Gaia Bottà

Rio, al via l'Internet Governance Forum

Rio de Janeiro - La gestione delle infrastrutture di rete, le questioni dei domini e della transizione ad IPv6; il problema dell'accesso; la varietà di culture e linguaggi dei cittadini della rete; la libertà di espressione e il libero fluire della conoscenza; la sicurezza.

Di questo si parlerà da oggi e per tre giorni all'Internet Governance Forum, appuntamento scaturito dagli incontri del World Summit on the Information Society (WSIS). Durante il meeting di Rio si discuteranno idee e questioni emerse dalle consultazioni indette a seguito del convegno inaugurale di IGF, svoltosi ad Atene nel 2006.

Il dibattito coinvolgerà oltre mille rappresentanti di governi, industria e società civile, provenienti da più di 70 paesi del mondo. Anche l'Italia parteciperà all'evento: la delegazione italiana, in rappresentanza del Comitato sulla governance di Internet nominato dal ministro per le Riforme Luigi Nicolais, organizzerà un dibattito coordinato da Stefano Rodotà e incentrato sulla proposta di una carta costituzionale dei diritti in Rete.
Quello proposto dall'Italia, spiega Laura Abba, a Rio insieme all'altro delegato italiano del CNR Stefano Trumpy, è un modello a partecipazione pubblica "nel quale chiunque sia direttamente toccato dai problemi della Rete ha diritto di avere voce in capitolo nei processi che ne determinano la soluzione". Un modello che "intende tutelare proprio i diritti fondamentali della persona, dalla libertà di espressione al rispetto delle diversità, alla sicurezza. E, soprattutto, quello che oggi ne è l'elemento abilitante indispensabile: il diritto alla connettività." (G.B.)