Dario Bonacina

Telefonia, si rischia il boom delle tariffe

Operatori ed utenti insorgono: la deregulation europea sta per arrivare e rischia di spazzare via quella tendenza, che sembrava inesorabile, alla riduzione dei prezzi. A vincere sarebbero solo i big big delle TLC. Ecco perché

Telefonia, si rischia il boom delle tariffe Roma - Aumento delle tariffe della telefonia mobile in un mercato destinato a essere gestito esclusivamente dai pesi massimi del settore: questo è il fantasma agitato da esperti, consumatori ed operatori a pochi giorni, forse poche ore, dall'approvazione di una temutissima deregulation. L'apertura del mercato della telefonia mobile, destinato ad uscire dalle "morse" del controllo regolamentare, può provocare uno sconquasso che i consumatori pagheranno, euro dopo euro.

Ad affermarlo sono i tanti che guardano allarmati all'agenda della Commissione Europea. L'Esecutivo comunitario approverà in settimana con ogni probabilità il progetto di riforma delle telecomunicazioni. Un progetto che prevede sì l'istituzione di un'Autorità TLC sovranazionale (ETMA - European Telecom Market Authority) di cui si parla da lungo tempo ma che soprattutto, come accennato, introduce una deregulation del mercato della telefonia mobile.

Il commissario alla Concorrenza Neelie Kroes e quello all'Industria Gunter Verheugen hanno ottenuto di inserire nella riforma l'eliminazione del mercato 15 (accesso ed originazione da mobile) dalla lista dei mercati rilevanti della Raccomandazione: in altre parole non sarà più un mercato soggetto a regolamentazione. Tutto bene? Parrebbe proprio di no: in queste ore, opinione pressoché unanime degli esperti è che alla luce delle nuove tecnologie e della tendenza ad un'offerta sempre più convergente del mercato possano corrispondere un aumento di tutte le tariffe dei servizi di telefonia.
Perché preoccuparsi?
Lo spiega, ad esempio, il guru delle TLC Stefano Quintarelli, che ricorda come dal 1999 al 2007 le tariffe siano diminuite in modo asimmetrico. Prendendo come riferimento una telefonata di tre minuti da rete fissa, si osserva una diminuzione tariffaria dell'87,5% per le chiamate verso rete fissa, e del 42,5% per quelle indirizzate verso rete mobile. Tutto questo è motivato da un'asimmetria regolamentare:
"- nella rete fissa l'operatore dominante è obbligato a fornire all'ingrosso qualunque operatore gliene faccia richiesta e i prezzi all'ingrosso sono regolamentati per evitare extra-profitti che graverebbero sulle tasche dei consumatori (forse sarebbe meglio dire "limitare", non "evitare")
- nella rete mobile gli operatori dominanti non hanno alcun obbligo di fornitura all'ingrosso e i prezzi all'ingrosso non sono regolamentati ma lasciati a negoziazioni commerciali: l'operatore mobile decide chi può o meno comprare da lui e a che prezzi".
Se si ottenesse la deregulation del mercato della telefonia mobile, dunque, vista l'integrazione fisso-mobile "in Europa prospererebbero solo 4-5 grandi operatori molto forti nel mobile. A spese dei consumatori".

La mobilitazione
E sono queste le ragioni che spingono società come BT, Fastweb e Tiscali, insieme ad organizzazioni come AIIP, Altroconsumo e Anti Digital Divide a rivolgersi con urgenza alla Commissione Europea esortandola ad un ripensamento: il rischio, spiega l'avvocato Marco Pierani di Altroconsumo in una lettera inviata al vicepresidente Frattini, è quello "di consolidare nel settore della telefonia mobile, e non solo in quello, un oligopolio pericoloso per lo sviluppo efficiente del mercato e contrario agli interessi dei consumatori". Una situazione che si sta evidenziando in Italia, "ove i due maggiori operatori (l'incumbent tradizionale nonché quello entrato per primo: TIM e Vodafone) dominano sempre di più il mercato, mentre gli operatori entrati successivamente (Wind e 3) non hanno la forza di reagire. Questo anche a seguito della pur giusta eliminazione dei costi di ricarica che, operata impropriamente per mezzo di un decreto legge e non con i più consoni strumenti a disposizione dell'Autorità Regolamentare di settore (AGCOM) e dell'Antitrust, ha prodotto un ulteriore rafforzamento di TIM e Vodafone".

"È un fatto drammatico - osserva AIIP - che diminuirebbe la già scarsissima possibilità di fare concorrenza nel settore e lascerebbe, ai pochi operatori mobili già esistenti, il potere di stabilire a quanto ammonta il pedaggio che gli altri operatori devono pagargli se vogliono accedere alla loro rete. Questo pedaggio sarebbe dunque messo fuori controllo, e conseguentemente porterebbe a prezzi più alti per i cittadini che già spendono cifre che sono tra le più alte del mondo per questo tipo di servizio".

"Siamo ancora in tempo - aggiunge però l'associazione - per manifestare tutta la nostra disapprovazione direttamente al Presidente Barroso e a tutti gli altri membri della Commissione. Alcuni commissari ritengono che sia una scelta sbagliata, e una protesta dei consumatori potrebbe aiutarli a spostare l'ago della bilancia".

A tale proposito AIIP promuove un'azione di protesta per ricordare "che i cittadini vogliono maggiore - e non minore - concorrenza nel settore della Telefonia mobile, e che non devono venir prese decisioni contro gli interessi dei consumatori".

Azione di protesta da concretizzare con l'invio di un'email alla Commissione Europea: chi volesse aderire può cliccare qui.

