Dario Bonacina

Il Giappone ama gli m-book

RealtÓ ormai consolidata sul mercato nipponico, l'e-book da cellulare sta raggiungendo una vasta popolaritÓ, al punto che i volumi di vendita hanno raggiunto l'editoria cartacea

Roma - Se qualcuno si è sorpreso dal fatto che sia possibile scrivere un libro utilizzando il telefonino anziché un computer o una macchina per scrivere, sappia che in Giappone l'editoria sembra aver ormai "scollinato" verso il mondo digitale con gli m-book (dove m sta per mobile): nella top ten del mercato della narrativa, la metà dei romanzi è stata scritta per (e mediante) telefoni cellulari.

Duncan Riley su TechCrunch spiega che si tratta di una vera e propria rivoluzione del mercato editoriale-letterario, che poco ha a che fare con gli e-book che Amazon tenta di veicolare via Kindle. Gli m-book, libri elettronici "da telefonino", esistono da tempo sul mercato nipponico e sembrano ormai pronti a conquistare una posizione di leadership.

Stando a quanto rileva il Sydney Morning Herald, questa nuova forma di pubblicazione sembra essere fonte di preoccupazione per le major dell'editoria tradizionale. E i numeri dei nuovi m-bestseller sembrano dimostrarlo: Koizora (ossia "Love Sky", un romanzo che parla di un'adolescente che è vittima di pesanti angherie e violenze e deve affrontare una gravidanza non desiderata) ha raggiunto quota 1,2 milioni di copie, mentre Moshimo Kimiga ne ha vendute 420mila copie.
Per il momento il mercato occidentale sembra ancora lontano dall'abbracciare questa nuova "filosofia editoriale". Ma potrebbe essere solo questione di tempo: il telefono cellulare è un dispositivo ormai presente in tutte le tasche e la possibilità di poter leggere un libro dal suo display, con il vantaggio di non doversi portare appresso la sua versione cartacea, potrebbe essere ben visto dagli amanti della lettura. E con una buona dotazione di memoria, nel cellulare potrebbe essere possibile stipare una piccola libreria elettronica.

Dario Bonacina