Luca Annunziata

Hollywood, sciopero in vista

Gli sceneggiatori sono sul piede di guerra. Rivendicano la loro fetta dalla distribuzione degli spettacoli sui nuovi media. Le major, per il momento, dicono no

Roma - Sono pronti a scioperare ad oltranza i membri della Writers Guild of America (WGA), l'associazione che riunisce gran parte degli sceneggiatori d'oltreoceano. In ballo ci sono le rivendicazioni sui guadagni ottenuti dalle major e dalle TV per la riproposizione degli spettacoli su cellulari e internet: un mercato nuovo, promettente, da cui tuttavia gli scrittori non hanno ancora ricavato un soldo.

Il contratto attuale prevede che ogni volta che un programma o un film finisce in un nuovo circuito di distribuzione, gli sceneggiatori ci guadagnino qualcosa: denaro arriva dall'uscita al cinema, dalla vendita in DVD, dalla messa in onda in TV. Ciò non accade per i nuovi media: ce n'è abbastanza, secondo WGA, per incrociare le braccia a fine mese e bloccare la produzione televisiva e cinematografica.

Nick Counter, presidente della Alliance of Motion Picture and Television Producers (AMPTP), minimizza: "Annunciare uno sciopero è solo una tattica usata da qualunque sindacato". L'interesse della sua associazione e degli organismi che rappresenta, spiega Counter, è solo "ottenere un accordo ragionevole con WGA".
Se si arriverà davvero allo sciopero è ancora presto per dirlo. Di certo a farne le spese saranno in primo luogo gli spettatori: moltissimi dei programmi TV più seguiti, dalle soap a Lost, rischierebbero la sospensione nel caso in cui la serrata dovesse protrarsi. Al cinema, invece, l'onda lunga causerebbe una stagione 2009 senza titoli di richiamo. Uno scenario surreale, che se si concretizzasse potrebbe far sì che la TV si affolli sempre più di reality, che sono pensati e realizzati da personale che non appartiene a WGA. (L.A.)
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