Nuova Zelanda, botnet master a 18 anni?

Lo hanno fermato i cybercop del paese, che sospettano sia parte di un ring criminale internazionale dedito allo sfruttamento di botnet, le reti composte da PC infetti e utilizzati da remoto, gli zombie

Wellington - L'ANSA racconta che hanno arrestato un hacker in Nuova Zelanda: in realtà non si tratta di un hacker e non è stato arrestato. Si tratta invece di un 18enne accusato dai cybercop nezolandesi di far parte di una gang criminale dedita alla gestione di vaste botnet, le reti di computer che, una volta penetrati dai cracker, possono essere usati da remoto per gli scopi più diversi.

Nel caso specifico il ragazzo, poco più che 18enne, è stato ascoltato dalla magistratura che sta indagando su una serie di operazioni. Il sospetto è che le sue botnet comprendano un milione di PC e che siano state utilizzate per compiere sottrazioni di denaro dai conti correnti online delle vittime.

Difficile però credere che vi siano prove schiaccianti contro il giovane: dopo un lungo interrogatorio è stato rilasciato senza che venisse formalizzata alcuna accusa.
Ad aver attirato l'attenzione dei cybercop potrebbero essere state le particolari e brillanti capacità dimostrate dal ragazzo a scuola proprio in materia informatica. Ma questo non basta ad incriminarlo, almeno per ora.
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