Cina, sbloccato Google ma non AltaVista

Continuano le misteriose operazioni dei tecnici di Pechino, che ora rendono Google nuovamente accessibile, cessano l'hijacking di AltaVista che è però ancora offlimits

Roma - Cambiano e in un certo senso migliorano le condizioni dell'accesso da parte degli utenti cinesi ai portaloni-indici-motori di ricerca Google e AltaVista, due siti misteriosamente bloccati dai server di Stato che a Pechino filtrano il traffico internet cinese.

Da ieri il blocco che impediva ormai da molti giorni l'accesso a Google è stato rimosso, una notizia decisamente positiva per quella fetta dei 30 milioni di utenti internet cinesi che utilizza spesso e volentieri il search engine per ricercare materiali in lingua cinese presenti sulla rete.

Nelle stesse ore è stato rimosso il filtro che dirottava gli utenti che cercavano di accedere su AltaVista su altri siti, un filtro che aveva suscitato non poche polemiche oltre alla preoccupazione dell'azienda. Ma il sito di AltaVista, AltaVista.com, risulta ancora inaccessibile. Dopo la "riapertura" del traffico verso Google, però, ci si attende da un momento all'altro anche la soluzione di questo caso.
Sulle ragioni di tutto questo permane l'oscurità più fitta e si può fare appello soltanto al tradizionale controllo del regime cinese sull'informazione che giunge ai propri cittadini per cogliere il senso di queste operazioni.
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