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USA/ Pornostar? Quanti anni hai?

I protagonisti dei film hard on e off line devono essere tutti rintracciabili oltreché, naturalmente, maggiorenni. Una legge già ritenuta incostituzionale torna alla ribalta

Roma - Si tratta della legge denominata record keeping requirements, obblighi di mantenimento dei dati. Si riferisce all'obbligo per chi produce, detiene o vende sia tra stati americani che al di fuori degli USA qualsiasi tipo di supporto con immagini o filmati dal contenuto sessualmente esplicito, ditener traccia dei dati di chi compare in tali supporti, con lo scopo di accertare che l'età dei soggetti sia idonea. E questo vale anche per i video eventualmente acquistati via Internet dall'estero o da stati federali esterni a quello ove i video sono stati prodotti.

Questa regola, all'apparenza di nessuna particolarità, come segnala Law.com è stata sinora ritenuta facially incostitutional (palesemente anticostituzionale) dai giudici del sesto circuito, cioè il circuito legislativo della Corte d'Appello che si occupa, tra l'altro, di queste circostanze.

Con mossa dialetticamente abilissima, alcuni legislatori hanno risollevato l'attenzione sull'assoluta utilità di questa norma, dicendo: "Il semplice testo, lo scopo, la storia legislativa di questa norma evidenziano che il Congresso (nel redigerla, ndr) si preoccupava principalmente della pornografia infantile e considerava l'obbligo del mantenimento dei dati essenziale per contrastarla, a prescindere da qualsiasi altra ragione abbia spinto il legislatore a crearla".
Una dimostrazione di come un'abile mossa, supportata da altrettanto forbita dialettica, possa sollevare attenzione su questioni estremamente controverse e per loro natura delicatissime, quali le norme a contrasto della pornografia infantile, salite agli onori della cronaca un numero sterminato di volte.

