
Roma - Potrebbero essere i cittadini italiani, i cittadini della Rete, a riformare la legge sul diritto d'autore italiana. Con
un wiki. Non un wiki qualsiasi, evidentemente, ma uno strumento nato col placet del Comitato Consultivo Permanente per il diritto d'autore.
Ad incoraggiare e rendere disponibile il wiki è stata
Frontiere Digitali, che già stava lavorando al progetto di stesura collaborativa di leggi
Open DDL e che si è guadagnata un posto di rilievo nelle due
commissioni di esperti in materia
nominate dal presidente Alberto Maria Gambino e
operative dallo scorso 28 ottobre.
L'obiettivo del wiki? Aprire a tutti gli individui, le associazioni, i gruppi, le organizzazioni e le imprese italiane la possibilità di partecipare attivamente alla riforma della legge sul diritto d'autore, esprimendo
opinioni, spunti e commenti che verranno sottoposti all'analisi delle commissioni incaricate del riassetto della normativa.
Nella sezione
community portal è disponibile il testo della legge: si affrettino i
netizen a
sforbiciare, cancellare, aggiungere e modificare. Il 20 novembre il testo della proposta verrà presentato al Comitato, affinato dalla revisione e dalla collaborazione dei cittadini della Rete.
Nel wiki compaiono già le prime osservazioni a margine redatte sulla base delle
proposte elaborate da Frontiere Digitali e da altri cittadini che si sono espressi nell'impresa di riscrittura collaborativa della legge 633 del 1941 (e successive, discusse, modifiche).
Una particolare attenzione è dedicata alla questione dei contenuti digitali: tutti i
netizen sono invitati ad avanzare proposte riguardo ai meccanismi di
distribuzione delle opere e alle
formule innovative per la retribuzione dei detentori dei diritti. L'
articolo 171 della attuale legge è ora esposto al massacro: la decostruzione è già cominciata, poiché "il regime delle pene sostanzialmente equipara l'utilizzatore privato e in buona fede all'associazione a delinquere".
Fra le proposte ospitate sul wiki ha trovato largo spazio anche il dibattito sulla
copia privata:
Frontiere digitali, fra gli altri, vorrebbe che la legge garantisse il diritto inalienabile a trasferire in diversi formati un'opera legalmente posseduta, fermo restando che l'operazione non rechi danno all'autore. Un diritto spesso negato da sistemi DRM che negano all'utente diritti. Diritti che, fra l'altro, sembrano essere giustificati con la
discussa pratica di riscossione dell'
equo compenso, che la SIAE raccoglie e redistribuisce in parte agli autori. Pratica che recentemente è stata al centro di una
proposta presentata da Pietro Folena alla commissione Cultura della Camera.
Nella
sezione del wiki dedicata alle discussioni c'è chi invoca la riduzione dei tempi di
sfruttamento commerciale delle opere e delle release software. Si vorrebbe che i prodotti dell'ingegno, dopo dieci anni di mancato sfruttamento, cadessero automaticamente in pubblico dominio, perché fecondino le idee e la creatività degli autori e di coloro che potrebbero diventarlo.
Per incoraggiare la creatività e una libera e fruttuosa circolazione della cultura, non mancano coloro che invitano la Commissione per la riforma del diritto d'autore a chiarire e ampliare la definizione di
legittima utilizzazione delle opere.
Anche le biblioteche sono al centro di un ventaglio di proposte. Le
Direttive europee vorrebbero che le biblioteche imponessero il pagamento di un ticket sui prestiti per ricompensare adeguatamente autori ed editori: un provvedimento che si è
scontrato con l'
opposizione di molti cittadini europei e che nella proposta da presentare alla Commissione viene fermamente rigettato.
Gli argomenti all'ordine del giorno sono numerosi, consistenti e di importanza fondamentale. Ora spetta al cittadino partecipare avanzando le sue proposte e collaborando con esperti in materia per gettare le fondamenta di una cultura più libera.
Gaia Bottà