Luca Annunziata

Marines collegati dalla radio P2P

L'esercito USA vuole garantire un collegamento senza fili a tutti. Per migliorare il rendimento sul campo di battaglia

Roma - Si chiama WAND, Wireless Adaptive Network Development, e promette di mettere una pezza alla scarsa capillarità delle comunicazioni sul campo di battaglia. La DARPA, il braccio dell'esercito USA che si occupa di ricerca e sviluppo, spera di riuscire a realizzare entro 12 mesi un obiettivo ambizioso: dotare ogni soldato della sua radio personale, per poter comunicare in tempo reale la propria posizione e ricevere ordini più precisi.

Due militari USATante radioline dal costo irrisorio di 500 dollari l'una (350 euro): un piccolo miracolo, considerato che le attuali apparecchiature in dotazione spaziano fra prezzi che partono da poco più di 10mila euro e raggiungono tranquillamente i 55mila, senza contare il costo delle stazioni radiobase necessarie a metterle in comunicazione tra di loro. Un miracolo possibile grazie all'adozione di componenti commerciali, in luogo dei più costosi materiali progettati su misura adoperati sino ad oggi: anche i militari puntano all'economia di scala, per migliorare la dotazione dei loro commilitoni.

A differenza dei sistemi attuali, WAND si baserà su una sorta di rete P2P i cui nodi saranno le ricetrasmittenti dislocate sul terreno: ciascun soldato farà parte di un network che coprirà l'intero campo di battaglia, network sul quale potranno viaggiare non soltanto comandi vocali, ma anche informazioni tattiche sulle truppe schierate.
Ma le novità WAND non si esauriscono qui. Le radio attuali sono pensate per operare su una singola banda di frequenze, assegnata una volta per tutte: c'è, ad esempio, la frequenza per i taxi, quella della polizia e, naturalmente, quella delle forze armate. Molto spesso, però, queste frequenze restano inutilizzate: difficile scovare un taxi nel deserto iracheno, così com'è improbabile incrociare un carro armato a Manhattan. Perché dunque non ottimizzarne l'utilizzo?

Entro l'inizio del 2008 sono già attesi i primi esemplari di radio multibanda: saranno capaci di "saltare" da una frequenza all'altra, spostandosi quando riscontrano interferenze e garantendo comunque il passaggio delle informazioni. Ovviamente a DARPA non basta, e sono allo studio anche tutte le misure necessarie per migliorare la sicurezza dei dati mentre transitano a cavallo delle onde radio.

Il problema maggiore, tuttavia, sarà quello di coordinare migliaia di trasmittenti in funzione, contemporaneamente, sullo stesso terreno: una questione non da poco, per assicurare efficienza e regolarità al servizio. Un meccanismo che, vista l'assenza di stazioni centrali, dovrà essere gestito da ogni singolo terminale, in grado di selezionare la migliore frequenza su cui operare e i nodi a cui fare riferimento, praticamente in tempo reale.

La prima fase di sperimentazione avrà inizio il prossimo gennaio: il primo produttore pronto a rispondere alla chiamata sarà Tyco, che ha ultimato un dispositivo capace di gestire quattro frequenze diverse. Se entro settembre 2008 i risultati saranno ritenuti promettenti, si passerà alla seconda fase del progetto, Wireless Network after Next Program (WNaN).

Al momento, tuttavia, mancano informazioni precise su un possibile termine entro il quale le nuove radio entreranno nella dotazione standard dei soldati. Questi ultimi, per il momento pare si arrangino con le ricetrasmittenti commerciali, sempre più piccole e con portata sempre maggiore, comunemente in vendita in tutti i maxistore di elettronica.

Luca Annunziata
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