Emblematiche denunce contro Caltanet

di Paolo De Andreis. La richiesta dei sindacati dei giornalisti di pervenire ad un sequestro del sito supera il buon senso di diverse lunghezze. Anche in rete ci si appella al reato di stampa clandestina

Emblematiche denunce contro CaltanetRoma - Senza alcuna sorpresa ho appreso che l'Associazione Stampa Romana ha deciso di denunciare il sito Caltanet.it, dell'editore Caltagirone, in quanto non registrato in tribunale, chiedendone contestualmente il sequestro per il reato di stampa clandestina.

La nuova fase della guerra delle istituzioni della corporazione giornalistica contro il sito di Caltagirone, che i lettori di Punto Informatico conoscono come Copianet, in sé è inevitabile. Da tempo la Federazione Nazionale della Stampa, cioè il sindacato dei giornalisti, ha denunciato il fatto che i redattori di quel sito, non registrato in tribunale, sono assunti con contratto da metalmeccanico anziché con regolare contratto giornalistico. La nuova denuncia dell'Associazione Stampa Romana non è che una banale formalizzazione di queste accuse.

Non voglio entrare nella interessante ma tutto sommato trita polemica sulle ingiustificabili barriere all'ingresso nella professione giornalistica, sul ruolo debordante acquisito dall'Ordine dei Giornalisti o sulla sostanziale inutilità della selezione dei giornalisti e dunque del contratto di categoria. Sono questioni che tutti conoscono e che appartengono ad una vecchia piccola Italia che ci auguriamo presto scompaia.
Al di fuori di tutto questo emerge invece la sorprendente vitalità di un sistema chiuso di potere che associa editori e professionismo giornalistico, un sistema che da un lato invoca (e ottiene) la scandalosa legge sull'editoria per distribuire denaro dei contribuenti ad alcuni specifici colossi del settore e dall'altro mette in croce chi è nel giro ma non sta ai patti, rischiando così di far saltare del tutto la già traballante ma redditizia infrastruttura dei privilegi corporativi.

Poiché nelle parole dei sindacati di settore la battaglia contro Caltagirone nasce dalla necessità di tutelare redattori ai quali non vengono riconosciuti i diritti civili aumentati del contratto di categoria, è inevitabile chiedersi quanti oggi in Italia svolgano attività giornalistica online a tutti gli effetti senza il benestare, i bollini e i diritti della corporazione. Che vuol dire, oggi e in rete, "clandestina"?

La domanda non è retorica. Quanti sono i siti che producono informazione? Ci sono siti che possono affermare di non fornire informazioni al proprio pubblico? Quanti quelli che pubblicano materiali con periodicità? Quanti gli spazi di informazione che siti non sono? Quante, ancora, le realtà internet che fanno informazione in modo nuovo, trasformando i lettori in attivi contributori di informazione? E quanti di questi sono registrati in Tribunale? Quanti si dotano di contratti giornalistici? Quanti lavorano - orrore! - persino conservando un certo grado di anonimato?

Perché tutto questo non viene perseguito? Perché non si chiede il sequestro dell'intera rete italiana appellandosi a quel che si vuole, ce n'è per tutti, alla legge sull'editoria oppure a quella sulla stampa o a decenni di sentenze di Corti di diverso livello? Perché non si accusa tutta intera l'informazione online senza bollini di essere clandestina?

Non so se la risposta è nel poco interesse suscitato dai sitarelli destinati a non reclamare cremose fette di torta.
Ma è chiaro che, per chi è dentro, il club dei golosi ha regole ferree. Sgarrare è pericoloso.

Paolo De Andreis
TAG: italia
66 Commenti alla Notizia Emblematiche denunce contro Caltanet
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  • Poco piango a vedere chiusa un'attività di uno dei boss romani, palazzinaro abusivo da sempre colluso con tutti i poteri forti.