Marco Valerio Principato
45 Commenti alla Notizia USA/ Pornostar? Quanti anni hai?
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  • VOGLIO CHE SIA NON VOLGARE
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  • mi piace vedere piu porche
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  • ... Per avere l'indirizzo di Monica Sweet.
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  • beh hanno scelto la più bruttaA bocca aperta
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  • Nella seconda metà degli anni Novanta, con l'affermazione di un clima culturale "estremo" nel mondo del porno, il tema è ritornato alla ribalta. Non è improbabile che si tratti di un altro effetto - scommetto sinora non registrato - della cosiddetta "globalizzazione". Tra gli anni Ottanta e l'inizio dei Novanta solo i produttori olandesi, danesi e tedeschi di video hanno insistito sulle lolite, con serie di grande successo come le già citate Seventeen e Teeny Exzess (in Olanda l'età legittima per fare pornografia è 16 anni, la più bassa d'Europa). La loro prospettiva è "innocentista" senza remore, vista anche la loro prevalente struttura casting e amateur (costruite in generale sul pieno consenso dei partecipanti). Arthur Martin, direttore della Video Art of Holland (VAH), produttrice della Seventeen, dichiara di non usare performers oltre i 20 anni e così descrive le modalità del reclutamento delle sue modelle: "Centinaia di ragazze vogliono farlo. Principalmente per curiosità. Le ragazze che fanno questo lavoro hanno ricevuto un'educazione molto liberale, molto spesso i genitori sanno cosa stanno facendo nei nostri studi". Raramente ci sono stati ripensamenti: "Forse si pente una ragazza su dieci. Se possibile, non usiamo più la sua immagine. Ma negli ultimi venticinque anni è successo solo tre volte". Ovviamente per Martin, che pure è consapevole del fatto che alcune sue modelle sono "fuggiasche", la serie di maggior successo della VAH riflette concreti mutamenti sociali: "È inimmaginabile come la libertà sessuale abbia cambiato i giovani. Ai miei tempi fare sesso a 18 anni era precoce. Ora è completamente normale farlo a 14 anni". Seventeen si offre al voyeur in modo molto sano, quasi salutista, evitando quasi sempre omaggi - tranne quelli a presupposto, ovviamente - ai "fremiti" nabokoviani. Anche Harry S. Morgan, pornografo tedesco della prima ora, e ideatore di Teeny Exzess, si è sforzato di situare in un clima dichiaratamente "innocente" contesti e messe in scena, non sempre con successo (vedi, come prova a carico, il suo Spiele Junger Madchen, uno degli episodi di Teeny Exzess). In generale, olandesi e tedeschi tendono a non porre la questione, per lo meno nella forma di problema.
    Comunque, è probabile che l'incidenza internazionale in aumento di questo genere di produzioni e il nuovo clima "estremo" abbiano incoraggiato, soprattutto negli Stati Uniti, imprese più audaci, soprattutto tra i produttori meno importanti. La figura chiave è stata quella di Max Hardcore, che non solo ha proposto uno stile decisamente più forte, ma è tornato con decisione sulla figura della lolita, con serie decisamente provocatorie: per esempio Cherry Poppers e Hardcore Schoolgirls. All'interno di un plateale recupero dell'iconografia minorenne, Max si presenta in prima persona come seduttore, sia pure, a volte, alle prese con mature signore truccate da ragazzine. L'atteggiamento è da dominatore, finanche violento: la dinamica del sex act riduce le performers in un ruolo pesantemente passivo e subordinato (blowob a soffocamento con grande abbondanza di saliva, tirate di capelli, anal secco, cum shot orale ecc.) E' la rinuncia all'innocenza, in linea peraltro con il più generale sviluppo culturale della pornografia degli anni Novanta. Nell'ottobre del 1996 il governo federale americano (preoccupato forse più della nuova versione di Lolita che delle imprese di Max Hardcore) ha infatti tentato di modificare la legge sulla pornografia minorile inserendo tra le pratiche vietate anche la "pornografia minorile simulata", proibendo in sostanza qualsiasi rappresentazione del sesso minorile (tra gli esiti più comici di questa nuova interpretazione si è registrato il sequestro del vecchio Tamburo di latta di Volker Schlondorff, per la sua scena di [simulato] cunnilinguo praticato da un attore dodicenne). Il fallimento dell'iniziativa legislativa ha condotto alla creazione, in questi ultimi anni, di numerose serie dedicate al teen sex: Barely Legal, Up and Cummers, 18 and Nasly, Try a Teen, Extreme Teens, Naughty College Schoolgirls e molte altre, al punto che, se-
    condo uno dei recensori più noti in rete, Roger T. Pipe, "non è che una serie orientata sui giovani sia questa gran novità: le stanno facendo tutti".
    non+autenticato
  • Il caso più noto è comunque quello di Traci. Nata il 7 maggio 1968, nel 1983 Nora Louise Kuzma fugge di casa a quindici anni; qualche mese dopo, a Los Angeles, in compagnia di un uomo molto più anziano che dice d'essere il suo patrigno, si arruola tra le modelle di Jim South, esibendo al titolare una patente di guida e un certificato di nascita intestati entrambi a Kristie Nussbaum, con la data di nascita 17 settembre 1963. Dopo alcuni servizi su Penthouse, esordisce nel porno nel 1984. Bruna e formosa, con un viso angelico e ingenuo, nota per la sua capacità di emettere gridolini appropriati, Traci si fa notare per la sua buona volontà: "Era una delle poche attrici che non voleva smettere di fare sesso dopo che si erano spente le telecamere", ha ricordato Paul Thomas, ex attore e oggi tra i più prestigiosi registi dell'hard contemporaneo, "voleva dimostrare che poteva scopare bene quanto le star del porno come me. L'ho incontrata sul set di Sex Fifth Avenue nel 1984. Era molto carina. Una nasty little girl cui piaceva fare la cattivella". Tra il 1984 e gli inizi del 1986 Traci interpreta più di settanta film e video, che ne fanno una vera e propria diva nel ristretto mondo del porno, grazie soprattutto alla sapiente mistura tra
    un look da giovane ingenua e una piena disponibilità sessuale: "Traci è stata tanto valorizzata", ha notato
    con il solito acume Jerry Butler, "perché aveva quella qualità da innocente ragazza della porta accanto che le aziende porno tanto apprezzano. Sapete, la ragazza che più probabilmente non lo farebbe". Significativamente, come nel caso di Cinger Lynn e delle altre starlets citate, sono poche le comparse di Traci che rientrano nel canone "lolitesco": per esempio, in uno degli ultimissimi esempi del genere, Breaking It, diretto da Svetlana nel 1984, interpreta una giovanissima studentessa che seduce il suo insegnante (John Leslie). Agli inizi del 1986, grazie alla richiesta di un passaporto, Traci viene infine scoperta; le sue videocassette scompaiono immediatamente dai negozi, mentre buona parte dei pornografi coinvolti nella sua ascesa (agenti, aziende, registi) devono affrontare tempi duri (Jim South ha affermato di aver sostenuto, per difendersi, spese processuali per quasi mezzo milione di dollari).
    Più che una minorenne coinvolta suo malgrado in una situazione incontrollabile, Lords è sembrata piuttosto
    un'abile affarista; non a caso, in seguito è riuscita almeno in parte a riciclarsi nel mainstream, interpretando (sinora) film di serie B e qualche opera-culto. Le sue dissociazioni dalle luci rosse - ovviamente obbligatorie in siffatto processo di riciclaggio - suonano semplicemente ridicole: avrebbe interpretato solo pochissimi film, in preda a droghe e alcool, completamente strumentalizzata dai magnati dell'hard. La sua vicenda ha comunque avuto ricadute significative sul porno, una delle quali è l'ancora più marcata prudenza nel trattare il tema "lolita". Nel 1991 è peraltro scoppiato un altro caso: si è scoperto che la giovane canadese Alexandria Quinn ha interpretato da minorenne decine di video, anch'essi rapidamente ritirati dalla circolazione. La Quinn, comunque, dopo un iniziale sbandamento, è tornata alle luci rosse con piena convinzione. Del resto, anche in Francia alcune attrici attive negli anni Novanta (in particolare Lydia Chanel e Tabatha Cash) hanno ammesso di aver cominciato quando erano ancora minorenni. Non che i problemi reali di una entrata "precoce" nel porno non abbiano stimolato preoccupazioni tra gli stessi pornografi. Il caso della sopra citata Shauna Grant (al secolo Colleen Applegate), diventata attrice hard a diciotto anni, che mal ha retto il peso del ruolo (i sensi di colpa, le stimmate sociali implicite nella sua professione) e che, dopo qualche anno e il tentativo di uscire dall'ambiente, si è suicidata alla vigilia della sua rentrée (1984), ha messo sul tappeto in modo problematico la questione della giovane età del "talento" a luci rosse.
    non+autenticato
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