Luca Annunziata

Più tacche per tutti

La tecnologia che fa convergere fisso e mobile sarà sperimentata anche in Europa. Una femtocella illuminerà il mondo

Roma - Parlare dovunque e comunque, senza limiti di tempo e senza dover cercare quel piccolo, remoto angolo della sala da pranzo dove c'è copertura di segnale. Tutto grazie ad una femtocella sistemata sulla scrivania: proprio lì, accanto al router ADSL. Un futuro fatto di convergenza tra banda larga e cellulari.

L'idea nasce nel 2002, nei laboratori Motorola di Londra: la chiamavano Access Point Base Station, ma non era nient'altro che la più piccola stazione radiobase UMTS del mondo. La tecnologia si è pian piano evoluta, fino a trasformarsi in quello che è oggi: uno scatolotto, del tutto simile ad un comune antennino WiFi, che si collega al router di casa e funziona con i normali cellulari in commercio.

Una manna dal cielo per le case raggiunte dalla banda larga e non dal segnale della telefonia mobile. La femtocella sfrutta la connessione DSL per veicolare i dati senza distinzione tra voce, VoIP e navigazione in rete. Per il cellulare non fa alcuna differenza, semplicemente sarà sempre in zona perfettamente coperta, mentre potrebbe fare una bella differenza per l'abbonato: gli operatori potranno scegliere di praticare tariffe molto più convenienti per il traffico generato sulla propria femtocella.
La femtocella di SprintI primi esperimenti in tal senso sono incoraggianti: l'operatore statunitense Sprint ha già avviato due progetti pilota, nelle città di Denver e Indianapolis, offrendo ai suoi clienti traffico illimitato mentre sono in casa propria. I costi sono popolari: 35 euro per l'hardware, abbonamenti a partire da 10 euro al mese per il servizio. E ora è il turno dell'Europa, con Motorola che annuncia di essere pronta ad avviare una sperimentazione con un grande operatore mobile di cui non ha voluto divulgare nemmeno la nazionalità.

Perché le femtocelle si affermino definitivamente, tuttavia, andranno risolte un paio di questioni tecniche. La prima, forse la più importante, è l'interferenza creata dagli apparecchi tra di loro: l'interazione tra i segnali di due stazioni potrebbe, paradossalmente, generare delle zone nelle quali il servizio è completamente assente.

C'è in ballo anche la sicurezza delle connessioni: stabilire chi si connette, dove, quando e cosa fa, è una condizione fondamentale per fatturare i servizi e garantire che nessuno scrocchi le utenze altrui. Una situazione che fino ad oggi non si è mai verificata con le stazioni radiobase tradizionali.

C'è poi il problema della banda larga. Sfruttarla per veicolare i servizi a pagamento dell'operatore mobile potrebbe non piacere al fornitore della connessione DSL: per questo sarà necessario trovare un accordo tra i provider di fisso e mobile, evitando che si facciano la guerra a spese dei consumatori.

In Italia, dove ci sono almeno due operatori che offrono sia servizi di telefonia mobile che di banda larga, le femtocelle potrebbero andare incontro ad un futuro radioso. Il costo dell'ampliamento della rete graverebbe tutto sui consumatori.

Luca Annunziata
13 Commenti alla Notizia Più tacche per tutti
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  • Forse dovresti studiare un po di piu

    il problema principale e` che la banda UMTS e` licenziata per cui si deve capire quanto sia possibile, dal punto di vista regolamentare, accendere celle del genere

    ovviamente per usare una frequenza si dovra concordare con l'operatore (pena i carabinieri in casa...)

    per cui scordiamoci che sia come un router wi-fi con sopra il voip

    ...

    studiare... si deve studiare Luca...
    non+autenticato
  • Ma... e' una mia impressione o appena si legge il nome di Annunziata in calce a un articolo parte sistematicamente un fuoco incrociato di insulti?
    Non scendo nel merito del tuo commento, perche' tunesaiqualcosa e io probabilmente no.
    Ma c'e' tono e tono per muovere una critica, e forse sarebbe quella la prima cosa da imparare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ken
    > Ma c'e' tono e tono per muovere una critica, e
    > forse sarebbe quella la prima cosa da
    > imparare.


