Alfonso Maruccia

Cina, beccati col videogioco nel piatto

I cybercop cinesi vogliono dimostrare che la pirateria professionale viene perseguita. Si parte con un videogioco online. Duplicato illegalmente

Roma - Priston Tale è un MMORPG, un gioco di ruolo massivo online, risalente al 2002, ma la sua veneranda età non ha impedito a cinque pirati cinesi di provare a profittarne gestendo un server di gioco non autorizzato. I cinque sono stati ora arrestati e messi in prigione, nonostante a loro dire l'attività del server non abbia garantito il flusso di denaro che si aspettavano.

L'unica software house autorizzata a gestire i server di Priston Tale in Cina è Shanghai Yetime Ltd., che ora sostiene di aver perso centinaia di migliaia di dollari in mancati ricavi a causa dell'operato di Yan Shaodong, il 33enne che nel 2006 ha acquistato una copia illegale del gioco in versione giapponese.

Dopo questo primo acquisto, Shaodong ha assunto i suoi complici, cioè quattro programmatori con il compito di tradurre il gioco in cinese ed occuparsi della gestione del server. Come ogni MMORPG che si rispetti, Priston Tale necessita di due diverse componenti software per funzionare: il server, a cui è possibile collegarsi per interagire con il mondo di gioco e gli altri giocatori e il client, disponibile gratuitamente per gli utenti che si troveranno a pagare solo in caso di acquisto di oggetti aggiuntivi nel metamondo.
L'attività di compravendita dell'armamentario, unica fonte di guadagno per i gestori dei server, è secondo Shanghai Yetime ancora profittevole, nonostante Priston Tale soffra il fardello degli anni e della concorrenza di titoli sulla breccia del calibro di World of Warcraft. I pirati, secondo quanto comunicato dalla società, le avrebbero fatto perdere quasi 400mila dollari in mancati ricavi.

Non è dello stesso parere Shaodong, che durante il processo ha rivelato di aver guadagnato soltanto 9.500 dollari dagli acquisti dei giocatori prima dell'arresto avvenuto nel maggio scorso, e di averci sostanzialmente rimesso di tasca propria dopo aver pagato le spese per le macchine, la connessione del server e il salario ai 4 impiegati.

Alfonso Maruccia
1 Commenti alla Notizia Cina, beccati col videogioco nel piatto
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  • ... avrebbero senso solo per i giochi p2p e comunque in quei giochi mossi solo dalla passione dei fans senza scopo di lucro (tipo i server privati legalizzati di ultima online e lineage 2), per i giochi f2p come questo, basati sul vap (virtual asset purchase), ovvero compri items per potenziare il tuo avatar solo se lo vuoi (la nexon insegna), non ha proprio senso, ancora meno se il tizio vendeva gli items soffiando clienti a quello ufficiale.

    Comunque Priston tale della yedang e' stato il mio primo mmorpg in inglese (allora era gratuito, poi divenne a pagamento, poi torno gratuito schiacciato dalla concorrenza), bel gioco, ma ormai e' stato superato dalla marea di titoli che sono arrivati/arriveranno dalla korea.
    non+autenticato