Luca Annunziata

FBI ingannata da un'email

Un suocero punisce il genero per aver disobbedito alla figlia. Con una email lo accusa di essere un terrorista. E le autorità USA gli credono

Roma - Tra moglie e marito non mettere il dito? No, l'email. Un arrabbiato suocero svedese ha denunciato il proprio quasi-ex-genero all'FBI, sostenendo che si stesse per recare negli USA ad incontrare i suoi referenti di Al-Qaida. Tutto falso.

Tutto comincia con la più classica lite in famiglia: lui deve andare negli States per lavoro, lei preferirebbe restasse a casa a darle una mano con i figli. La coppia è in crisi, le pratiche di divorzio sono già state avviate, e lui decide di non dare ascolto alla moglie e di partire lo stesso. Il padre di lei se la lega al dito. Manda una email all'FBI con nome e cognome del genero, assieme al numero del volo e a una pesante accusa: è un terrorista, sta venendo negli USA a progettare chissacché.

L'FBI prende la minaccia sul serio: all'atterraggio in Florida, il genero viene fermato, ammanettato, condotto in una cella e interrogato per 11 ore. Dopodiché, viene rimesso sul primo aereo in partenza per la Svezia e tanti saluti. Un rapido riscontro sull'email, svela comunque l'autore: è il suocero del malcapitato, che in seguito ammetterà di essere la gola profonda. "Non credevo che le autorità fossero tanto stupide da credermi", si giustifica: "A quanto pare, però, lo sono".
Ora l'uomo dovrà rispondere del reato di diffamazione aggravata, oltre a concorrere di diritto per il titolo di suocero più cattivo dell'anno. (L.A.)
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