Alfonso Maruccia

L'IT rende ricchi i ricchi e poveri i poveri

L'aumento del gap mondiale tra ricchi e poveri non è colpa della sola globalizzazione. Nuova, bizzarra?, teoria esposta in un convegno economico sui mali del mondo voluto dal Fondo Monetario Internazionale

Roma - Il mondo verrà salvato dai luddisti in salsa hi-tech. O almeno questa è l'ipotesi che sparano i potentati economici internazionali per mezzo del loro megafono principale, il Fondo Monetario Internazionale. L'organizzazione delle Nazioni Unite, già aspramente criticata per le sue politiche, tenta di chiamarsi fuori dal gioco e accusa, nero su bianco, il progresso tecnologico come la motivazione ultima delle perduranti condizioni di disuguaglianza tra i popoli del pianeta.

Nel lavoro World Economic Outlook for 2007 l'FMI va oltre la vecchia idea delle macchine come responsabili della disoccupazione, dei bassi salari e della povertà, sostenendo che "Il progresso tecnologico da solo spiega quasi tutto l'aumento delle ineguaglianze dai primi anni '80". L'istituzione fa dunque propria la posizione di una star della musica pop tecnofobica ma che vende su iTunes, addossando le colpe dei mali del mondo agli utenti attivi di PC, a Microsoft e ai sysadmin di server Linux.

E la globalizzazione dei capitali sfuggenti e della produzione che ha permesso di svendere la manodopera nei paesi asiatici? "L'aumento della globalizzazione finanziaria - dice ancora il Fondo - ha avuto certamente un ruolo nell'aumento delle disuguaglianze, ma al contrario delle credenze popolari, l'aumento dei commerci globalizzati è associato con un declino delle disuguaglianze". Se solo ci aveste lasciato lavorare in pace senza mettere di mezzo la società dell'informazione, suggeriscono dall'importante istituzione, ora il mondo sarebbe migliore e più giusto.
La motivazione alla base delle gravi colpe dell'IT è il prezzo generalmente alto pagato per le competenze nel settore, e il fatto che la sua crescita non faccia altro che premere per l'aumento della domanda di lavoratori specializzati e adeguatamente formati.

"In altre parole - si legge in un pittoresco articolo di The Register - la gentaglia sopra-pagata dell'IT con i suoi sistemi, i network eccetera, stanno togliendo il pane dalle bocche dei poveri ma onesti addetti agli schedari, alle stamperie, ai segnalatori con la paletta-semaforo, agli addetti ai call-center, ai dirigenti delle major del disco e via di questo passo. L'IT, la macchina a motore, gli attrezzi economici, le nuove droghe - è tutto malvagio e disgiuntivo, e promuove la guerra, la ribellione e il conflitto. I grandi business globali di traffico nei cari vecchi materiali come le merci - tipo miniere, business agricoli - questa gente è vostra amica".

Una prospettiva assurda che prova a seguire a ritroso nel tempo Clive Crook, "testa d'uovo formata in discipline economiche a Oxford" nelle parole del Reg, che per il Financial Times scrive uno dei pochi articoli apparsi sulla stampa finanziaria a mettere in evidenza la presa di posizione dell'FMI. "Ned Ludd aveva ragione", scrive Crook, "Il mondo è andato un po' troppo in là col progresso e le conseguenze si vedono tutte".

Per ripristinare i cari vecchi tempi in cui le nuove tecnologie, l'istruzione, l'avanzamento scientifico e il proliferare di Internet non ponevano una seria minaccia alle magnifiche sorti e progressive di una umanità globalizzata e prospera, Crook suggerisce alcune semplici ma efficaci ricette: "La tassazione punitiva è un non-senso - scrive la testa d'uovo - Includete una soprattassa sugli scienziati e gli ingegneri. Restringete l'educazione post-diploma ad arti, scienze umanistiche e legge".

Buon ultimo, Crook suggerisce come ciliegina sulla torta di "Smantellare tutte le protezioni legali della proprietà intellettuale". Una misura estrema persino in un quadro assurdo come quello ipotizzato sarcasticamente dall'esperto, ma perfettamente in linea con l'approccio espresso dall'FMI nei confronti dei beni immateriali che costituiscono la fonte di sviluppo e commercio fondamentale della società dell'informazione.

