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Basta compiti in classe, si passi a Wikipedia

Perché riempire fogli di carta e quiz per dimostrare il proprio impegno universitario? Una docente statunitense ha deciso di sfidare i propri allievi: pubblicate pagine su Wikipedia, valuteremo quelle

Roma - Alzino la mano i prof che in Italia ci avevano pensato: pochi? Nessuno? Invece, la professoressa Martha Groom, dell'Università di Washington-Bothell ha avuto proprio questa idea: perché insistere ancora con sterili mezzi di verifica didattica, superati e, soprattutto, ermetici? Tanti sforzi, salvo casi di estrema bravura, oggi restano confinati tra le mura dell'istituto didattico, quale esso sia. Perché non pensare a Wikipedia che, nelle sue varie versioni internazionali, ha tanta sete di pagine serie, sicure, affidabili, accademicamente valide? Utilizziamola, e travasiamoci le conoscenze acquisite durante lo studio, con diligenza e con tutte le verifiche del caso.

la home di WikipediaQuesta, in soldoni, l'idea della docente, impegnata anche con l'ambiente e l'ecologia. La Groom ha inserito la novità all'interno del progetto Educause 2007, nel cui ambito, insieme al collega Andreas Brockhaus, è stata curatrice di un interessante slideshow.

E i risultati, come racconta Inside Higher Ed, sono già visibili: lanciando su Google questa ricerca ("deforestation roman", deforestazione ai tempi dei romani), tra i primi risultati c'è questa pagina di Wikipedia, più che eloquente risultato dell'iniziativa.
Non sembra, però, che l'idea sia stata accolta con un cieco entusiasmo da Wikipedia, avverte ArsTechnica: una delle pagine inserite pare abbia resistito solo 24 ore. Altre quattro, dopo accesi battibecchi, sono state rimosse e il loro contenuto "aggiunto" ad altre preesistenti. La questione, spiega Ars, risiede anche nel fatto che Wikipedia comprende già moltissimo dello scibile umano: lo spazio per iniziative encomiabili come quella della professoressa Groom deve considerarsi limitato. Sembra poco percorribile, quindi, la strada di adottare una simile soluzione a lungo termine come gustosa alternativa evoluta degli esami di verifica periodici.

Resta indubbia la brillantezza della trovata che, con ogni migliore auspicio, potrebbe essere avvicinata anche dagli istituti di istruzione e dalle Università italiani. Magari scegliendo i temi di cui occuparsi con maggiore accuratezza.

Marco Valerio Principato
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