Corea, il cell non l'ha ucciso

L'operaio trovato morto in una cava non stato ucciso dal cellulare

Roma - L'uomo di 33 anni che lavorava in una cava in Corea del Sud e che nei giorni scorsi è stato trovato morto dai suoi colleghi non è stato ucciso dal cellulare come sostenuto da chi lo ha per primo ritrovato.

Il motivo di questa ricostruzione sta probabilmente in ciò che ha davvero ucciso l'uomo: secondo il medico legale è stato travolto accidentalmente da un mezzo operato da un altro operaio. Quest'ultimo ha confessato nelle scorse ore l'incidente.

Il cellulare, ritrovato fuso nella tasca della propria camicia, aveva spinto la polizia a confermare che poteva essersi trattato di una morte causata dal cellulare.
Ora si indaga per capire come mai il cellulare avesse preso fuoco. Le ipotesi sono due: o l'altro operaio gli ha dato fuoco cercando di creare una giustificazione possibile all'incidente oppure l'incidente che ha ucciso l'uomo ha anche coinvolto in qualche modo il telefonino.
1 Commenti alla Notizia Corea, il cell non l'ha ucciso
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  • Ce lo vedete un operaio che lavora in miniera, e si rende conto che il cellulare che ha appeso al petto prende fuoco, che non se lo strappa via di dosso lanciandolo lontano, ma invece aspetta che gli provochi emorragie interne e fratture (?!?) per poi ucciderlo?
    Ma, il che è più grave, ce lo vedete un MEDICO che accusa il cellulare e non si rende conto delle pur necessariamente presenti, ed evidenti, lesioni esterne necessarie a giustificare così estesi danni viscerali?
    non+autenticato