Luca Annunziata

La tecnologia salverà il mondo

I giovani sperano nel progresso per risolvere i problemi ambientali. E si dicono pronti a farsi carico del problema. Lo dice una ricerca

Milano - Secondo gli under 24, quelli cresciuti "a pane e cellulare", le speranze della Terra sono riposte negli individui e nell'uso che essi sapranno fare della scienza. A sostenerlo è uno studio Ipsos, commissionato da Tandberg, svolto su un campione di oltre 16mila partecipanti in quindici nazioni.

In particolare, i giovani "si affidano alle nuove tecnologie per ridurre le emissioni e garantire una maggiore responsabilità ecologica delle aziende e personale (...) Una vita permeata da strumenti digitali rende gli under 24 odierni maggiormente favorevoli (il 29%) nei confronti delle tecnologie rispetto alle generazioni precedenti e disposti ad affidarsi ad esse per la protezione del pianeta".

Di parere opposto gli intervistati dai 25 ai 54 anni: per loro dovrebbero essere i governi a fare di più per il pianeta, e non condividono neppure la speranza riposta nelle prospettive offerte dalle nuove scoperte e dalle tecnologie.
Fatto insolito, l'opinione dei più giovani li accomuna con i più anziani: gli ultracinquantenni si spartiscono coi ventenni la fiducia nel progresso, e la convinzione che la soluzione del problema ambientale non spetti alle istituzioni, bensì alla buona volontà dei singoli. (L.A.)
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