Android, prima interrogazione

La presenta il senatore Mauro Bulgarelli (Insieme con l'Unione) per spingere ad una rapida revisione delle normative

Roma - "L'esclusione degli sviluppatori italiani di software dalla possibilità di partecipare al concorso Android indetto da Google, avviene in concomitanza con quella dei programmatori provenienti da Iran, Siria, Corea del Nord e Cuba, paesi che l'amministrazione americana ha più volte definito stati canaglia". Così il senatore Mauro Bulgarelli di Insieme con l'Unione, più volte intervenuto su questioni rilevanti per la rete, sulla decisione del colosso della rete di escludere l'Italia dalla gara da dieci milioni di dollari destinata a selezionare software per la nuova piattaforma open source destinata ai dispositivi mobili.

"Mentre chi proviene dai cosiddetti stati canaglia è stato escluso per via della legislazione americana, secondo Google - continua il senatore - in Italia ci sarebbero delle restrizioni locali tali da impedire ai nostri sviluppatori la partecipazione alle selezioni. In particolare credo si riferiscano ai requisiti addizionali che nel nostro paese vengono previsti dalla normativa che disciplina la partecipazione a concorsi a premio".

"È per questo - conclude il senatore - che ho presentato un'interrogazione a risposta scritta per sapere se il governo intenda svecchiare la nostra burocrazia permettendo agli operatori italiani delle nuove tecnologie di essere competitivi in un mercato internazionale sempre più dinamico, ed evitando che il niet di Google scateni una reazione a catena da parte delle industrie del settore nei confronti del nostro paese".
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