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Nissan vende l'auto con il passeggero dentro

Perché viaggiare da soli quando in macchina si può parlare con un robot, e lui può leggere le email appena arrivate, o consigliare un riposino quand'è il momento? Ma è tutto il veicolo a sapere di manga

Roma - Nissan, il gigante nipponico dei motori, si proietta in avanti: tra squilli di tromba ed effetti speciali annuncia Pivo 2, la sua concept car elettrica esposta al Tokio Motor Show 2007, che ha aperto i battenti lo scorso fine settimana. È probabilmente la prima auto che viene proposta in vendita con un passeggero a bordo.

Si tratta di Pivo-Kun, robot installato all'interno del veicolo, un perfetto assistente: le telecamere inserite nella sua "testa" sono in grado di tener d'occhio lo sguardo del guidatore. Se rilevano anomalie come segni di sonnolenza, espressione triste, oppure corrucciata, tramite il computer di bordo intervengono: "Ehi, sembri alquanto adirato, come mai? Non vuoi provare a calmarti? Forse è il caso di fermarsi un po'?" sono alcune delle frasi che il sintetizzatore vocale produrrebbe reagendo allo stato del volto.

In effetti, si legge su ITWorld, non occorrerebbe un robot per ottenere questo risultato: sarebbe sufficiente una cam inserita nel cruscotto. Ma Masato Inoue, chief designer dell'exploratory design group di Nissan, non è dello stesso parere. "A differenza di una semplice cam, il robot crea una relazione molto più intima tra il guidatore e l'automobile", dice.
Esaurito l'aspetto, per così dire, "folcloristico", Nissan ritiene che il robot rivesta un ruolo importantissimo sotto il profilo della sicurezza. "Abbiamo evidenza che il numero di incidenti provocati da persone serene sia drasticamente più basso di quello totalizzato dalle persone alterate. Per questo il robot è progettato per cercare di vigilare sul guidatore e indirizzarlo al miglior stato d'animo possibile", riferisce Inoue in un'intervista. Questo genere di test su chi guida e sulle autonomie funzionali del mezzo sono il frutto di lunghi studi e prove sul campo della casa nipponica, che non si è limitata alla semplice emissione di un frasario sintetizzato ma, nel caso di questa concept car, ha previsto azioni sul sedile, sulla cintura di sicurezza, vibrazioni sul volante, pop-up sul video dello schermo di bordo e altri segnali nell'intento di scongiurare, ad esempio, i pericoli derivanti dal colpo di sonno.

Sul piano puramente tecnico, oltre alle innovazioni tipiche di una vettura elettrica evoluta, la Pivo 2 dispone di un abitacolo servoassistito che può ruotare su sé stesso di 180 gradi: questa peculiarità facilita l'esecuzione di un parcheggio senza manovre, eseguito perpendicolarmente al tracciato stradale, grazie anche alle ruote in grado di posizionarsi, tutte e quattro, a 90 gradi rispetto alla direzione di marcia. GPS e connettività Internet fanno da gustoso condimento e, inserite in un concept envirnoment come quello creato da Nissan, rendono ancor più confortevole il tempo trascorso in auto.

La vettura, assimilabile a una utilitaria, nasce come urban commuter altamente tecnologico, che nella mente dei progettisti ha preso forma pensando ai milioni di automobilisti che, nelle affollate ore di traffico delle città giapponesi, non sempre esibiscono le migliori capacità di guida.



Quando? "Probabilmente intorno al 2015", dice Inoue. "Si tratta di una concept car, dunque non sarà commerciabile in pochi giorni. Tutta la tecnologia che usa è però pienamente realistica. Al momento, il grande problema sono i costi: la batteria, ad esempio, è costosissima. Ma, come per i cellulari, all'inizio sembrava un problema insormontabile, poi è diventata tra i componenti più comuni".

Marco Valerio Principato
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