Alfonso Maruccia
24 Commenti alla Notizia L'IT rende ricchi i ricchi e poveri i poveri
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  • Si parla di tre fonti di pensiero, la terza delle quali riprende le idee di una quarta (FMI, The Register con articolo di Lewis Page, Clive Crook che scrive per il Financial Times e che cita Ned Ludd) più ovviamente l'autore là dove non riporta testualmente qualcosa. Avete notato la differenza tra la citazione del FMI e la successiva sintesi dell'autore ? Per me è un articolo strampalato, che non va a fondo su nessuna delle fonti citate. Personalmente il pericolo dell'IT ritengo sia un altro e sta sotto gli occhi di tutti. Ci stanno portando via la vita a pezzi, tutto deve essere controllato e archiviato, tutto è spiabile ed origliabile dai soliti noti, telecamere ovunque e telefoni che con stupidi programmini diventano microspie. Questo è il vero pericolo dell'informatizzazione !
    non+autenticato
  • L'obiettivo dell'FMI era quello di ridurre le diseguaglianze, in questo ha fallito ed ora cerca un colpevole (chiunque altro tranne lui).
    Afferma che la causa è il "prezzo generalmente alto pagato per le competenze nel settore", ma allora c4zz0 io sono sfruttato peggio di un cinese visto lo stipendio che prendo e le competenze che ho!!
    La verità è che questi organismi internazionali succhiano soldi a tutti, senza contribuire minimamente al benessere della società.
    non+autenticato
  • Il compito dell'FMI era quello di crearle le disuguaglianze!!!

    Se non ci fossero disuguaglianze i paesi occidentali dovrebbero rinunciare ai SUV, alla vita agiata e al loro benessere.
    non+autenticato
  • Distinguiamo, tutto quel che abbiamo e molto di più potremmo averlo anche con l'automazione che è di vari ordini di grandezza più sofisticata ogni dieci anni e già in grado di darci l'automazione totale dagli anni 80-90. Ma il problema è che i robot sono gli operai meglio sindacalizzati dell'universo, si fanno pagare tutto il costo della loro vita lavorativa anticipato al venditore, o tuttalpiù in comode rate. Questo va benissimo per prodotti stabili dall'utilità o domanda intrinseca duratura, ma non va bene per inondare il mercato di migliaia di prodotti alla moda usa e getta.
    Inoltre, in ogni caso, perchè certi imprenditori dovrebbero pagare le rate di una catena di montaggio automatizzata quando esistono già dei perfetti automi biologici a bassissimo costo che hanno meno diritti delle macchine che si possono sfruttare e buttare via con un calcio nel sedere ogni qual volta non ne hanno più bisogno? Lo sfruttamento deriva da questo, bisogna mantenerli poveri o con lo sviluppo più lento possibile della qualità della vita e dei diritti sindacali per sfruttarli a lungo. Il degrado non viene dalla tecnologia e nemmeno dai nostri più innocenti consumi in sè, salvo sprechi discutibile più per una questione ambientale, ma deriva da ben altre ragioni morali e materiali perverse. Anche qui da noi, dove in molti casi non applichiamo il progresso di cui disponiamo ma si preferisce sfuttare al massimo le persone, creare burocrazia, lavori, opere e servizi completamente inutili, perchè per varie ragioni paradossali conviene di più fare così a quelli che amministrano il tutto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lillo
    > Il compito dell'FMI era quello di crearle le
    > disuguaglianze!!!
    >
    > Se non ci fossero disuguaglianze i paesi
    > occidentali dovrebbero rinunciare ai SUV, alla
    > vita agiata e al loro
    > benessere.

