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Mai pių chat sparite nell'oblio

IRseekBOT, il bot che non c'era, quello che indicizza IRC. Quegli spazi in cui interagiscono milioni di utenti. La privacy? A chi importa pių della privacy?

Roma - C'è un nuovo giochino in città, rivolto a chi ha un server IRC e teme l'oblìo, che vuol far indicizzare quanto avviene in chat: metta mano a robots.txt e consenta l'accesso a IRSeek, un neobot a cavallo tra antico e 2.0. È il nome e il tool della startup israeliana che intende indicizzare tutte le "nicchie o reti" in cui circolano contenuti IRC che, pur essendo un'espressione del Web vecchia maniera, resistono impavide nell'era 2.0.

L'azienda alle spalle di IRSeek è stata fondata da Eran Cohen (CEO) e Ariel Berkman (CTO) e ha iniziato a sviluppare l'applicazione lo scorso anno. Applicazione che, oggi, indicizza i canali IRC con 6 milioni di conversazioni al giorno: fino a oggi, ne sono state immagazzinate circa 300 milioni e, salvo qualche momento di revisione dei codici, è sempre in stato "listening".

Un servizio del genere mancava all'appello e la sua assenza, secondo alcuni, ha sottratto al patrimonio comune di conoscenza del Web decenni di dati più o meno utili, certo testimonianze di una rete e un vissuto che fu. "Vedere cosa dice la gente, per esempio, su Iphone Unlock", bisbiglia TechCrunch, ora si può: basta eseguire una ricerca.
L'azienda fa notare che se la scansione di un canale IRC dovesse rivelare la presenza di attività di file sharing verrebbe rimosso. Assicura, inoltre, che le conversazioni private non vengono in alcun modo intercettate.

Ciò non ha impedito il sorgere di alcuni interrogativi. Non tutti sono convinti che, a dispetto di ogni possibile buona intenzione, la privacy resti intatta e tutelata. "Ciò che IRSeek fa potrebbe anche essere perfettamente legale, per cui non fraintendete i miei commenti. Il fatto di poter fare una determinata cosa sul Web, non significa che si debba farla", dice un blogger, perplesso. Anche su Slashdot gli utenti esprimono alcune riserve, e in rete non sono i soli a dubitare.

Spesso, in chat, capita di snocciolare dati personali nella convinzione che solo una intercettazione telematica vera e propria potrebbe portarli alla luce. Ora, con l'avvento di IRSeek, lo scenario inevitabilmente cambia. La vicenda ricorda da vicino quel che è accaduto qualche anno fa quando Google fagocitò l'intero archivio Usenet di Deja e lo restituì alla visibilità in rete: sono in molti a chiedersi se la presenza di questo nuovo bot non influenzi la vita futura delle IRC. Se l'influenza sarà come quella di Google per Usenet, allora non c'è che da augurarselo.

Marco Valerio Principato

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