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Basta con i contenuti creati dagli utenti

Lo dice ManiaTV: nata come fucina di video realizzati dall'utenza Internet, ora torna a nuova vita. Ma con una novità: d'ora in poi solo contenuti di qualità controllata

Roma - Spostare l'utente finale al centro della scena è lo sforzo compiuto dai weblog (che, privati del We, restano blog). La scena del Web 2.0, dunque, punta il riflettore sulla gente, che scrive, produce e usa direttamente i contenuti. A questo trend del cosiddetto UGC (User Generated Content, cioè il contenuto generato dagli utenti), c'è qualcuno che ha preferito dire no: è ManiaTV, una TV online che, come evidenziaBusiness Week, ha ritenuto meglio fare un passo indietro.



"La gente ama l'entertainment di buona qualità, come pure gli inserzionisti", dice Peter Hoskins, Chief Executive di ManiaTV. "Gli inserzionisti vogliono tenere la maggior distanza possibile dai contenuti generati dagli utenti". Con queste parole, il responsabile della TV ha delineato un quadro in controtendenza rispetto al mondo dei video online, peraltro emerso dall'osservazione di accurate statistiche, che non sembra lasciar spazio a eccezioni. ManiaTV, infatti, per addivenire a questa conclusione, ha esaminato i dati di traffico in diversi periodi nei quali i contenuti sono stati diversificati. Quando, poco dopo le sue prime programmazioni per così dire "tradizionali", ai contenuti di qualità commerciale è stata affiancata la possibilità di caricare filmati a la YouTube, la TV ha guadagnato molto traffico: 10 milioni di visitatori al mese, secondo le statistiche interne. Una cifra di tutto rispetto da cui, però, i responsabili hanno enucleato qualcosa di più interessante. Di quei 10 milioni, 8 continuavano a visualizzare solo i contenuti di qualità e solo 2 si rivolgevano anche ai contenuti UGC. Ancora non contento, il team ha anche esaminato i contenuti visualizzati dagli inserzionisti, rilevando che nessuno di essi visualizzava altro che contenuti tradizionali.

Così, spiega ancora Business Week, insieme all'analisi approfondita di fattori tecnici e commerciali, si è formata naturalmente la decisione diinvertire la rotta e da ieri ManiaTV lo annuncia nel suo sito, evidenziando sottilmente quegli aspetti qualitativi che l'hanno condotta alla decisione.
Può essere questo episodio visto come il preludio di una generalizzata marcia indietro del Web 2.0? Sembra proprio di no e lo dimostra BlinkBox, una startup nuova di zecca, che ha saputo far buon uso della fantasia. Illustra infatti TechCrunch che il neonato sito consente agli utenti, in pieno standard Web 2.0, di inserire un proprio commento personale in dei clip pubblicitari preesistenti (editabili e accorciabili) e comporre così un nuovo prodotto che poi può essere venduto, con il supporto dello stesso BlinkBox. Il concetto, spiega TechCrunch, ricorda quello del preesistente e simile Clip+Sling lanciato all'inizio dell'anno ma BlinkBox, quale novità appena inaugurata, rassicura sulla... incolumità delle Web 2.0 economics.

Marco Valerio Principato
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