Dario Bonacina

Multa di 31mila euro a Wind

L'Antitrust multa l'operatore per l'ingannevolezza dei messaggi pubblicitari di un piano tariffario pubblicati via web

Roma - Gli operatori di telefonia mobile sembrano avere sottoscritto un abbonamento con le sentenze di pubblicità ingannevole dell'Antitrust. L'ultima notizia riguarda Wind, colpita dall'Authority con una sanzione di 31mila euro per la reclamizzazione via web del piano tariffario Wind Senza Scatto New.

Il provvedimento deriva da una segnalazione che l'associazione di difesa dei consumatori CODICI ha inoltrato in aprile all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in merito alla presunta ingannevolezza di un messaggio diffuso da Wind Telecomunicazioni SpA tramite il proprio sito web.

Oggetto della reclamizzazione era l'offerta Senza Scatto New: "CODICI - spiega l'associazione - ha messo in evidenza l'ingannevolezza della comunicazione pubblicitaria in quanto induceva il consumatore a credere che l'eliminazione dei c.d. costi di ricarica si configurasse come una iniziativa spontanea dell'operatore pubblicitario, quando in realtà l'eliminazione di contributi di ricarica è stata imposta a tutti gli operatori mobili dall'art.1, del decreto-legge 31 genaio 2007, n. 7".
Non si è trattato solamente di una "millantata paternità" dell'iniziativa dell'abolizione dei costi di ricarica, della cui genesi buona parte dell'utenza - e soprattutto chi legge PI Telefonia - è perfettamente a conoscenza: "L'offerta reclamizzata era finalizzata ad incentivare l'effettuazione da parte dei consumatori di un cambio piano verso il profilo tariffario Wind Senza scatto New - commenta l'Avv. Carmine Laurenzano, Responsabile dell'ufficio legale CODICI - il quale, tuttavia, non costituiva il risultato di una scelta conseguente alla particolare convenienza delle condizioni prospettate, consistendo piuttosto in un passaggio d'ufficio al nuovo profilo applicato ai clienti che fruiscono di piani tariffari più convenienti contestualmente eliminati".

L'Antitrust - riferisce l'associazione - ha sostanzialmente accolto le motivazioni esposte nella segnalazione, deliberando che i messaggi pubblicitari in oggetto costituivano fattispecie di pubblicità ingannevole e condannando Wind Telecomunicazioni Sp.A al pagamento di una sanzione amministrativa di 31mila euro. "Esprimo grande soddisfazione per il provvedimento assunto dalla Autorità Garante - ha dichiarato il Segretario Nazionale del CODICI, Ivano Giacomelli - Una giusta misura volta alla tutela e alla difesa del cittadino consumatore".

L'importo dell'ammenda è coerente con la regolamentazione sanzionatoria oggi in vigore, che prevede l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria il cui importo può essere fissato in un range che va dai mille ai 100mila euro, "tenuto conto della gravità e della durata della violazione". Ma è proprio questo range ad essere fortemente sottodimensionato, secondo i consumatori, considerando i margini e i volumi d'affari propri degli operatori di telefonia (fissa o mobile).

Nonostante Wind non goda di una posizione di leadership di mercato, ha comunicato risultati incoraggianti sulla crescita di margini e ricavi nel primo semestre del 2007. Per quel periodo l'operatore ha dichiarato infatti ricavi per oltre 2.600 milioni di euro, un risultato operativo (EBIT) di 350 milioni di euro e "un risultato netto di gruppo negativo per 122 milioni di euro" che però risulta dall'effetto "di 158 milioni di euro di svalutazione una tantum di crediti per imposte anticipate". Di fronte a questi numeri, una multa di 31mila euro potrebbe sembrare effettivamente una carezza.

Dario Bonacina
4 Commenti alla Notizia Multa di 31mila euro a Wind
Ordina
  • ma fateci ridere, un'amico ha appena preso una multa di mille eurini per avere avuto la musica del suo locale accesa dopo le 23.00 e piange lacrime amare xche gli pesa parecchio. Questi invece 31 mila euro li considerano come un cappucino con brioches, se la pagano.....!!!
    Italia che vergogna
  • ... a fare in culo!

    Mi sono accorto con 5 giorni di ritardo che la mia sim Wind, che non è il mio numero di cellulare di default, era scaduta. Ho telefonato al servizio clienti e l'operatore mi ha detto che non c'era più nulla da fare: se volevo tornare loro cliente, dovevo acquistare un'altra sim card... Seee, aspettatemi, gli ho risposto!

    Sulla sim card c'era un credito residuo di circa 7 euro, per richiedere il rimborso bisognava inviare un modulo tramite raccomandata A.R. e pagare 5 euro... Morale della favola, glieli ho lasciati, dicendo all'operatore, se poteva, di riferire alle alte sfere che se Wind avesse continuato con questa sua politica ostruzionistica nei confronti dei propri clienti, sarebbe presto andata in fallimento.

    Bersani ha fatto la legge, ma è stato trovato subito l'inganno: il credito non ha scadenza, la sim sì, in culo alla volontà del ministro...

    Ovviamente, come è successo a me, sarà successo ad altre persone... 5 euro di qui, 10 euro di là... nel fiocco ce lo prende sempre il consumatore.
  • Non solo wind fa quello che vuole, come vuole, a chi vuole e quando gli pare, gabellando migliaia di persone ( e io ero tra questi, che storia con Wind!!!) ma queste multe mi suonano in più come presa per i fondelli che azione di giustizia. Ma ci rendiamo conto di cosa guadagnano questi dalla pubblicità ingannevole e cosa sono 31mila euro!! ma queste cifre a Wind servono per lavare le macchine una settimana. Una multa giusta... 62 milioni di euro incominciavano a fargli il solletico a questi signori. Ma via!! La giustizia italiana!! mah!
    non+autenticato
  • Ormai è obbligatorio fregare l'ingenuo. A volte non solo lui. Io sono un felice utente di Infostrada da sempre e devo dire che non ho mai avuto da dispiacermene.

    Poi leggo che per poco più di 10 euro si può di fatto avere lo stesso contratto che ho io (Tuttoincluso) e che pago 40 euro al mese e mi meraviglio. Ma non è vero niente! La cifra è solo per pochi mesi e le telefonate, che per me sono a costo zero, pagano una discreta cifra alla risposta. Dopo poco i nuovi arrivati pagheranno quel che pago io.

    Allora perché annunziare a caratteri cubitali il prezzo iniziale e nascondere fra i codicilli la realtà delle cose? I merli aderiscono entusiasti e chi non è munito di lente di ingrandimento è fregato. I cerberi puniscono Wind con una multa, 31 mila euro, che il padrone di Wind, l'egiziano, dà di mancia ai baristi.

    In ogni caso il "vizietto" è di tutti ed i merli siamo noi.