Luca Annunziata

L'iPhone non sarà più solo roba Apple

Roma - "Lasciate solo che vi dica questo: vogliamo applicazioni di terze parti native su iPhone, e pianifichiamo di rilasciare un SDK (kit di sviluppo, ndr.) nelle mani degli sviluppatori a febbraio". Evangelico, Steve Jobs in persona ha annunciato l'apertura del melafonino ai programmi sviluppati fuori dal campus di Cupertino, confermando le indiscrezioni succedutesi nei giorni scorsi. Non un vero e proprio voltafaccia rispetto ai primi mesi dell'iPhone, ma poco ci manca.

Apple Hot NewsCupertino, dunque, punta a sviluppare un modello di distribuzione molto simile a quello adottato da Nokia con gli ultimi modelli dei suoi terminali: lo scopo è preservare la "user experience" dei consumatori, evitare in pratica di farli ritrovare in un bailamme di freeze del terminale e conflitti di librerie. E di malware, of course.

Per utilizzare una applicazione occorrerà validarla in fase di installazione, e per validarla occorrerà che sia stata approvata da Steve Jobs in persona o quasi. Senza contare che tutti i programmini dovranno probabilmente essere venduti dentro l'iTunes Store, garantendo una percentuale ad Apple e una distribuzione centralizzata e controllata.
La telenovela, dunque, continua: dopo che il firmware 1.1.1 aveva spazzato via tutte le applicazioni installate sugli iPhone già in circolazione (con il piccolo effetto collaterale di incriccare alcuni esemplari), ecco la nuova mossa a sorpresa di Apple, per la gioia di grandi e piccini. Resta il blocco dei telefoni sull'operatore AT&T, ma in virtù dello sbarco di iPhone in Francia è probabile che da un giorno all'altro nascano pure melafonini al 100 percento liberi.

I bene informati spiegano che senza l'uscita di Leopard, ormai imminente, non ci sarebbe stato verso di avere accesso ai segreti di iPhone: chissà quali incredibili meraviglie tecnologiche si nascondono in quel guscio fatto di vetro e plastica, dicono in tanti. Sta di fatto che Apple ha pure depositato un paio di richieste di brevetto, anche se, come in altri casi, potrebbe trattarsi più di una mossa strategica che di autentiche rivendicazioni.

Come al solito, dice chi ne sa, a Cupertino ci vedono lungo: se davvero iPhone cannibalizzerà il mercato di iPod, Apple è lì pronta ad approfittarne. E il piglio e la lucidità con cui sta affrontando il mercato, spaventano: roba da rendere "paranoica" la concorrenza. Come è capitato al CEO di Nokia, Olli Pekka Kallasvuo, che, nonostante gli ottimi risultati ottenuti dalla sua azienda, annuncia nuovi investimenti per tenerle testa.

Luca Annunziata
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