lunedì 22 ottobre 2007

WiMax, il bando è tra noi

Le polemiche sulle licenze non si placano e procedono come procede la gara. Intanto il WiMax diventa anche standard ufficiale ONU. E il WiMax mobile? In Italia per ora una chimera. Il commento dell'esperto

WiMax, il bando è tra noi Roma - Il tanto atteso bando di gara per l'assegnazione dei diritti d'uso WiMax è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Una premessa risulta necessaria: gli Autori (ovvero l'Autorità per le garanzie nelle TLC e il ministero delle Comunicazioni) non vinceranno di certo il premio Nobel per l'economia come lo hanno vinto Leonard Hurwicz della Università del Minnesota, Roger B. Meyerson della Università di Chicago e Eric Maskin della Università di Princeton, che hanno studiato l'allestimento di meccanismi tali da ridurre le asimmetrie informative che maggiormente inficiano il funzionamento del mercato.
Così come il Ministero delle comunicazioni, a dispetto del nome, non vincerà alcun premio sulla comunicazione per l'evidente "goffaggine" con la quale ha gestito la fase degli annunci relativi all'uscita del bando.

A partire infatti dalla metà di quest'anno sino ad oggi si sono succedute notizie (a volte del tutto opposte) fornite da diversi esponenti dell'Amministrazione sull'imminente pubblicazione, culminata con una conferenza del ministro convocata quasi nottetempo, ed alla presenza di pochi giornalisti "embedded" si suppone assonnati e sorpresi, e non in grado di fare, come dovrebbe accadere durante una conferenza stampa, domande precise ed incalzanti.
Va anche detto che l'estenuante "tira e molla" con il ministero della Difesa per il rilascio delle frequenze ha notevolmente sfiancato il pur determinato ministro delle Comunicazioni, che alla lunga l'ha però spuntata.

Tornando alle reazioni prodotte dalla pubblicazione, la sensazione che si respira è quella di una diffusa delusione dovuta essenzialmente ad un fattore principale: l'immagine di un bando ad uso e consumo dei big della telefonia che, secondo le osservazioni di diversi commentatori, non avrebbe tenuto in dovuta considerazione le asimmetrie presenti nel mercato delle telecomunicazioni tra imprese in grado di avvantaggiarsi di economie di scala, come i grandi operatori, e i soggetti invece di più limitate risorse economiche, che sarebbero tagliati fuori dalla competizione.
Tra i risultati di questa impostazione vi è la pendenza di un ricorso presentato da un potenziale concorrente dei suddetti big, che sarebbe rimasto escluso dai "giochi" preliminari alla presentazione delle domande per la partecipazione.

Cominciamo da quest'ultimo: secondo quanto è dato apprendere dalla testata che per prima ha pubblicato le motivazioni dei ricorrenti, il presupposto da cui partono questi ultimi risiede nella circostanza che il regolamento (e di conseguenza il bando) finirebbe per favorire i big delle comunicazioni mobili.
La dimostrazione, fra l'altro, verrebbe dal fatto che a resistere al ricorso preparato dal concorrente vi siano i big della telefonia mobile.

Quest'ultima circostanza è però a mio avviso difficilmente sostenibile, basta infatti verificare (semplicemente recandosi sul sito del TAR e verificando le Parti del procedimento) come ad oggi nel giudizio si sia costituita la sola Telecom Italia e non gli operatori mobili, il che induce a pensare che gli altri big della telefonia siano stati semplicemente chiamati in giudizio probabilmente direttamente dalla società ricorrente che ha l'obbligo per legge di notificare il ricorso almeno ad un controinteressato scelto peraltro da lui stesso.

Questo mi sembra già un indizio sufficiente del fatto che lo "scontro" titanico tra un piccolo concorrente ed i grandi big in realtà non ci sia.

La presentazione del bando come lotta tra il piccolo provider e gli operatori di telefonia mobile è però del tutto impropria per un motivo che si deve ritenere decisivo: le bande di frequenza rilasciate dal ministero della Difesa per questa tornata (dai 3.4 ai 3.6 GHZ ) non sono idonee ad effettuare WiMax in mobilità o in nomadicità, ed anzi, a dispetto da quanto affermato da esponenti governativi che lascerebbero intendere anche un uso in mobilità, sembrerebbe che dal bando stesso e dalle norme europee in materia venga espressamente esclusa la possibilità di effettuare la mobilità con queste frequenze.