    sottoscrivo!
    il modello economico occidentale è la causa dell'acuirsi delle disuguaglianzs, ed organismi quali il FMI sono stati creati ad hoc per perpetuare le condizioni di privilegio dei paesi ricchi che quel modello hanno sposato in toto... non dimentichiamoci chi li guida e da dove proviene la loro "elezione" a tali cariche, senza contare la sistemica omogeneità ai gruppi di interesse economici che fanno le regole del mercato globale... chi non ci arriva studi la storia economica occidentale (e più in generale la storia nel senso più ampio del termine), senza farsi condizionare da ideologie o dal "campanilismo" di status socio-economico!
    spirito critico, gente!
    non+autenticato
  • Vaglielo a dire in India che l' IT è malvagio... c'è un sacco di gente che ci campa!
    Come erano messi in India negli anni 80? A me sembra un pochino peggio, ma forse ero troppo piccolo per ricordare...
  • Con la globalizzazione molti impianti e servizi sono stati trasferiti dai paesi ricchi ai paesi poveri, per risparmiare manodopera.
    Vedi l'india che, da nazione povera e disperata si sta facendo strada anche nel mondo Hi-tech.

    Mi sembra la solita tiritera sui "cattivi capitalisti bianchi" che affamano il terzo mondo.
    Il terzo mondo si sta aiutando da solo e proprio grazie al mercato globale.
    O speravate in mani tese ?
    non+autenticato
  • Con i ragionamenti della tua testa non si arriva dal letto allo scendiletto e se un malaugurato giorno non dovessi arrivare alla fine mese, non prendertela con nessuno.

    Qualcuno più saggio di te fece questa osservazione - Quando non sei capace di risolvere un problema, entri a farne parte - la globalizzazione, caro ragazzo, è lo sgambetto fatto a gente che invece di piegarsi nel 2007 verso la mecca a perdere tempo... si fa un culo tanto per inventare questo e quello ed il parassitismo politico a livello mondiale, lo regala ad altri. Un classico esempio è la Cina, dove non inventano nulla e copiano di sanapianta tutto, diventando oggigiorno grazie al cervello altrui, un paese industrializzato che fa prodotti da venti centesimi, rivendibili su altri mercati ad un euro o un dollaro e noi permettiamo che un tale paese con prodotti tali inquini il mondo e faccia regredire i salari a gente che li merita.

    Mi auguro che tu un giorno ampi senza sarcasmo le tue vedute, visto che con quelle attuali, come su già espresso, non arriveresti dal letto allo scendiletto. Quando si è ragazzi si è portati a sognare, vedere tutto facile e bello, poi cresci e ti accorgi che la realtà è un'altra e dura da vivere, se poi ti metti da solo il bastone tra le ruote, sappi che fai il gioco di altri, annullandoti ogni possibilità di farvi parte.

    A te sta bene così? a me no.

    Stammi bene oggi e domani meglio.
    non+autenticato
  • Un po' troppo semplicistico il tuo ragionamento: in Cina inventano, eccome. I cinesi non sono idioti o geneticamente inferiori, prima si sono beccati i processi produttivi delle multinazionali, ora fanno anche progettazione. Specialmente in un mercato come quello IT. Le università cinesi sono ora ai vertici delle graduatorie, i centri di ricerca si spostano in Cina, il fatto che i cinesi copiano e basta è una leggenda metropolitana, vera forse una decina di anni fa.
    non+autenticato
  • Beh, che la cina non copia piu non è mica vero, arriva molta roba contraffatta da li, e non si parla solo di vestiti o scarpe, ma anche di prodotti di aziende italiane che vengono copiati di sana pianta e venduti a metà del loro valore ed è vero, succede, questo non vuol certo dire che loro i cervelli non li hanno.
    Hanno sia la parte migliore che quella peggiore.
    non+autenticato
  • Il FMI pensa veramente che la gente si beva queste palle?

    La motivazione alla base delle gravi colpe dell'IT è il prezzo generalmente alto pagato per le competenze nel settore??!?

    E allora gli avvocati? I notai? Gli assicuratori?

    Non è vero che l'IT ha forzato la mano sulla globalizzazione, è vero il contrario: chi aveva interesse nel trasformare l'economia da locale a globale non era il sistemista o il programmatore, ma tutti quelli che oggi hanno gli impiegati in Europa, gli operai in Cina e i contabili alle Cayman.

    L'IT è stato solo un mezzo. Sarebbe come incolpare gli operai di una industria bellica per l'avvento della seconda guerra mondiale.
    non+autenticato
  • E le banche dove le mettiamo? ^^
    non+autenticato
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