Gli ultimi giorni della Rambus?

La produzione di memorie Rambus crolla inesorabilmente e qualcuno le dà già per spacciate. E ' la triste sorte di una tecnologia a cui Intel ha voltato le spalle

Roma - La tecnologia Direct Rambus DRAM, progettata congiuntamente da Rambus Ink ed Intel, avrebbe dovuto rappresentare il futuro delle memorie per PC e surclassare, nel medio periodo, l'ormai obsoleta tecnologia Synchronous DRAM. Oggi il finale di questa bella storia, però, sembra destinato ad evolvere verso uno scenario ben differente da quello previsto, solo pochi mesi fa, dalle due aziende.

Intel era fino a pochissimo tempo fa una fervente sostenitrice della tecnologia RDRAM, oggi si direbbe quasi ne ripudi la paternità. Tanto è vero che ha contribuito alla formazione, qualche settimana fa, della larga coalizione di chip maker per lo sviluppo del futuro standard di memorie per PC. Ma la cosa più clamorosa è che fra i membri di questa sorta di consorzio il nome di Rambus non compare affatto, ed Intel si è ben guardata dall'invitarla a farne parte.

Le memorie Rambus non sono mai state amate né dai produttori di chip né da quelli di mainboard perché entrambi, per utilizzarne la tecnologia, sono tenuti a pagare a Rambus pesanti royalty. Del resto Rambus non è in grado di produrre chip in proprio, non possiede fabbriche, ma unicamente centri di ricerca, e le royalty sono la sua unica fonte di sostentamento. Questo fa sì che la sua posizione risulti ancor più precaria: sono molti i produttori di schede madri, come Tyan, che hanno scelto di supportare la tecnologia SDRAM al posto di quella RDRAM, e sono moltissimi gli utenti che non hanno ancora compreso il motivo per cui dovrebbero pagare un modulo RIMM tre o quattro volte il prezzo di un modulo SDRAM, quando la differenza di prestazioni al momento è minima.
Naturalmente tutto ciò si sta ripercuotendo inevitabilmente sulla produzione di memorie Rambus che in poco tempo sono scese, sul totale delle vendite di chip di memoria, dal 25% a meno del 10%. Secondo alcuni analisti il crollo è ormai alle porte e con tutta probabilità per la fine dell'anno il nome Direct Rambus sarà solo un vago ricordo.

Via libera alle SDRAM PC-133, quindi, e con loro via libera anche a Solano, l'imminente chipset di Intel che supporterà le più performanti Double Data Rate SDRAM capaci di arrivare a 266 MHz di clock.

Alessandro Del Rosso