Rimando in materia a quanto affermato da Guido Tripaldi (Voipex) secondo cui, cito testualmente: "WiMax nella banda dei 3.5GHz è inadatto a fornire servizi wireless in mobilità (dati e/o voce) confrontabili con quelli UMTS sui 2,1 GHz, a causa della ridotta o nulla penetrazione indoor del campo elettromagnetico a quella lunghezza d'onda". In aggiunta va ricordato anche che, allo stato attuale, non esisterebbe uno standard condiviso che consenta l'interoperabilità del WiMax in mobilità.

Queste considerazioni sono più che sufficienti per ritenere che in verità gli operatori mobili non abbiano questo grande interesse alla partecipazione o alla esclusione di concorrenti, come sarebbe stato se avessero invece licenziato bande comparabili con quelle "UMTS sui 2,1 GHz" (che consentono l'uso in mobilità). In quel caso gli operatori mobili avrebbero sicuramente impedito la nascita del WiMax impugnando il bando in tutte le sedi possibili.

Veniamo alle mancate misure asimmetriche presenti nel bando, che, se introdotte, avrebbero invece garantito la partecipazione anche degli operatori di dimensioni più ridotte, oltre a farci venire il sospetto che gli estensori della norma avessero realmente letto le opere dei premi nobel per l'economia.

Non vi è dubbio che - diversamente dal bando sul Wireless Local Loop, che sembrava essere all'origine il modello da seguire anche nel WiMax e che prevedeva misure asimmetriche a danno dell'operatore dominante (nella fattispecie Telecom Italia) - in questo bando non vi siano questo genere di misure asimmetriche. Vanno però dette due cose:
1) la prima è che gli estensori della norma hanno comunque previsto la presenza di una licenza regionale per i nuovi entranti che "dovrebbe" nelle intenzioni garantire una certa forma di concorrenza;
2)la seconda, e ben più importante, è che sia l'Autorità che il Ministero hanno poteri del tutto diversi rispetto a quello che accadeva nel passato (quindi anche nel caso del WLL); oggi senza un'analisi di mercato effettuata dall'AGCOM che individui posizioni di dominanza, e anche in queste ipotesi (come dimostra il braccio di ferro tra l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e Telecom Italia sullo scorporo della rete), la possibilità di imporre misure regolamentari asimmetriche ex ante è fortemente limitata.

Questo accade a maggior ragione quando vi è un'incertezza sulla collocazione dei fenomeni emergenti nei mercati già esistenti.

In questa prospettiva il mercato del WiMax non è stato definito dall'Autorità, che potrebbe difendersi da tali obiezioni sostenendo che il WiMax non può essere collocato né nel mercato delle comunicazioni su rete fissa (che se individuato avrebbe portato alla possibile irrogazione di misure asimmetriche contro la sola Telecom Italia), né nel mercato delle comunicazioni su reti mobili (per i motivi che ho spiegato sopra): sarebbe un fenomeno nuovo che però non rientrerebbe nemmeno nei cd. mercati emergenti e quindi vive di fatto in uno stato di "latenza" normativa.

In questo mutato quadro regolamentare, l'Autorità probabilmente non se l'è sentita di imporre misure asimmetriche ex ante temendo probabili ricorsi da parte dell'operatore dominante ma introducendo al contempo nel bando concetti di paragone in grado di confondere le idee agli operatori, quali la telefonia di terza generazione (ovvero l'UMTS) in un bando di gara che, rivolgendosi essenzialmente al mercato dell'ultimo miglio, doveva avere altri elementi di valutazione (e di esclusione).

Questa confusione appare l'ultima e più decisiva ragione per la quale gli estensori della norma non potranno probabilmente partecipare alla prossima candidatura al premio Nobel, e sembra essere anche la fonte della confusione tra comunicazioni mobili e fisse che sembra aver afflitto anche chi ha deciso di impugnare il provvedimento.

Tornando a eventuali ricorsi e alla prosecuzione in giudizio e agli obiettivi seri che si possono ottenere, ritengo che se i ricorrenti dovessero proseguire con questa impostazione potrebbero facilmente ottenere l'effetto opposto visto che, fino alla conclusione dell'analisi di mercato sulle comunicazioni mobili, l'Autorità (fino ai provvedimenti futuri che si rendono a questo punto necessari) ha ritenuto che vi sia piena concorrenza, e quindi la collocazione del WiMax nella prospettiva delle comunicazioni mobili determinerebbe a priori l'impossibilità di proporre alcuna norma asimmetrica a tutela dei piccoli operatori in un mercato dall'Autorità stessa definito concorrenziale.

