Gaia Bottà

Atari sull'orlo del precipizio

L'azienda avrà un nuovo CEO, e ridimensionerà il suo modello di business rinunciando allo sviluppo di videogame

Roma - Si dimette il CEO di Atari, l'azienda che negli scorsi decenni ha scritto la storia dell'intrattenimento videoludico. Cambierà anche la sua posizione sul mercato: Atari, come annunciato in precedenza, abbandonerà lo sviluppo di videogiochi per dedicarsi esclusivamente alla pubblicazione e alla distribuzione.

Il logo di AtariDavid Pierce, CEO in uscita, cederà il posto a Curtis G. Solsvig III, ora a capo della ristrutturazione dell'azienda. Sarà un incarico ad interim, in attesa che Atari trovi un sostituto che la guidi nella transizione al nuovo modello di business.

L'azienda si dedicherà ora all'acquisizione di titoli sviluppati da Infogrames, la holding che la controlla, e da altri partner selezionati: ne curerà la pubblicazione, il marketing, e la distribuzione sul mercato nordamericano.
Nel frattempo, forse per risanare un bilancio in passivo di quasi 12 milioni di dollari, Atari ha negoziato con la francese Lyon lo sfruttamento del suo titolo Test Drive: royalty che valgono 5 milioni di dollari. Un annuncio che Kotaku contestualizza nel quadro dell'inesorabile declino di Atari. (G.B.)
8 Commenti alla Notizia Atari sull'orlo del precipizio
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  • In parte ci si poteva aspettare una simile notizia: dopo la pessima figura ricavata con l'uscita di nwn2, pieno di bug non ancora del tutto risolti, ed una espansione che si prospetta non molto migliore, direi che era il minimo!
    non+autenticato
  • Due marchi sfigati... ma forte...
    non+autenticato
  • una societa' con un nome storico come atari, perche' non investe in linux?

    E' una piattaforma libera e in campo videoludico non vi e' concorrenza. Sarebbe un mercato vergine dalla crescita pressoche' infinita, la gente e' stufa di installare driver firmati e usare pc superpotenti senza pero' poterne avere appieno il controllo.
    La gente sta passando a linux perche' vuole la liberta', e scusate se e' poco.


    Se atari avesse l'occhio lungo, inizierebbe a investire massicciamente nel pinguino, le tecnologie e le api sono sviluppate al punto giusto, e permettono di realizzare videogiochi moderni capaci moltissime volte di subissare in prestazioni le famigerate xbox o psp.
    Inoltre la nascita di applicazioni commerciali, potra' sicuramente accellerare lo sviluppo di analoghi cloni open source, e chissa' se un giorno non saranno proprio questi giochi open source ad essere i piu' giocati online....
    non+autenticato
  • > stufa di installare driver firmati e usare pc
    > superpotenti senza pero' poterne avere appieno il
    > controllo.


    per questo che sviluppano molto per le console.

    niente driver, niente schede da installare, niente di tutto questo.
  • Allora a naso lo sviluppo di un videogioco costa milioni di dollari per UNA piattaforma.
    Se quella piattaforma conta un miliardo di utenti lo sviluppo, l'investimento, è conveniente (su un miliardo di persone non tutti compreranno, moltissimi scaricheranno ma c'è sempre una media ottimistica). Se quella piattaforma conta poche centinaia di migliaia di utenti (nei giorni di grazia visto che il format con sostituzione della distro è disciplina olimpionica tra i pinguini), le stime di vendita si riducono a loro volta in proporzione.
    Atari deve sviluppare dove sa di poter vendere, non ha chiesto un medico svizzero in pensione che le faccia l'eutanasia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > Allora a naso lo sviluppo di un videogioco costa
    > milioni di dollari per UNA
    > piattaforma.

    >Usando teclogie opensource, i costi si ridurrebbero di un decimo;

    1 niente licenze sistema operativo su cui sviluppare
    2 niente costi di royallities per sviluppo su consolle (sono esorbitanti)
    3 niente costo su strumenti di sviluppo e framework collegati (gnucc+sdl+opengl sono una bomba, permettono di fare molto in pochissimo tempo)
    4 tecnologie aperte e di libera modificazione (intermezzi filmati, sottofondi musicali e gestione del video possono essere fatti usando formati libero come ogg/vobis e toolkit come allegro)
    5 minori costi di gestione. Chi usa linux e' abituato a scaricre programmi anche di valore, piuttosto che comprarli al supermercato plasticoso. Usatre APT-get per distribuire i propri giochi potrebbe essere la mossa vincente.
    6Licenze di utilizzo non restrittive. Si potrebbe rilasciare brevi porzioni del codice con una licenza molto restrittiva, così da permettere agli utenti di adattare il gioco secondo le proprie esigenze e in futuro porvvedere essi stessi ai bugfixes, evitando così che giochi ancora validi cadano nell'oblio delle incompatibilita' a breve.

    > Se quella piattaforma conta poche centinaia di migliaia di utenti
    Linux e' ampiamente usato in india e in cina. li i numeri non sono affatto a 3 zeri come da noi. Linux in quei paesei ha un potenziale di milioni di utenti.



    > Atari deve sviluppare dove sa di poter vendere,
    > non ha chiesto un medico svizzero in pensione che
    > le faccia l'eutanasia.

    Non capisco il senso della tua battuta, qui l'unica autonasia e' continuare a ragionare con una logica open, pensare che la gente sia stupida e rinunci alla propria liberta'. Le software house dovrebbero capirlom se non volgiono essere spazzate via in breve...
    non+autenticato
  • Si Linux sarebbe un'ottima alternativa.
    Ma chi ha l'occhio veramente lungo sviluppa multipiattaforma.
    E comunque far girare su PS3, Wii e XBOX è un must per chi vuole avere una macchina per fare soldi.
    Oggi i giochi devono girare anche su i vari Nokia ipermediali, Iphone e blablabla.
    Guardate il papa di Doom che continua a sviluppare un engine multipiattaforma per liberarsi dai vincoli hardware.
    Linux è il futuro e sviluppare per questo mercato vergine sicuramente è un ottimo investimento ma questi stanno calando a picco...se ne fregano di investire...affondano.
    Ci sarebbe da mettersi tutti insieme e rilevare...chissa 1000 Euro per uno per 10000 persone = 10 000 000 di EuroOcchiolino
    non+autenticato
  • era ridotta molto male....dopo l'aquisizione da parte di HAsbro, poi passo alla Infrogames, che cambio nome appunto in ATARI.... peccato, un'altro pezzo di storia che se ne va..
    Sgabbio
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