Le cam inglesi scovano i marchi

Quelli sugli abiti dei sospetti che gli agenti seguono da remoto. Individuare un marchio può consentire di identificare un sospetto. Sempre che questi non lo sappia. A Londra intanto si valuta l'introduzione del taser

Londra - C'è chi va in giro con felpe pubblicitarie acquistate a caro prezzo, o jeans che dichiarano a tutti la propria provenienza: nel caso in cui queste persone abbiano qualcosa da nascondere e decidano di bazzicare a Londra e dintorni, sarà più facile per gli agenti di polizia identificarle. A "tradire" saranno propri i marchi, i brand incisi sui vestiti.

riconoscibile?Nella ragnatela tutta britannica di telecamere che tutto vedono e tutto controllano, anche la casa del fu George Orwell, si va calando un nuovo dispositivo, un giochino già usato nella televisione commerciale ed ora in via di adattamento al sistema CCTV: le cam di sorveglianza delle forze dell'ordine.

Non si tratta naturalmente di un nuovo modo per spiare i cittadini, sottolineano tanto per cambiare i responsabili della polizia ascoltati dalla BBC, ma di uno strumento in più per tracciare gli spostamenti di criminali e delinquenti, o sospetti, che si muovono per strada, quindi osservati dalle cam.
La novità non è ancora stata infilata nei sistemi di sorveglianza ma Mick Neville, ispettore capo e motore dell'iniziativa per l'uso forense delle immagini CCTV, ha dichiarato che "molti giovani criminali in particolare vestono tute da ginnastica o giacche con logo ed emblemi sportivi, e noi vogliamo utilizzare questi dispositivi per cercare, collegare ed identificare i criminali".

Il funzionamento più appetitoso per il grande occhio inglese è la possibilità di utilizzare questo apparato software e video per analizzare rapidamente ore di girato andando a caccia di questo o quel simbolo, o logo.

Secondo David McIntosh della società OmniPerception, tra i papabili fornitori del sistemucolo, i criminali di cui parla Nevill "vanno in giro con una sorta di divisa: se vedi un ragazzo con una felpa addosso, puoi quasi con certezza dire che vestirà quella stessa tipologia di felpa la prossima volta che commetterà un reato".

La società britannica del controllo in questo periodo è dunque foriera di numerose novità tecnologiche. L'ultima in ordine di tempo è la presa di posizione del ministro degli Interni, che ha spiegato perché vede con favore l'introduzione del taser come arma non letale tra le forze di polizia.

"Ho parlato con alcuni degli ufficiali di polizia con cui lavoro più da vicino - ha spiegato - ed è piuttosto chiaro... utilizzare un manganello su qualcuno è probabilmente assai meno efficace e può danneggiare la persona che riceve il colpo. Questo ha un suo senso. Se possiamo trovare una via che fornisca un training adeguato e se possiamo essere tranquilli, come siamo, dell'impatto sulla salute...allora (il taser, ndr.) mi sembra una scelta ragionevole".
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