Dario Bonacina

Pubblicità ingannevole, (ri)multa a Vodafone

L'operatore è stato multato dall'Antitrust in seguito ad una segnalazione di Generazione Attiva, che osserva come l'esiguità delle ammende non aiuti a scoraggiare gli operatori

Roma - L'Antitrust torna a punire un operatore di telefonia mobile con una multa per pubblicità ingannevole: la bacchettata dell'Authority questa volta ha colpito Vodafone per lo spot televisivo del piano tariffario You & Vodafone, con una multa di oltre 59mila euro.

Come si legge nell'ultimo bollettino dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, la segnalazione riguardo alla presunta natura ingannevole del messaggio è pervenuta da parte di Generazione Attiva, l'associazione di consumatori. Lo spot televisivo, interpretato da Rino Gattuso e Francesco Totti, nella conclusione dichiarava che l'offerta consentiva di telefonare "a sette centesimi al minuto per sempre con tutti i numeri Vodafone e a un minuto (!) con il tuo numero preferito e senza costi di ricarica". Altre scritte scorrevoli in sovrimpressione, in caratteri minuscoli, specificavano l'esistenza di uno scatto alla risposta di diciannove centesimi, della tariffazione di 3,5 centesimi a scatti anticipati di trenta secondi e della possibilità di avvalersi della tariffa reclamizzata solo a condizione di effettuare almeno una ricarica al mese.

Secondo l'Antitrust, il messaggio pubblicitario "non si conforma all'onere minimo e indefettibile che grava sull'operatore pubblicitario di coniugare, nelle proprie comunicazioni commerciali, le esigenze di chiarezza e completezza informativa". Lo spot TV tendeva in pratica ad evidenziare con enfasi gli elementi allettanti dell'offerta, mettendo in secondo piano i costi aggiuntivi.
"La condanna a Vodafone non fa altro che confermare un trend negativo che ha come protagonisti principali gli operatori di telefonia mobile" afferma Andrea D'Ambra, presidente dell'Associazione, che aggiunge: "Da quando, sul nostro sito www.generazioneattiva.it abbiamo attivato un modulo di segnalazione per tutti i messaggi e le pubblicità ingannevoli, continuano ad arrivarci quotidianamente centinaia di segnalazioni che vengono esaminate prima di essere inoltrate all'Antitrust".

E torna d'attualità il problema degli importi delle sanzioni, da tempo all'attenzione di utenti e consumatori perché ritenute troppo esigue. "La recidiva - osserva ancora D'Ambra, evidenziando che l'ammenda è stata maggiorata proprio perché l'operatore è stato già interessato da provvedimenti simili - conferma però che le sanzioni restano troppo basse e l'operatore preferisce pagare la multa perché gli conviene. Proprio per questo speriamo che il Parlamento voglia al più presto approvare il Disegno di Legge S n. 1733 assegnato alla 10a Commissione permanente (Industria, commercio, turismo) del Senato che ha ad oggetto modifiche al Codice del Consumo".

"Il ddl presentato dalla Senatrice Rame (IDV) su nostra sollecitazione - continua D'Ambra - può trovare ancora spunti per essere emendato con misure a favore dei consumatori, come quella che preveda la destinazione di parte dei proventi derivanti dalle sanzioni inflitte dall'Antitrust, anche a quelle associazioni che, pur non facendo ancora parte del CNCU, con denunce all'Authority contribuiscono in modo essenziale all'attività di quest'ultima e ancora con la determinazione della sanzione oltre che al costo dell'eventuale campagna pubblicitaria (già previsto nel DDL) anche e soprattutto al fatturato dell'azienda che commette pubblicità ingannevole".

Dario Bonacina
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