
In linea con la
Dottrina Sarkozy secondo cui alle nuove e più pesanti restrizioni deve far da contraltare una maggiore disponibilità dei contenuti, l'Autorità inviterà l'Unione Europea ad estendere il regime di
riduzione dell'IVA su tutti i prodotti culturali, cosa che secondo il memorandum dovrebbe influire positivamente sui prezzi di vendita e, aggiunge qualcuno, sui profitti della grande distribuzione tradizionale.

Malignità gratuite, evidentemente. La strategia individuata da Olivennes (qui a lato) prevede infatti che le case di produzione, in particolare di musica e cinema, debbano organizzarsi "per usare i meccanismi legali attuali" al fine di distribuire i propri contenuti e di realizzare standard comuni per il
fingerprinting e il
watermarking delle opere. Si tratta, come noto, di discusse tecnologie pensate per consentire la "rintracciabilità" di un'opera, individuarne l'origine (ad esempio il sito o il luogo di distribuzione) e tracciarne anche la diffusione non autorizzata. Ma si arriverà a questi standard? Difficile prevederlo, visto che secondo il memorandum non dovranno "pregiudicare l'obbligo per queste piattaforme di istituire qualsiasi misura pensata per combattere la distribuzione illegale online di contenuti protetti".
Nel momento in cui il nuovo sistema di sanzioni e controlli andrà a regime, i produttori e distributori dovranno impegnarsi a diffondere online
il cinema on-demand in contemporanea all'uscita dei contenuti sui supporti tradizionali. Il che naturalmente significa alcuni mesi dopo l'uscita nelle sale. Questo periodo di tempo, chiamato
window, è imposto dagli esercenti del cinema, che temono grandemente la diffusione online dei film nelle settimane in cui questi appaiono nelle sale.
Si tratta di una vicenda complessa, da sempre scardinata dalla circolazione incontrollata di qualsiasi titolo sulle reti di sharing spesso persino prima del suo debutto ufficiale nei cinema. A questo proposito, il memorandum sostiene la necessità di un
negoziato che entro al massimo un anno consenta al ministero della Cultura e delle Comunicazioni di disporre di nuove tipologie di offerta on demand che "si integrino armoniosamente" nel sistema tradizionale, quello che prevede
window di profitti scansionate cronologicamente a seconda dei media.
Al fine di ridurre l'operosa
pulsione piratesca di milioni di utenti internet francesi, il memorandum chiede anche che si rendano disponibili on demand su Internet molti più contenuti e opere, ad esempio quelli televisivi, dopo la loro trasmissione.
Non solo: entro un massimo di un anno dall'entrata in vigore del sistema degli avvisi e delle sanzioni, dovrà essere posto online "il catalogo della produzione musicale francese"
privo di misure tecniche di protezione, o almeno di quelle misure che possano inficiare sull'
interoperabilità dei contenuti, "pur nel pieno rispetto dei diritti e delle esclusive".
Provider in-the-middleI provider, che saranno tenuti a girare i messaggi di avvertimento ai propri clienti, entro 2 anni dalla messa in linea del nuovo sistema dovranno sperimentare con i detentori dei diritti d'autore
nuovi sistemi di filtering. Sistemi che dovranno essere attivati nel caso in cui sembrino convincenti sia sotto il profilo tecnico che finanziario.
Al contrario di quanto riportato da alcuni, però,
non tutto ancora è stato deciso. Sebbene il Governo abbia esplicitato il proprio interesse per l'iniziativa voluta dall'Eliseo, per ora tutto ciò che è stato approvato è un
memorandum of understanging. Perché questo coacervo di nuove misure entri in vigore, dunque, è necessario che sia approvata come legge dal Parlamento francese, e questo potrebbe richiedere del tempo, forse molto tempo, e portare all'integrazione di numerose modifiche.
Ad ogni modo, com'è comprensibile, i produttori hanno immediatamente applaudito all'enunciazione della Dottrina Sarkozy. I consumatori, invece,
sono sul piede di guerra. Di seguito i particolari.