    State attenti a prendere caltanet come paladino della giustizia on-line, quello il concetto di giustizia non lo conosce neanche minimamente
    non+autenticato
  • - Scritto da: mel4tonin
    > Poco piango a vedere chiusa un'attività di
    > uno dei boss romani, palazzinaro abusivo da
    > sempre colluso con tutti i poteri forti.
    >
    > State attenti a prendere caltanet come
    > paladino della giustizia on-line, quello il
    > concetto di giustizia non lo conosce neanche
    > minimamente

    Mi sa che non hai letto l'articolo....
    non+autenticato
  • La disputa contro Caltanet porta a galla un problema fondamentale per la libertà d'informazione. Perchè bisogna essere registrati in tribunale per esprimere la libertà di stampa? Inoltre l'iscrizione costa qualche milione l'anno. Vuol dire che chi non ha una lira deve vedersi limitato il diritto di esprimere le proprie idee, magari su un mezzo meno costoso come internet? Per assicurare che chi scrive sia responsabile dei propri articoli basterebbe indicare un direttore responsabile. Il futuro dell'informazione non può e non sarà mai fermato da una corporazione di "eletti" che vorrebbero trarre benefici da una specie di posizione monopolistica dell'informazione. Il problema è ancora più grave se si considera l'attuale situazione italiana in cui i mezzi convenzionali dell'informazione sono imbavagliati da un governo liberticida e arrogante che vorrebbe chiudere tutti i canali di trasmissione delle idee, con una "particolare intensità verso chi la pensa diversamente". Credo che comunque, proprio grazie ad internet non possono e non potranno più limitare la libertà di stampa. Per ogni sito chiuso con le leggi fasciste se ne apriranno dieci nuovi. In concreto i nuovi "censori" non hanno quindi speranza anche se l'atto resta gravissimo. Arrivederci al prossimo autunno!!!
    non+autenticato

  • > Per ogni sito chiuso con le leggi fasciste

    Ti sei dimenticato di aggiungere:

    "create da un governo di centro-sinistra"

    al prossimo autunno
    non+autenticato
  • - Scritto da: tristemente_famoso
    > Ti sei dimenticato di aggiungere:
    > "create da un governo di centro-sinistra"

    E' vero, fu vergognoso.
    Ma non mi sembra che il governo attuale stia lottando per abolirla.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Peppe Purga
    > - Scritto da: tristemente_famoso
    > > Ti sei dimenticato di aggiungere:
    > > "create da un governo di centro-sinistra"
    >
    > E' vero, fu vergognoso.
    > Ma non mi sembra che il governo attuale stia
    > lottando per abolirla.

    hai perfettamente ragione, tanto più che dicono di chiamarsi "casa delle libertà"

    come vedi l'arco costituzionale è molto unito, da destra a sinistra, per rifiutare la libertà ai propri cittadini.
    non+autenticato
  • Ma che si aspetta ad abolire l'ordine dei giornalisti e questa assurda legge del '48.
    Attenzione... la storia ... la storia ...
    non+autenticato
  • Concordo pienamente.

    E' una lobby. Il problema è che chi dovrebbe abolirla (il Parlamento) non ha nessuna intenzione di darsi, come dire, la zappa sui piedi...
    non+autenticato
  • non supera il buon senso di nessuna lunghezza, semplicemente è giusto che le leggi siano seguite, anche se a caltanet farebbe comodo pagare i suoi redattori come operai metalmeccanici.
    non+autenticato
  • quindi se come dici te "è giusto che le leggi siano seguite"

    allora durante gli anni delle leggi razziali era giusto denunciare gli ebrei e mandarli nei campi di concentramento?

    l'italia è un paese di merda perchè è abitato da gente come te, che ragiona come te, che vive come te e che segue le leggi come fai te
    non+autenticato
  • Primo post: parere (opinabile, comunque
    parere) di una persona.
    Secondo post: insulti gratuiti.

    E' il secondo post, non il primo,
    che mi fa vergognare di essere
    italiano: questa,purtroppo, e' la civilta' e la
    correttezza di chi bazzica web e strade
    nel nostro bel paese.
    non+autenticato
  • > E' il secondo post, non il primo,
    > che mi fa vergognare di essere

    Frena.
    Devi dividere tra:
    1. comunicato
    ( il senso di cio che si dice )
    2. comunicante
    ( il carrellino che trasporta il significato
       dal mittente al destinatario ).

    TU contesti il carrellino, non certo il seignigificato ( oppure le leggi razziali x te sono giuste ?? )


    non+autenticato
  • Non solo i giornalisti online, ma anche quelli offline lavorano da sempre in un sottobosco, tipicamente quello dei "grafici editoriali", che non gode di nessuna sanatoria...
    non+autenticato
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