Alfonso Maruccia

Canada sull'orlo di un nuovo copyright

La riforma rappresenta una delle iniziative più dure nel contrasto alla distribuzione non autorizzata dei contenuti. Molte le novità, come la cancellazione dei propri brani qualora chi li ha prodotti chiuda la baracca

Roma - Che sta succedendo al di là dell'Ontario? Il paese che aveva già dichiarato il "non luogo a procedere" contro la pirateria ad uso personale, sta per dare una mazzata senza precedenti alla possibilità stessa di copiare i contenuti senza incorrere in sanzioni legali. La riforma del copyright che nelle prossime settimane verrà presentata alla House of Commons dal Ministro dell'Industria Jim Prentice sarà l'equivalente del discusso DMCA americano, non prevedendo alcuno spiraglio oltre il quale i diritti dei consumatori possano avere voce in capitolo sulle pretese di blindatura totale dell'industria.

A denunciare il pericolo è l'esperto Michael Geist: se fino ad ora per il Canada c'era la possibilità di seguire scelte diverse per la riforma delle regole sul copyright, ora le cose sembrano decise, ad apparente vantaggio dell'industria. Proprio come il DMCA, la riforma in via di presentazione al parlamento canadese rafforzerà in maniera squilibrata l'uso e la salvaguardia delle tecnologie anticopia, lasciando da parte qualsiasi possibilità di superare ed eliminare legalmente il DRM dai contenuti.

Le soluzioni DRM somigliano ormai ad un Titanic che affonda con i topi-major che scappano impauriti? Chi scarica dal P2P compra più dischi originali? Poco importa: la nuova via canadese al copyright renderà eterna la validità del DRM, dando per scontato, come certi premier europei che vogliono raddrizzare una volta per tutte i pirati di Internet, che il diritto d'autore va difeso in eterno, senza nessuna eccezione.
Finché un dispositivo avrà integrata una qualche misura di protezione dei contenuti, prevede la legge, superare tale protezione, fosse anche a fini educativi, di archiviazione o personali è proibito. "Non importa che tu abbia il diritto di registrare uno show e guardartelo in seguito - scrive Cory Doctorow su Boing Boing - o il diritto di registrare il discorso di un politico per conservarlo e riprenderlo in seguito. Il poliziotto nel registratore può portarti via questo diritto senza possibilità di appello".

"La promessa dei Conservatori di eliminare la tassa sulla copia privata sarà probabilmente abbandonata - scrive Geist sul suo weblog - Non ci sarà nessun equo utilizzo flessibile. Nessuna eccezione per le parodie. Nessuna eccezione per la registrazione degli show per una visione successiva. Nessuna eccezione per la copia tra dispositivi diversi. Nessuna previsione per backup estesi. Niente". Aggiunge Doctorow: "una clausola proibisce di guardare o sentire film e musica dopo che l'azienda che li ha prodotti abbia chiuso i battenti".

Il governo canadese pare abbia infine scelto da che parte stare nella guerra mondiale del copyright, preferendo "i lucchetti all'apprendimento, la proprietà alla privacy, l'imposizione all'educazione, le cause legali alla sicurezza, i lobbisti agli archivisti, e una politica USA al posto di una soluzione made-in-Canadà", dice Geist.

La nuova legge, che verosimilmente avrà un percorso privilegiato per l'approvazione definitiva una volta presentata dal ministro, "trasformerà il Canada in una nazione arretrata", scrive ancora Doctorow, "rimasta dietro il Regno Unito, Israele e gli altri paesi che stanno approvando nuove leggi sul diritto d'autore che smantellano l'idea del massimo copyright per sempre e in tutte le cose".

Il Canada sarà più indietro persino dell'Italia della legge Urbani e delle raccomandate di richiesta di "pizzo" contro gli utenti del P2P, considerando che qui da noi si sta studiando il modo di rafforzare il diritto alla copia privata e riformare profondamente le norme che attualmente regolano lo scambio di contenuti (s)protetti in rete.

Alfonso Maruccia
14 Commenti alla Notizia Canada sull'orlo di un nuovo copyright
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  • C'è poco da dire, se le cose stanno come dice l'articolista.
    Ma ho come l'impressione che, con questi termini, la legge canadese sarà un passo avanti per un sistema commerciale che è sull'orlo di un burrone.
    Chi è che compra della roba a questi termini?
    E chi ricomprerà della roba dopo la prima volta che è stato fregato (che l'azienda X ha chiuso)?
  • L' azienda fallisce e il cazzo di DVD comprato a 60 dollari va nel cesso? MA I SOLDI LI HANNO MANGIATI COMUNQUE! SPERO CHE L' EUROPA NON SEGUA QUESTO ESEMPIO DITTATORIALE E ANTIPROGRESSISTA!
    non+autenticato
  • - Scritto da: |91|%20H4Ck -3r%20|91|
    > SPERO CHE L' EUROPA NON SEGUA
    > QUESTO ESEMPIO DITTATORIALE E
    > ANTIPROGRESSISTA!

