fondamentale per il rapporto tra Stato e cittadini tutti coloro che usano software libero e linux in particolare".

L'attacco di Cortiana prosegue ad alzo zero. Il Senatore sottolinea come da un lato il ministero all'Innovazione vara un progetto triennale per l'e-government che pone in primo piano non solo i prodotti open source ma anche il loro sviluppo e dall'altro il ministero delle Finanze opera una discriminazione quando si viene alle modalità di presentazione online del modello UNICO 2002. "Non casualmente - attacca Cortiana - è lo stesso Ministero che, in un proprio bando di gara per la fornitura di programmi per computer escludeva esplicitamente, ma senza alcuna spiegazione, di poter acquisire software open source. Proprio per capire quale sia il disegno del Ministro o, come più probabile, dei dirigenti del Ministero, ho presentato una interrogazione urgente".
Il riferimento di Cortiana riguarda uno scoop di Punto Informatico che nei mesi scorsi fece emergere il caso di un clamoroso bando di gara ministeriale che impediva tassativamente alle aziende interessate a partecipare all'appalto l'utilizzo nei propri progetti di sistemi e software open source.

Nell'interrogazione Cortiana sottolinea come "svariate migliaia di postazioni di lavoro, siano esse personali o aziendali, utilizzano nel nostro Paese il sistema operativo Linux, prodotto non sottoposto alle licenze d'uso proprietarie ma alla più qualificata General Public License" e definisce la discriminazione operata dal ministero "una evidente turbativa nel mercato dei programmi per elaboratore a vantaggio di alcune precise aziende e a discapito dell'unico sistema distribuibile liberamente quale Linux".

Il Senatore, che potrà con ogni probabilità contare sull'appoggio della quasi totalità della comunità open source italiana, nell'interrogazione chiede quali siano le ragioni delle scelte ministeriali, "sotto quale licenza venga distribuito il software di compilazione del modello UNICO 2002 e chi usufruisca degli eventuali diritti d'autore" nonché quali provvedimenti "il Ministro intenda mettere in atto per porre a soluzione, in tempi utili, questa palese discriminazione".

Va detto che questa non è la prima volta che sui siti istituzionali vengono individuati casi di servizi e comunicazioni telematiche ai cittadini fondati esclusivamente su sistemi proprietari ma è evidente che la questione della dichiarazione dei redditi assume una rilevanza particolare.

Conclude Cortiana nel suo messaggio alla stampa: "Speriamo che il Ministro capisca che gli utenti Linux non sono cittadini di serie B e che il ministero non può decidere al posto del mercato quali aziende di software debbano crescere e quali no. Mi auguro che velocemente si risolva questa palese discriminazione".
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