WiMax, Altroconsumo contro l'italianata

I paletti imposti dalla delibera sul wireless, le limitazioni di mercato e i concreti rischi che il WiMax finisca nelle mani dei soliti noti e non riduca il digital divide al centro dell'intervento dell'Associazione

Roma - Anche Altroconsumo, nota associazione di consumatori, è intervenuta ieri, assistita dagli avvocati Carmelo Giurdanella e Guido Scorza, nel giudizio promosso da MGM Production Group Srl contro la delibera (n. 209/07) dell'Autorità TLC che determina le procedure per l'assegnazione delle frequenze per il WiMax.

Nel comunicato stampa, pubblicato sul proprio sito l'associazione evidenzia come nella delibera manchino "le misure, sostanziali e concrete, a favore della concorrenza e dell'apertura del mercato delle nuove tecnologie a soggetti alternativi ai soliti noti".

Beneficiano della mancata previsione di misure pro-concorrenziali i soliti noti: in primo luogo l'incumbent, Telecom Italia, cui viene consentito di "aggiungere ai quattordici mercati di cui ha il sostanziale controllo, il quindicesimo", ma, secondo Altroconsumo, anche Vodafone, Wind e H3G "ringraziano sentitamente". Infatti "consentire l'acquisizione di due su tre diritti d'uso disponibili per il Wimax per ciascuna area geografica agli operatori già presenti sul mercato della trasmissione dati via etere impedirà a nuovi soggetti di entrare nel mercato emergente".
Inoltre, secondo i legali che assistono nella vicenda Altroconsumo, la delibera appare censurabile anche sotto il profilo del sistema prescelto per l'assegnazione delle licenze. Al contrario di quanto accaduto nella maggioranza degli altri Stati europei, l'Autorità TLC ha scelto il sistema della migliore offerta economica, ritenendo che quello del c.d. beauty contest, ossia della valutazione dei migliori piani di investimento e di sviluppo, potesse generare "un maggiore aggravio per l'amministrazione" e "una eccessiva discrezionalità valutativa". In tal modo però vi è il rischio concreto che gli elevati costi delle licenze determinino tariffe più salate per gli utenti-consumatori, impedendo l'effettivo superamento del digital divide.

Infine, l'associazione contesta la sussistenza nella delibera di "limitazioni anacronistiche all'utilizzo della nuova tecnologia". Infatti il provvedimento dell'Authority non consente alle antenne Wimax di collegarsi tra loro come ponti radio, costringendo gli operatori aggiudicatari a connettere ciascuna antenna direttamente alle già intasate dorsali internet via cavo, e non prevede licenze libere open spectrum, che potrebbero essere destinate ai servizi erogati on line dalle P.A., di cui il cittadino potrebbe usufruire per via telematica, senza essere gravato dai costi di connessione.