Fulvio Sarzana di S.Ippolito
www.lidis.it
16 Commenti alla Notizia WiMax, il bando è tra noi
Ordina
  • Vorrei sapere se questo tipo di tecnologia può essere sfruttata dagli operatori telefonici per ampliare il segnale di telefonia mobile , ad esempio per ingrandire le reti UMTS e HSDPA !!
    Considerando che sono costretto per avere un pò di banda larga da parte della 3 a mettere ADSM Modem MOMO attaccato sulla finestra con il nastro per prendere due tacche di scarsissimo segnale .
    Mi chiedo solo quando questo scempio di divisione digitale finirà .
    Vi ringrazio.
    Ciao a tutti .
  • Noto che alla mia domanda non ha risposto nessuno ......nessuna sa nulla in merito all'ampliamento del segnale mobile???
  • Sono quasi sempre d'accordo su quello che gli esperti di lidis.it scrivono su Punto Informatico ma stavolta contesto gran parte di quanto affermato da Fulvio Sarzana.

    - Cominciamo con una cosa che condivido e cioè che sia AGCOM sia il Ministero delle Comunicazioni potevano produrre qualcosa che avesse una qualità maggiore di quello che hanno prodotto, bastava ascoltare le richieste che sono state presentate nella consultazione pubblica e magari prendere esempio dagli altri stati che il bando lo hanno già lanciato.
    -Tra i resistenti al ricorso al TAR non c'è solo Telecom, ci sono anche le società detentrici delle licenze UMTS, quindi questo denota che siano interessate al fatto che le regole rimangano quelle stabilite da Agcom e Ministero, questo perchè evidentemente favoriscono queste società. Per fugare ogni dubbio, visto che il sito del TAR ogni tanto fa i capricci, si può vedere questa foto
    http://img141.imageshack.us/my.php?image=tardellaz...
    -Nell'intervento si legge: "La presentazione del bando come lotta tra il piccolo provider e gli operatori di telefonia mobile è però del tutto impropria". Veramente molti non dicono questo, affermano che favorisce i grandi operatori, tra questi anche quelli della telefonia mobile, ma non solo questi. Vedendo come sono ripartite le frequenze, la scelta dei rilanci multipli e il fatto che sono state assemblate delle macroregioni e non ad esempio delle macroprovince, rende questa osservazione valida.

    -Sul fatto che le frequenza dai 3.4 ai 3.6 GHZ non sono idonee ad effettuare WiMax in mobilità o confrontabili con quelli UMTS sui 2,1 GHz o che non esiste uno standard ecc, non vuol dire che non si possa tentare o che in futuro si riesca a trovare un sistema che renda questo possibile con buona qualità. Bisogna anche considerare che magari chi si aggiudica queste frequenze ora, potrebbe avere dei vantaggi futuri per l'acquisto di frequenze più idonee all'uso in mobilità.

    -Visto che si dice che gli operatori mobili non hanno interesse alla partecipazione di questo bando o alla esclusione dei piccoli (il presentarsi come resistenti al ricorso al TAR sembrerebbe provare il contrario), si potrebbe escluderli dall'assegnazione (come mi sembra sia avvenuto in alcuni stati) o riservare una sola licenza a questi operatori e 2 agli altri, invece il bando prevede il contrario.

    -Nell'intervento si legge: "se avessero invece licenziato bande comparabili con quelle "UMTS sui 2,1 GHz" (che consentono l'uso in mobilità). In quel caso gli operatori mobili avrebbero sicuramente impedito la nascita del WiMax impugnando il bando in tutte le sedi possibili".
    Avrebbero potuto farlo, ma con quale motivazione? Pericolo di apertura del mercato alla concorrenza? La legge sulla neutralità tecnologica non gli avrebbe dato molte possibilità di vittoria. Intanto si sono presentati come resistenti al ricorso al TAR.

