Alfonso Maruccia
giovedì 18 ottobre 2007

RIAA: e ora affonderemo anche Usenet

I discografici USA alzano il livello della crociata contro file sharing. Dopo i programmatori, gli utenti e le università ora sono i newsgroup che vengono tirati in ballo. RIAA vuole colpire nel cuore della rete

RIAA evoca Grokster, Morpheus e la sentenza-mazzata contro le società di software del P2P che tanto clamore fece due anni or sono, come avvertimento per i maggiori newsgroup service provider: allora come in questo caso, promuovere un servizio per velocizzare il download di musica e contenuti multimediali a spese dell'industria potrebbe costare caro.

E ora come allora, RIAA ha deciso di attaccare i gestori di un servizio lasciando da parte, non si sa ancora per quanto, gli utenti del suddetto. "Condurre azioni contro quei siti che facilitano il download illegale", è questa la direttiva da seguire, secondo quanto sostenuto pubblicamente dall'organizzazione in occasione dell'avvio della nuova causa.

Una possibile difesa per Usenet.com
Il news provider è dunque condannato a fare la fine di Grokster e pagare centinaia di milioni di dollari in riparazione dei "crimini" commessi per mezzo dei suoi servizi? Forse no, se i suoi rappresentanti legali riusciranno ad imbastire una buona difesa basata sulla discussa direttiva americana sul copyright meglio nota come DMCA.La legge prevede infatti un "safe harbor" di protezione legale da eventuali denunce da parte degli aventi diritto, fintantoché la società oggetto della causa si mostri pronta a rimuovere il materiale responsabile dell'infrazione. In questo caso, la tesi difensiva dovrebbe far leva sull'estraneità della società nei confronti degli upload/download dei file gestiti dagli utenti, e sul fatto che dietro opportuna segnalazione da parte dei proprietari del copyright essa si muova prontamente per far sparire i contenuti incriminati.

La nuova, clamorosa vicenda è ad ogni modo soltanto all'inizio: contro Usenet.com e il suo network di accesso veloce ai newsgroup attivi nel mondo, giocano messaggi promozionali come quello sugli Mp3 Newsgroups: "Il modo più eccitante di condividere file MP3 su Internet è Usenet - si legge sul sito - Scordatevi di tutte le applicazioni software di peer-to-peer, che diverranno ben presto antiquate". Un'affermazione che in un momento meno caldo non rappresenterebbe certo uno scandalo, viste le tonnellate di MP3 del tutto legali che girano in Internet, ma che in tribunale, adeguatamente forzata, potrebbe contribuire a mettere nei guai l'azienda.

Se c'è chi, come Declan McCullagh su cnet, prevede che i prossimi obiettivi di RIAA - seguendo la strada della persecuzione dei provider NTTP - potrebbero essere società del calibro di AT&T, Verizon e altri giganti della connettività americana, ben difficilmente il network propriamente detto di Usenet, storica piazza di discussione della rete telematica mondiale basata su una struttura completamente decentralizzata, subirà contraccolpi tali da dover chiudere baracca, burattini e gerarchie binarie tutte insieme.

Alfonso Maruccia
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