Dario Bonacina

LG: il nostro cellulare non ha ucciso

Scagionato il telefonino accusato di aver ucciso un operaio coreano. Il colpevole Ŕ un collega, l'omicidio Ŕ un incidente

Roma - La notizia della morte di un operaio coreano, avvenuta in una cava la scorsa settimana, ha fatto il giro del mondo: fra le possibili cause dell'incidente, era stata considerata anche l'esplosione del suo cellulare, avvalorata da alcune dichiarazioni del medico legale. Ma a quanto pare, l'apparecchio non ha responsabilità.

A darne notizia è LG Electronics, produttore del telefonino inizialmente incriminato, che smentisce categoricamente che l'incidente sia stato causato dall'apparecchio o dalla batteria. La causa sarebbe emersa durante un interrogatorio della polizia a Kwon Young-Sup, collega della vittima: questi avrebbe infatti confessato di aver accidentalmente colpito il collega, per un errore di manovra, con una trivella idraulica da 15 tonnellate.

L'ipotesi dell'esplosione del telefonino era stata diffusa dallo stesso operaio, ora accusato di omicidio colposo. Non è stato ancora spiegato il motivo per cui il cellulare sia stato rinvenuto incendiato: la causa potrebbe essere riconducibile alla pressione subita dall'apparecchio nell'incidente, o ad un'idea dello stesso Kwon Young-Sup per depistare gli inquirenti. LG, quinto produttore mondiale di telefoni cellulari, nel diffondere la notizia che "scagiona" un proprio modello, ha dichiarato di condurre test rigorosi su tutti i propri prodotti, tanto sulla funzionalità quanto sulla sicurezza, e di non aver mai ritenuto possibile che un suo telefonino potesse essere il killer.
Dario Bonacina