    -Per quanto riguarda le misure asimmetriche, una licenza per i nuovi entranti è assolutamente insufficiente a garantire un livello minimo di concorrenza, e rende molto semplice la nascita di cartelli tra gli operatori, questo va detto, non basta mettere "dovrebbe" tra virgolette. La possibilità di imporre misure regolamentari asimmetriche ex ante è fortemente limitata, non dal fatto che non ci siano le regole per farlo, ma dall'incapacità dimostrata da AGCOM in questi anni nell'applicare e far rispettare le regole, infatti non si capisce perchè ad OFCOM in Inghilterra sia stato necessario solamente dire che stavano studiando/valutando la separazione di British Telecom per indurre questa a separarsi in modo autonomo e qui in Italia abbiamo ancora il presidente di Telecom Pistorio che puo' permettersi di dire che non esistono i presupposti per imporre una separazione, quando Telecom Italia ha il monopolio assoluto sull'ultimo miglio, controlla l'80% del mercato della banda larga e della telefonia fissa, mentre in inghilterra British Telecom aveva solo il 25% del mercato a banda larga, e ha preferito la separazione prima di incappare nelle decisioni di OFCOM, autorità inglese per le comunicazioni. Stiamo parlando di un regolamento, bastava dire visto le percentuali di mercato di Telecom questa sarà obbligata al Wholesale e gli operatori umts saranno esclusi in quanto già posseggono frequenze.

    -Non si può dire da un lato che le frequenze WiMax assegnate non permetterebbero l'uso in mobilità e dall'altro giustificare l'Agcom dicendo che potrebbe appellarsi al fatto che il Wimax non può essere collocato in quanto non è stato definito dall'Autorità né nel mercato delle comunicazioni su rete fissa né in quello mobile.

    -Il problema ripeto non è la confusione su tecnologia fissa-mobile, ma il fatto che non siano state previsti regole adeguate a garantire gli operatori nuovi entranti e meno forti sul mercato, anzi il bando favorisce ampiamente i più forti, inoltre anche lo scopo di riduzione del divario digitale potrebbe essere disatteso perchè non sono chiari gli obblighi per gli operatori vincitori su questo tema, in merito al tempo e modalità di applicazione.

    -Nell'intervento si legge:"..ritengo che se i ricorrenti dovessero proseguire con questa impostazione potrebbero facilmente ottenere l'effetto opposto visto che, fino alla conclusione dell'analisi di mercato sulle comunicazioni mobili, l'Autorità (fino ai provvedimenti futuri che si rendono a questo punto necessari) ha ritenuto che vi sia piena concorrenza,.."
    L'impostazione del ricorso, da quello che ho capito e come ho spiegato prima, non verte solo sul wimax mobile. Ok l'autorità ha stabilito che il mercato del mobile e concorrenziale (cosa contestabilissima), quindi dobbiamo permettere di concentrare anche il wimax nelle mani degli operatori mobili o del monopolista Telecom Italia? Poi in questo caso stiamo parlando di un bando, nel caso gli operatori mobili fossero esclusi o fosse prevista qualche limitazione nei loro confronti, potrebbero impugnarlo, ma con quali obiezioni visto che loro hanno già una parte importante di frequenze(UMTS)? Pericolo di eccessiva concorrenza?

    Tutti poi stanno dimenticando un fatto importante quello della convergenza fisso-mobile e degli accordi che stanno nascendo tra chi ha le frequenza umts e chi non le ha.
    TIM=Telecom Italia
    Wind=Libero
    Poniamo che questi due si aggiudichino 2 dei 3 lotti di frequenze. Potrebbero benissimo congelare il mercato del wimax visto che entrambi hanno UMTS e banda larga, perchè andare a cannibalizzare 2 mercati in cui sono già presenti e forti? L'ultima frequenza prevista per gli operatori non umts, mettiamo finisca a Tiscali che ha un accordo con Telecom Italia per la telefonia mobile o finisca a British Telecom che ha un accordo con Vodafone, oppure a fastweb che a breve dovrebbe diventare operatore mobile virtuale, potrebbe accadere che per aver accordi "più favorevoli" concordino nell "azzoppare" il Wimax.
    non+autenticato
  • Ricordo sul tema frequenze Wimax che la banda 2,3/2,4 MHZ è attualmente stata assegnata anche ai ponti radio dell'emittenza radiofonica, per cui sarebbe impensabile l'utilizzo anche per il Wimax, per problemi interferenziali. tale banda è usata con millipotenze anche su mause, tastiere etc. in un'allegra banda dove ci finisce tutto, con evidenti problematiche connesse.
    non+autenticato
  • Io aggiungerei:
    ....gente incapace, ignorante, inutile, immorale E PREGIUDICATA (E' BENE SOTTOLINEARLO!!!!)!!!!!!!
    Perplesso
    non+autenticato
  • Ma diciamolo, non lo sapevamo già che alla fine il wimax sarebbe finito così?

