Nuove minacce contro Microsoft. Da un prete

Si ritiene un soldato di Dio e si appella ai credenti delle diverse religioni perché acquistino azioni Microsoft e costringano l'azienda a rivedere le proprie politiche, quelle che foraggiano i diritti dei gay

Redmond - Torna alla carica il reverendo Ken Hutcherson, pastore della Antioch Bible Church di Redmond, dove ha sede Microsoft. E proprio con Microsoft se la prende, rinnovando l'appello ai fedeli di tutte le confessioni di darsi da fare, entrare nel capitale azionario dell'azienda, e cancellare qualsiasi appoggio di Microsoft alla comunità gay, avversario ultimo della sua azione religiosa.

Il reverendo militanteHutcherson, che tenta di mobilitare il popolo dei credenti ormai da più di un anno senza grande successo, ha sollevato una certa attenzione quando nei giorni scorsi è intervento all'assemblea degli azionisti di Microsoft presentandosi loro come il "peggior incubo di questa azienda", proprio perché focalizzato sull'acquisizione di azioni per modificare radicalmente le policy della società fondata da Bill Gates.

Conservatore, riferimento spirituale per una comunità di circa 3.500 fedeli (il sito della sua chiesa va visto), il 55enne Hutcherson ritiene che Microsoft, così come molte delle corporation più importanti degli Stati Uniti, con le proprie azioni spinga gli "interessi omosessuali".
Al Telegraph dichiara di considerarsi "un soldato di Dio" e che quindi "Microsoft non mi fa paura, ho Dio dalla mia parte". "Ho detto loro che devono lavorare insieme a me oppure saranno travolti da una tempesta come non ne hanno mai viste, perché io sono il loro peggior incubo. Sono un uomo di colore con una causa giusta e molti bianchi di potere dietro di me".

"Non mi interessa quanto è grande Microsoft - ha dichiarato - Loro non sono che una piuma nel vento di Dio. L'America è iniziata in pratica con un tea party e Golia, se non sbaglio, fu abbattuto da David, che credeva nella stessa causa in cui credo io. Io intendo inseguire il nuovo Golia con una piccola roccia chiamata titolo azionario e lo farò tremare prima di aver finito (il mio lavoro)".

Perché proprio Microsoft? Perché è la società più in vista tra quelle che a gennaio dell'anno scorso hanno chiesto allo stato di Washington di aggiornare le proprie leggi contro la discriminazione sul posto di lavoro, una rivisitazione delle normative che secondo il reverendo di Redmond favorisce l'omosessualità, da lui considerato un "peccato".

Qui sotto il video del suo recente intervento all'assemblea Microsoft:

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