Gaia Bottà

UK, via libera al cybercrimine

Londra - Esultino phisher e truffatori: il 16 per cento degli inglesi è più consapevole delle vite segrete delle star del gossip di quanto non sia delle operazioni che si verificano sul proprio conto corrente.

Incoscienti e irresponsabili: questo il ritratto dei cittadini inglesi tracciato da un'indagine commissionata da Monilink, azienda specializzata in mobile banking che ha intervistato un campione di oltre mille cittadini di Sua Maestà. I loro atteggiamenti nei confronti dei servizi bancari, la loro incuria nei confronti dei conti correnti rendono il Regno Unito un paese dei balocchi per phisher e truffatori: possono ordire le più bieche trame, i cittadini rischiano di non accorgersi nemmeno del progressivo assottigliarsi del proprio conto in banca.

Fra gli intervistati, riporta Silicon.com solo il 14 per cento controlla con costanza i movimenti che avvengono sul proprio conto corrente, mentre la stragrande maggioranza trascura di fruire dei servizi online e destina immediatamente al cestino l'estratto conto che la banca invia regolarmente. Un numero cospicuo di cittadini inglesi scansa la pratica del controllo adducendo la motivazione dello stress: il 16 degli intervistati non controlla perché è terrorizzato all'idea di dover affrontare le proprie responsabilità e constatare che le proprie finanze sono ridotte ad un gruzzolo miserrimo.
È così che ansie e pigrizia proiettano l'utente inglese dei servizi bancari a vagolare nell'inconsapevolezza: nove intervistati su dieci non saprebbero dire se dal loro conto corrente siano state sottratte 1000 sterline, quasi 1400 euro. Tradotto su scala nazionale, 60 miliardi di euro potrebbero volatilizzarsi senza che nessuno batta ciglio, senza che nessuno indaghi per assicurare i responsabili alla giustizia.

A spianare la strada ai cybercriminali si aggiunge inoltre l'atteggiamento negligente e disinteressato dei netizen inglesi: se ai soldi devono pensare le banche, se a garantire la sicurezza online devono pensare soltanto autorità e provider, allora phisher e truffatori possono orchestrare un business che ora rende ai suoi operatori più di 75 miliardi di euro l'anno.

Gaia Bottà
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