    Ragazzi, siamo in Italia.

    Il paese con le Tasse tra le più alte al mondo e i servizi offerti ai cittadini tra i più scadenti in assoluto,

    Il paese che ha più dipendenti pubblici ma che come detto prima, non avrre servizi adeguati hai cittadini.

    Il paese con le Bollette più alte in ogni ambito.

    Le aliquate della benzina costituiscono una percentuale folle del prezzo finale della stessa.

    E se ne potrebbero scrivere molte altre ancora di cose assurde che capitano solo quì in Italia...

    Quando su internet si leggono certe notizie, posso anche fare a meno di specificare il fatto che la cosa è successa in Italia, è sottointeso.

    Finche non cambiano TUTTI i politici, la situazione non cambierà...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mirko Spagnol
    > Ma diciamolo, non lo sapevamo già che alla fine
    > il wimax sarebbe finito
    > così?
    >
    > Ragazzi, siamo in Italia.
    >
    > Il paese con le Tasse tra le più alte al mondo e
    > i servizi offerti ai cittadini tra i più scadenti
    > in
    > assoluto,
    >
    > Il paese che ha più dipendenti pubblici ma che
    > come detto prima, non avrre servizi adeguati hai
    > cittadini.
    >
    > Il paese con le Bollette più alte in ogni ambito.
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    > Le aliquate della benzina costituiscono una
    > percentuale folle del prezzo finale della
    > stessa.
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    > E se ne potrebbero scrivere molte altre ancora di
    > cose assurde che capitano solo quì in
    > Italia...
    >
    > Quando su internet si leggono certe notizie,
    > posso anche fare a meno di specificare il fatto
    > che la cosa è successa in Italia, è
    > sottointeso.
    >
    > Finche non cambiano TUTTI i politici, la
    > situazione non
    > cambierà...
    Quoto tutto.
    Tecnologicamente parlando, la classe politica
    ci ha fatto diventare il terzo mondo d' europa .
    Con queste prospettive i giovani italiani sarano una specie
    di minorati mentali rispetto ai loro coetanei.
    Secondo sia destra e sinistra prendono tangenti da parte degli altri paesi europei per frenare l' Italia.
  • - Scritto da: Mirko Spagnol
    > Ma diciamolo, non lo sapevamo già che alla fine
    > il wimax sarebbe finito
    > così?
    >
    > Ragazzi, siamo in Italia.
    >
    > Il paese con le Tasse tra le più alte al mondo e
    > i servizi offerti ai cittadini tra i più scadenti
    > in
    > assoluto,
    >
    > Il paese che ha più dipendenti pubblici ma che
    > come detto prima, non avrre servizi adeguati hai
    > cittadini.
    >
    > Il paese con le Bollette più alte in ogni ambito.
    >
    > Le aliquate della benzina costituiscono una
    > percentuale folle del prezzo finale della
    > stessa.
    >
    > E se ne potrebbero scrivere molte altre ancora di
    > cose assurde che capitano solo quì in
    > Italia...
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    > Quando su internet si leggono certe notizie,
    > posso anche fare a meno di specificare il fatto
    > che la cosa è successa in Italia, è
    > sottointeso.
    >
    > Finche non cambiano TUTTI i politici, la
    > situazione non
    > cambierà...


    OT ON

    Hai dimenticato che in italia ci sono 574.215 auto blu per un costo annuo di 18,23 miliardi di euro!!!

    Stati Uniti con 73.000 auto blu, seguiti da Francia (65.000), Regno Unito (58.000), Germania (54.000), Turchia (51.000), Spagna (44.000), Giappone (35.000), Grecia (34.000) e Portogallo (23.000).

    OT OFF
    non+autenticato
  • > Hai dimenticato che in italia ci sono 574.215
    > auto blu per un costo annuo di 18,23 miliardi di
    > euro!!!
    >
    > Stati Uniti con 73.000 auto blu, seguiti da
    > Francia (65.000), Regno Unito (58.000), Germania
    > (54.000), Turchia (51.000), Spagna (44.000),
    > Giappone (35.000), Grecia (34.000) e Portogallo
    > (23.000).

    Ti dispiace citare la fonte da cui hai preso queste informazioni? Mi sembrano numeri un po' assurdi...
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