    Son d'accordo con ken, c'è modo e modo di far critiche.
    Il tuo tono "iochenesoqu alcosa" è strafottente.

    Oltretutto chi ha nominato l'Italia? Luca parla di una tecnologia che stanno sperimentando solo all'estero per il momento. Le diverse realtà nazionali saranno affrontate dopo questa sperimentazione.
    non+autenticato
  • concordo anch'io.
    quel tono strafottente lo si può utilizzare con Luca solo per fargli capire che deve cambiare quella ORRIBILE foto.

    Luca...è inquietante!!!
    non+autenticato
  • Oltretutto (cioè oltre alla strafottenza) mica ce le accendiamo da soli le femtocelle, se (ripeto se) andremo in quella direzione saranno gli operatori ad "accendercele"!
    E loro hanno già le licenze!
    (una che lavora nel settore)
    non+autenticato
  • da uno che lavora nel settore ad un altro

    come risolvi con la autorizzazione generale e con le certificazioni sanitarie?

    non crederai mica che ogni utente finale possa chiedere un'autorizzazione all ASL vero? Sarebbe un progetto very smart
    non+autenticato
  • Fico...quindi chi ha creato ste schiappocelle non ha pensato a tutto?
    Lo ha fatto cosi' tanto per fare?
    COLORO hanno vista lunga...hanno gia' tutto pronto per partire e gli accordi si trovano, basta FORAGGIARE.
    Le fancocciocelle se sono un modo per lucrare su di noi state tranquilli che partiranno...anche fuorilegge perche',come ben sapete voi DEL SETTORE, le leggi sono una cosa da POPOLO e non da multinazionali con dividendi e AZIONISTI.
    La salute poi...se interessasse loro nemmeno il microonde avremmo in casa...
    non+autenticato
  • - Scritto da: iochenesoqu alcosa
    > ovviamente per usare una frequenza si dovra
    > concordare con l'operatore (pena i carabinieri in
    > casa...)
    >
    Rimanendo d'accordo con chi ha scritto i post precedenti, vorrei farti notare che il concetto di "frequenza" in UMTS è completamente sorpassato: TUTTE le celle di un operatore (forse di TUTTI) di una nazione usano la STESSA frequenza. Usano "codici" diversi, e con questo riescono a non interferire fra loro. E' un po' come trovarsi in un luogo affollato da gente di diverse lingue: se sei italiano "senti" solo chi è italiano.
    Ergo, i carabinieri non hanno motivo di entrarti in casa a meno che tu non abbia fatto qualche giochetto con i circuiti radio della femtocella in questione.

    RAZ
  • rimanendo dentro la tua risposta (da uno che ha partecipato alla standardizzazione 3GPP...)

    chiaro, ma ogni portante 5 MHz e` comunque spettro autorizzato e licenziato

    mica penserai di accenderti impunemente una portante TIM in casa senza beccarti una denuncia?
    non+autenticato
  • - Scritto da: iochenesoqu alcosa
    > chiaro, ma ogni portante 5 MHz e` comunque
    > spettro autorizzato e
    > licenziato
    >
    > mica penserai di accenderti impunemente una
    > portante TIM in casa senza beccarti una
    > denuncia?

    Beh, è chiaro che la TIM dev'essere d'accordo a far funzionare quella particolare femtocella in casa, altrimenti come farebbero i cellulari che vi si collegano a usare il resto della rete?
    Se poi c'è un problema di potenza e/o di interferenze, ne risponderà la TIM presupposto che l'utente non abbia fatto qualche modifica non autorizzata.
  • - Scritto da: iochenesoqu alcosa
    > Forse dovresti studiare un po di piu

    [cut]
    > studiare... si deve studiare Luca...

    Buona idea, perche' non cominci tu??? A bocca aperta
    non+autenticato