Dario Bonacina
53 Commenti alla Notizia Telefonia, si rischia il boom delle tariffe
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  • La liberalizzazione secondo me va benissimo ma poichè non è possibile che ogni operatore si faccia le proprie linee bisogna fare in modo che le linee esistenti debbano essere usate da tutti pagando il passaggio, con una società neutrale che gestisce le linee per tutti.

    Penso che anche in altre nazioni i vari operatori telefonici non abbiamo ognuno le sue linee altrimenti la nazione diventa un groviglio inutile di cavi.
    non+autenticato
  • Siamo arrivati ad un punto dove si usa il telefonino in modo esagerato.
    Ho preso l'abitudine a usare poco il telefonino, diciamo per necessità (e in questo caso è molto utile), ma non ne sono schiavo.
    Forse, diminuendo l'uso, le compagnie non alzeranno i prezzi...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pier
    > Siamo arrivati ad un punto dove si usa il
    > telefonino in modo
    > esagerato.

    non direi... siamo piuttosto arrivati ad un punto dove non ha più senso parlare di telefono fisso o mobile e intendere il telefono mobile come un bene di lusso o con costo più elevato rispetto al fisso. Siamo arrivati a un punto in cui il telefono *è* mobile, oppure, se la vuoi vedere al contrario, il telefono mobile è *il* telefono.
    Siamo nel terzo millennio, la tecnologia c'è, la comunuicazione deve essere mobile e personale. Il telefono di casa è uno strumento del passato.

    > Ho preso l'abitudine a usare poco il telefonino,
    > diciamo per necessità (e in questo caso è molto
    > utile), ma non ne sono schiavo.

    la schiavitù è un fatto personale, e non dipende dal fatto che il telefono sia fisso o mobile. Ho sempre staccato il telefono fisso quando non volevo essere disturbato, così come ora spengo il cellulare. Non sono assolutamente schiavo del cellulare, ma per nessun motivo ora rinuncerei alla comodità di poter telefonare da dove voglio, di essere sempre reperibile anche se sono all'estero eccetera eccetera.

    > Forse, diminuendo l'uso, le compagnie non
    > alzeranno i prezzi...

    No, semmai il contrario. Più un bene è utilizzato da poche persone (quindi dalle persone ricche) e più si tende a fare i guadagni aumentando i prezzi per avere più margine. Al contrario, più l'uso aumenta più si può diminuire il prezzo di un bene o servizio perché la quantità venduta consente di ridurre i margini o di fare economie di scala. Le tariffe, invece, si diminuiscono mettendo i vari soggetti in grado di farsi concorrenza e impedendo i monopoli, come quello che di fatto si verrebbe a creare se gli operatori dominanti potessero alzare a loro piacimento le tariffe di interconnessione, rafforzando così il loro monopolio. Infatti tariffe di interconnessione alte sono un vantaggio per chi ha già molti clienti e uno svantaggio per eventuali operatori emergenti. Per questo è necessaria un'efficiente politica antitrust.
    La verità è che il cellulare ormai è diventato il sostituto del vecchio telefono fisso, e andrebbe considerato (assieme all'accesso a internet) parte del cosiddetto "servizio universale" che era una volta il solo telefono fisso. I tempi cambiano... non si può continuare a pensare di usare poco il cellulare. Smettiamo di considerarlo un bene di lusso, mettiamo gli operatori in condizione di farsi concorrenza, vigiliamo sulla chiarezza delle tariffe e offerte, vigiliamo sulle politiche scorrette e obblighiamoli a offrire una tariffa regolamentata da un'authority, come esiste per l'energia elettrica o il gas.
    Basta con questi gestori mobili che pagano milioni di euro ai vari De Sica, Aldo giovanni e giacomo, Totti e Gattuso e via dicendo, poi spolpano gli utenti con tariffe al limite della truffa e sono una gallina dalle uova d'oro solo per gli azionisti.
    non+autenticato
  • ciao!
    se cliccate per andare alla petizione, l'automatismo proposto funziona solo con IE, non con FF.

    lo dico se non avete voglia di copiaincollare il tutto.
    non+autenticato
  • Io aspetto, tanto ci siamo eh!?
    Dunque pasta e pane aumentata del 20 per cento
    Tasse aumentate
    Bollette tra gas e luce aumentate (petrolio)
    benzina aumentata (petrolio)
    Precariato aumentato a dismisura.
    Affitti delle case ormai impossibili con lo stipendio medio.
    Io aspetto che skioppi tutto
    tanto ci siamo.
    non+autenticato
  • hai proprio ragione.. dimentichi solo, per dovere di cronaca, il sistematico saccheggio delle casse dello stato da parte di qualche milionata di dipendenti pubblici fannulloni e politici corrotti...
    non+autenticato
  • Premetto che ciò che segue è un'utopia.
    Parto dall'esempio di FON.
    Se utilizzassimo dei telefoni FON con Skype o altro, e ciascuno di noi condividesse un po' di banda, potremmo telefonare al costo dei canoni flat condivisi da qualcuno.

    E con questo potremmo dare una bella ridimensionata ai colossi della telefonia.

    Resta il fatto che la banda che possiamo condividere è un pianto, sempre grazie alla nostra incumbent ed associate.

    Anche per questo ho un'idea che potrebbe funzionare, un po' alla stile FON, ma non è questa la sede.
  • E poi devi considerare che con le leggi che ci sono condividere la banda anche con il vicino mi pare sia anche un po' rischioso.
    non+autenticato
  • con un approccio alla FON, gli utenti devono essere registrati per poter utilizzare il servizio, e quindi è legalmente possibile risalire a chi si è connesso e da dove.

    credo che sia legalmente sufficiente, anche se non sono un avvocato.
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