    Lo farà per il giusto prezzo.

    Fattene una ragione.
  • Ma come prima la polizia Canadese ammette la incapacita' a perseguire i violatori di Copyright, per tutta risposta il parlamento che fa ? Rende la legge ancora piu' severa e inapplicabile!

    Complimenti, a quanto vedo i cattivi politici non sono una esclusiva nostrana!
  • Il web, la scuola e le enciclopedie esistevano molto prima di questa guerra al copyright.

    Che cos'è il web e l'enciclopedia se non la possibilità di condividere con gli altri il sapere, di conoscere il mondo, di studiarlo e impararlo?

    La guerra al copyright è una rivoluzione che parte dal basso... ma proprio dal basso fondo, dalla massa ignava, la marmaglia informe, inutile e incapace. Questa vorrebbe il controllo sulle opere fatte dagli altri, dai veri uomini, dalle vere menti. Non si accontenta più di usufruirne (come ha sempre fatto e con molta facilità).
    Il formicaio inutile e informe, il gregge piagnucolone, adesso vuole il mondo che non ha mai fatto, ha preso coscienza della sua massa abnorme e ha imparato che... ubi maior minor cessat.
    non+autenticato
  • - Scritto da: sarth
    > Il web, la scuola e le enciclopedie esistevano
    > molto prima di questa guerra al
    > copyright.
    >
    > Che cos'è il web e l'enciclopedia se non la
    > possibilità di condividere con gli altri il
    > sapere, di conoscere il mondo, di studiarlo e
    > impararlo?
    >
    > La guerra al copyright è una rivoluzione che
    > parte dal basso... ma proprio dal basso fondo,
    > dalla massa ignava, la marmaglia informe, inutile
    > e incapace. Questa vorrebbe il controllo sulle
    > opere fatte dagli altri, dai veri uomini, dalle
    > vere menti. Non si accontenta più di usufruirne
    > (come ha sempre fatto e con molta
    > facilità).
    > Il formicaio inutile e informe, il gregge
    > piagnucolone, adesso vuole il mondo che non ha
    > mai fatto, ha preso coscienza della sua massa
    > abnorme e ha imparato che... ubi maior minor
    > cessat.

    Hail Hibbler!
    non+autenticato
  • e nemmeno loro fanno niente, permettono che accada.

    tutto questo dimostra ogni giorno che chi sta sopra COMANDA, IMPERA, non governa con mandato dalla popolazione
    non+autenticato
  • Inoltre, io avrei paura, per quanto riguarda l'Italia.

    Guardate la legge sulla prostituzione. La proposta che han fatto a riguardo, quella sì che è una legge-pasticcio (come si divertiva a dire Burp-Rutelli). Figurati cosa combineranno con il copyright.

    Comunque sia, ribadisco, è questione di tempo. Più ci torceranno il collo a noi ora, più chi metterà le mani, nella stanza dei bottoni in futuro, eliminerà loro.

    Occhio per occhio (prezzemolo e finocchio).
    non+autenticato
  • - Scritto da: stekkaz
    > e nemmeno loro fanno niente, permettono che
    > accada.
    >
    > tutto questo dimostra ogni giorno che chi sta
    > sopra COMANDA, IMPERA, non governa con mandato
    > dalla
    > popolazione

    Secondo me invece sono i discografici che stanno andando incontro sorridenti all'armageddon.
    2678
  • - Scritto da: gerry

    > Secondo me invece sono i discografici che stanno
    > andando incontro sorridenti
    > all'armageddon.

    E secondo me la Luna è fatta di formaggio.
    Pensarlo (sperarlo) non lo rende vero.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Get Real

    > E secondo me la Luna è fatta di formaggio.
    > Pensarlo (sperarlo) non lo rende vero.

    I DRM sono ridicoli, nessuna tecnologia che va indietro può avere successo.

    Per farla accettare devono darti qualcosa in più, e non poco. Ma non vedo sinceramente cos'altro potrebbero darti.
    2678
  • - Scritto da: gerry

    > Per farla accettare devono darti qualcosa in più,
    > e non poco.

    Perchè "fartela accettare", quando possono imporla?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Get Real

    > Perchè "fartela accettare", quando possono
    > imporla?

    Imporla? Guarda che la apple è già tornata indietro quando ha visto che ci guadagnava di più.

    Anche se le case discografiche volevano "imporla".

    Quando si accorgeranno che ci smenano ci penseranno due volte prima di imporla.
    2678
  • - Scritto da: stekkaz
    > e nemmeno loro fanno niente, permettono che
    > accada.
    >
    > tutto questo dimostra ogni giorno che chi sta
    > sopra COMANDA, IMPERA, non governa con mandato
    > dalla
    > popolazione

    A chi si fa pecora il lupo se lo mangia!
    non+autenticato