Dario D'Elia

Gates antiAIDS sbarca in Cina

Nel paese non si parla di emergenza HIV, ma la Bill and Melinda Gates Foundation pensa al futuro; parte così la prima campagna di sensibilizzazione con l'avvallo governativo

Roma - Bill Gates continua a guardare oltre l'orizzonte. L'ha fatto con Microsoft, e anche con "The Bill and Melinda Gates Foundation" che proprio in queste ore ha lanciato una campagna di prevenzione senza precedenti. Già, difficile non considerare "bizzarro" un progetto di sensibilizzazione sull'AIDS pensato per il popolo cinese. Non tanto perché non ne abbia diritto, ma soprattutto perché in questo caso si tratta proprio di super-prevenzione. Su una popolazione di circa 1,3 miliardi di persone sono stati accertati non più di 650mila casi di HIV.

"La Cina dispone della fantastica opportunità di limitare la diffusione dell'AIDS impegnandosi già da adesso con la prevenzione. I leader cinesi sono a conoscenza della portata del problema, e credo stiano cercando di fare le cose più giuste. Per riuscire, comunque, hanno bisogno del supporto internazionale, di incoraggiamento e di assistenza tecnica, e questo è ciò che ci ha convinti a fare un passo in avanti e ad offrire il nostro aiuto", ha dichiarato lo stesso Gates al Wall Street Journal.

Il progetto, al momento, prevede uno stanziamento di 50 milioni di dollari da parte della Fondazione e un ulteriore impegno finanziario del Governo locale. Il tutto per dare linfa ad un programma di sensibilizzazione che coinvolgerà le 12 città più importanti del paese, comprese Pechino, Shanghai e Guangzhou. L'obiettivo primario sarà quello di individuare sul territorio i soggetti maggiormente a rischio per indirizzarli verso i consultori - gestiti da volontari - e i laboratori per i test. Insomma, sarà offerto supporto informativo, preservativi e quanto possa essere utile per salvare il maggior numero di vite. L'AIDS, dalla sua scoperta nel 1981, ha ucciso più di 25 milioni di persone. Un dato che, secondo la World Health Organization, ha reso l'HIV l'epidemia più devastante della storia dell'umanità.
"Un più vasto dilagare dell'AIDS avrebbe terribili conseguenze per la Cina e il resto del mondo", conferma Gates in un altro articolo del WSJ. "Possiamo evitarlo se ci muoviamo in fretta per migliorare la prevenzione".

La Fondazione Gates, comunque, dovrà confrontarsi anche con le resistenze culturali di Pechino, ancora piuttosto in difficoltà nella gestione degli emarginati e di quelle che considera inaccettabili devianze - ovvero il consumo di droga e la promiscuità sessuale.

La novità più interessante è comunque l'apertura nei confronti di una Fondazione occidentale così nota - considerando soprattutto il filantropo che vi si cela. È probabile che il Governo cinese abbia apprezzato le sue modalità operative. The Bill and Melinda Gates Foundation, infatti, si è ormai distinta per la capacità di sviluppare in autonomia i progetti e metterli in pratica in collaborazione con altre realtà non profit. Ovviamente in questo caso è stato necessario coordinarsi con i vari Ministeri cinesi, nel rispetto dell'attuale sistema politico.

Pechino sembra ben disposta a collaborare. I 2,3 milioni infetti HIV dell'India sono uno spettro preoccupante. E allora, braccia aperte anche alla campagna di spot che vedrà protagonisti le star del basket Yao Ming e Magic Johnson. Uno show finanziato dalla famiglia Gates.

Dario d'Elia
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