Da Oracle un server di virtualizzazione gratuito

E' basato sulla tecnologia open source di Xen, in grado di girare su di un server x86 in modo autonomo. Comprende anche un tool di gestione web-based

San Francisco (USA) - Anche Oracle si è gettata anima e corpo nell'esplosivo mercato della virtualizzazione, e lo ha fatto lanciando una soluzione stand alone, chiama Oracle VM, destinata a rivaleggiare con gli analoghi prodotti di VMware, Microsoft ed altre aziende del settore.

Nell'annunciare Oracle VM, l'executive vice president of product development di Oracle, Chuck Rozwat, non ha esitato a definire il nuovo software "uno dei più grandi lanci nella storia dell'azienda". Una dichiarazione che lascia trasparire quanto sia importante, per Oracle, entrare in un settore che sta letteralmente rivoluzionando il mercato enterprise.

Disponibile come download gratuito, Oracle VM potrà essere utilizzato dalle aziende per virtualizzare sia i software della stessa Oracle, come i suoi famosi database, application server e middleware, sia le applicazioni di terze parti che girano su Linux o Windows. L'azienda non manca di sottolineare come la sua sia l'unica soluzione di virtualizzazione oggi sul mercato a supportare i software da lei prodotti.
Oracle VM si basa sul codice del noto hypervisor gratuito Xen, e per funzionare non necessita di alcun sistema operativo host: grazie ad un kernel Linux integrato, infatti, il software è in grado di girare direttamente sull'hardware di un server x86 a 32 o 64 bit e di eseguire, all'interno di una macchina virtuale, varie versioni di Oracle Linux, Red Hat Linux e di Windows: per far girare quest'ultimo il software necessita di un processore che supporti la virtualizzazione in hardware.

La società californiana afferma che il proprio gestore di macchine virtuali è "tre volte più efficiente degli altri prodotti per la virtualizzazione", ma in questa FAQ ammette che attualmente Windows gira sul proprio hypervisor "significativamente più lento" che in modalità nativa. La situazione dovrebbe cambiare con il rilascio, il prossimo anno, di driver che consentano al sistema operativo di Microsoft di sfruttare la tecnologia di paravirtualizzazione di Oracle VM.

Oltre al server vero e proprio, Oracle VM include un'interfaccia di gestione web-based da cui è possibile creare, clonare, condividere, configurare, avviare e migrare le macchine virtuali.

Nelle prossime ore Oracle rilascerà il proprio software di virtualizzazione qui, sotto forma di immagine ISO masterizzabile su di un singolo CD. L'utilizzo di Oracle VM è completamente gratuito, anche in ambiti commerciali: l'azienda spera di guadagnare attraverso la vendita di contratti di supporto, il cui costo annuale va dai 499 dollari per sistemi con un massimo di due processori a 999 dollari per sistemi con un numero illimitato di CPU. Da sottolineare come la licenza di Oracle VM garantisca agli utenti un indennizzo per eventuali cause legali relative alla violazione di copyright.

Sebbene oggi il mercato della virtualizzazione sia dominato da VMware, il primo rivale di Oracle rimane anche in questo caso Microsoft: quest'ultima è infatti una delle poche aziende che, come Oracle, è oggi in grado di fornire ai propri clienti una singola fonte di supporto per ambiente di virtualizzazione, sistema operativo, database, middleware e application server.
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