Non solo macchine per la PA italiana

Ma anche persone, anzi risorse umane, tonnellate di email e collegamenti frequenti ai siti istituzionali. Una sventagliata di dichiarazioni del ministro Stanca

Bologna - L'informatizzazione della Pubblica Amministrazione, lo sviluppo dei centri informativi online che consentono dentro e fuori la PA una migliore comunicazione e dunque migliori servizi per il cittadino, l'utilizzo di strumenti tecnologici d'avanguardia senza dimenticare l'importanza del personale. Questi i contenuti dell'intervento che ieri il ministro all'Innovazione Lucio Stanca ha svolto al Com.PA, la fiera bolognese dedicata alla PA e alle nuove tecnologie della comunicazione.

Stanca ha sostenuto che queste ultime "svolgono un ruolo importante, direi fondamentale, perché danno trasparenza alla comunicazione e perché facilitano l'offerta di servizi".

Il Ministro, forse per allontanare le accuse di un peso eccessivo dato alla tecnologia tra i meriti delle trasformazioni in corso, ha affermato che "perché la PA diventi più moderna e all'altezza di affrontare le sfide del paese, occorrono tecnologie e risorse umane. Solo così la PA può diventare un punto di forza dell'Italia così come già avviene per altri paesi". Si tratta dunque di investire anche in formazione professionale nonché indirizzare ogni investimento per migliorare le opportunità a disposizione del cittadino e non solo di quello già dotato di strumenti informatici di accesso.
Parlando di numeri nel corso di una tavola rotonda sempre ieri al Com.PA, il ministro ha poi parlato di un aumento del 372 per cento nelle email scambiate sulla Rete unitaria della Pubblica Amministrazione, un aumento che secondo Stanca "sono un segnale che rappresenta un nuovo modo di lavorare". Nel corso del 2001 sono aumentate a quasi 300mila le caselle email utilizzate nella PA anche se solo il 23 per cento dei dipendenti della PA ne possiede una. Sono poi state veicolate con soggetti esterni alla PA 45 milioni di email e 78 milioni sono circolate all'interno.

Stanca ha anche affermato che i siti della PA a giugno 2002 hanno raccolto 2,5 milioni di utenti "articolati" sui 2mila siti. "Questi dati - ha affermato - ci parlano di una trasformazione in atto".
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